Musica

Alessia Raisi: «Da Battisti a Romagna Mia, traduco e canto i successi italiani in cinese»

Nel 2010 arrivò in Cina per lavoro, poi cominciò a salire sui palchi ed ora è una delle cantanti più amate del Paese. I suoi fans adorano sia i classici sia il suo repertorio ormai corposo di inediti

Alessia Raisi: «Da Battisti a Romagna Mia, traduco e canto i successi italiani in cinese»
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18/ottobre/2019 - h. 10.12

A 43 anni, Alessia Raisi ha già vissuto molte vite che l’hanno portata  oggi ad essere in sostanza la sola artista professionista italiana che canta in lingua cinese, con un ottimo seguito in quello che è il più grande Paese asiatico. E dire che, quando nel 2010 si trasferì da Molinella – comune di 15mila abitanti in provincia di Bologna – a Shangai – 27 milioni di anime e spiccioli – il cinese nemmeno lo parlava. «Lavoravo in un'azienda di logistica e ho accettato la sfida di lavorare in Cina. Ma all'inizio è stata dura: non avevo modo di comunicare, così mi sono messa a studiare la lingua». Del resto la pratica non le mancava: da laureata in Interpretariato e traduzione  è riuscita ad apprendere velocemente il cinese, nonostante la difficoltà e le infinite sfumature dell'idioma, ed oggi canta proprio in quella lingua. «Lo parlo e lo scrivo». Lo scorso anno poi «ho tradotto Romagna Mia», racconta al telefono con l'accento che nonostante la distanza tradisce ancora le origini.
Alessia in Cina ha un grande seguito: i suoi fans amano il suo accento italiano con cui canta nel loro idioma. Il primo successo nel 2012 quando si è presentata al festival di Shanremo – né più né meno la versione cinese di Sanremo – cantando Nessun dolore di Lucio Battisti. Nel 2015, poi, nei padiglioni cinesi dell'Expo ha cantato la traduzione di Volare, sulle orme di Domenico Modugno. Felice di stare lassù, Alessia ha continuato la sua carriera da cantante, passione già coltivata in Italia: «Un po' come Laura Pausini, ho cominciato con il piano bar sin da piccola. Ho la fortuna di avere una buona musicalità che mi ha aiutato anche nello studio delle lingue». Oltre al cinese, il carniere di idiomi di Alessia contava già l'inglese, il francese e lo spagnolo. Presto arriverà il suo primo album in quest'ultima lingua, nell'ambito di un progetto culturale che diventa sempre più ampio. Il prossimo anno uscirà l'album con le traduzioni delle canzoni di Alessia in linga araba.  
«I cinesi sono molto accoglienti – racconta –: le nostre culture sono molto diverse ma loro mi seguono e amano quando canto in italiano». In generale l'amore per il nostro Paese – in particolare per cibo, musica, fashion e design – è molto forte.
Dal 2015 Alessia Raisi vive di sola musica: nel frattempo ha lasciato il lavoro nell'azienda logistica bolognese. «Gli impegni erano diventati inconciliabili». Tuttavia la sua attività non si limita al solo palco: ha infatti fondato l'associazione di Emiliano-Romagnoli in Cina. Aveva infatti notato che c'erano rappresentanze di molte regioni ma non della sua. Riconosciuta dalla Regione, con cui collabora, l'associazione aiuta imprese e scuole a conoscere il contesto cinese in un'ottica di relazioni internazionali. Alessia diventa quindi una sorta di Cicerone, soprattutto per le scuole: lo scorso anno ha accompagno il liceo classico “Dante Alighieri” di Ravenna mentre a novembre arriverà una classe dell’Istituto Valturio di Rimini. Gli alunni scoprono quindi le sedi delle aziende italiane in Cina, allargando i loro orizzonti professionali.
Guardandosi indietro, la cantante ammette che «non è stato facile ripartire da zero ma piano piano, studiando, sono riuscita ad inserirmi sempre di più. A Shangai c'è una bellissima comunità italiana, l'economia cinese è ancora in crescita anche se ha rallentato. Per quanto mi riguarda prossimamente partirò con il mio tour e tornerò in Italia. In estate sono salita sul palco di Deejay on Stage a Riccione, a ottobre mi esibirò a Ravenna». 
RAVENNA - A 43 anni, Alessia Raisi ha già vissuto molte vite che l’hanno portata  oggi ad essere in sostanza la sola artista professionista italiana che canta in lingua cinese, con un ottimo seguito in quello che è il più grande Paese asiatico. E dire che, quando nel 2010 si trasferì da Molinella – comune di 15mila abitanti in provincia di Bologna – a Shangai – 27 milioni di anime e spiccioli – il cinese nemmeno lo parlava. «Lavoravo in un'azienda di logistica e ho accettato la sfida di lavorare in Cina. Ma all'inizio è stata dura: non avevo modo di comunicare, così mi sono messa a studiare la lingua». 

Del resto la pratica non le mancava: da laureata in Interpretariato e traduzione  è riuscita ad apprendere velocemente il cinese, nonostante la difficoltà e le infinite sfumature dell'idioma, ed oggi canta proprio in quella lingua. «Lo parlo e lo scrivo». Lo scorso anno poi «ho tradotto Romagna Mia», racconta al telefono con l'accento che nonostante la distanza tradisce ancora le origini.Alessia in Cina ha un grande seguito: i suoi fans amano il suo accento italiano con cui canta nel loro idioma. Il primo successo nel 2012 quando si è presentata al festival di Shanremo – né più né meno la versione cinese di Sanremo – cantando Nessun dolore di Lucio Battisti. Nel 2015, poi, nei padiglioni cinesi dell'Expo ha cantato la traduzione di Volare, sulle orme di Domenico Modugno. 

Felice di stare lassù, Alessia ha continuato la sua carriera da cantante, passione già coltivata in Italia: «Un po' come Laura Pausini, ho cominciato con il piano bar sin da piccola. Ho la fortuna di avere una buona musicalità che mi ha aiutato anche nello studio delle lingue». Oltre al cinese, il carniere di idiomi di Alessia contava già l'inglese, il francese e lo spagnolo. Presto arriverà il suo primo album in quest'ultima lingua, nell'ambito di un progetto culturale che diventa sempre più ampio. Il prossimo anno uscirà l'album con le traduzioni delle canzoni di Alessia in linga araba.  «I cinesi sono molto accoglienti – racconta –: le nostre culture sono molto diverse ma loro mi seguono e amano quando canto in italiano». In generale l'amore per il nostro Paese – in particolare per cibo, musica, fashion e design – è molto forte.Dal 2015 Alessia Raisi vive di sola musica: nel frattempo ha lasciato il lavoro nell'azienda logistica bolognese. «Gli impegni erano diventati inconciliabili». 

Tuttavia la sua attività non si limita al solo palco: ha infatti fondato l'associazione di Emiliano-Romagnoli in Cina. Aveva infatti notato che c'erano rappresentanze di molte regioni ma non della sua. Riconosciuta dalla Regione, con cui collabora, l'associazione aiuta imprese e scuole a conoscere il contesto cinese in un'ottica di relazioni internazionali. Alessia diventa quindi una sorta di Cicerone, soprattutto per le scuole: lo scorso anno ha accompagno il liceo classico “Dante Alighieri” di Ravenna mentre a novembre arriverà una classe dell’Istituto Valturio di Rimini. Gli alunni scoprono quindi le sedi delle aziende italiane in Cina, allargando i loro orizzonti professionali.

Guardandosi indietro, la cantante ammette che «non è stato facile ripartire da zero ma piano piano, studiando, sono riuscita ad inserirmi sempre di più. A Shangai c'è una bellissima comunità italiana, l'economia cinese è ancora in crescita anche se ha rallentato. Per quanto mi riguarda prossimamente partirò con il mio tour e tornerò in Italia. In estate sono salita sul palco di Deejay on Stage a Riccione, a ottobre mi esibirò a Ravenna».