Faenza

Malpezzi: «Quante falsità, la mia scelta è stata solo tecnica»

Il sindaco di Faenza risponde ad Insieme per Cambiare: «Deluso dall'epilogo, era la lista che mi aveva lanciato. Ma non l'ho voluto io»

Malpezzi: «Quante falsità, la mia scelta è stata solo tecnica»
| Altro
N. Commenti 0

08/novembre/2019 - h. 18.22

Il sindaco Giovanni Malpezzi risponde all'attacco di Insieme per Cambiare, con una nota altrettanto dura. Parlando di grande amarezza, il sindaco di Faenza dice che «tante sono le falsità messe nero su bianco nel tentativo maldestro di passare come vittime di chissà quali trame oscure». Malpezzi assicura di essersi concentrato «esclusivamente sul lavoro amministrativo per il bene della città, assumendomi tutte le responsabilità che ne derivano. Inoltre sono poco avvezzo ai tatticismi della politica».

Il sindaco ribadisce il solo motivo tecnico del ritiro della delega all'Urbanistica: «La motivazione che mi ha indotto ad assumere direttamente la delega alle materie urbanistiche è derivata esclusivamente dall'esigenza di seguire in prima persona le fasi conclusive degli Accordi operativi urbanistici e l'impostazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), ambiti gestiti nell'ultimo periodo con impronta autoreferenziale. Garantire che l'azione amministrativa sia totalmente trasparente e non soggetta ad alcun tipo di condizionamento fa parte di quelle responsabilità che un sindaco deve necessariamente assumersi, facendo i conti innanzitutto con la propria coscienza. Tutte le altre congetture non mi riguardano e le lascio ai retroscenisti». Insieme Per Cambiare ritiene di aver pagato l'ostracismo a Manuela Rontini come possibile candidata sindaca alle prossime amministrative. 

Continua Malpezzi: «La vera domanda da porsi è: se davvero il sindaco fosse l'uomo cattivo dipinto ieri, perché Insieme per Cambiare è rimasta in maggioranza tutto questo tempo? Perché non ha prodotto in questi anni neppure un atto politico o amministrativo in consiglio comunale per denunciare la situazione? La risposta è semplice. Perché la tesi esposta ieri non regge alla prova dei fatti e le accuse formulate sono infondate e pretestuose. Non più tardi di un anno e mezzo fa, infatti, il sottoscritto "sindaco prevaricatore" si è privato delle deleghe alle attività produttive e allo sviluppo economico per trasferirle all'assessore Domizio Piroddi. Un fatto inedito per due motivi: perché non erano intervenute elezioni intermedie tali da certificare una crescita di consenso da premiare, e perché - credo per la prima volta nella storia politica della città - un unico assessore assommava in questo modo le pesanti deleghe urbanistiche e produttive, cioè l'intero ambito di rapporto con le forze economiche della città. In tale occasione ho assecondato l'insistente richiesta di maggior visibilità per l'assessore Piroddi e la sua lista civica con un'unica condizione, che venisse garantito il confronto e coordinamento con il sindaco. Così non è stato».

Chiude Malpezzi: «Non esprim infine valutazioni politiche che competono ai partiti. Non posso però non annotare una questione: dichiarare in maniera esplicita di sedersi al tavolo del confronto con l'attuale maggioranza di centro sinistra in vista delle elezioni comunali dell'anno prossimo, non per parlare di programmi e delle prospettive future della città, ma per porre veti sulle persone, chiunque esse siano, e dichiarare che, in fondo, destra e sinistra sono uguali, a mio modo di vedere è un atteggiamento sbagliato che avvelena il clima politico e i rapporti interpersonali. Quasi dieci anni fa, Insieme per Cambiare è stata la lista che ha lanciato la mia candidatura a sindaco. Eravamo allora poco più di un gruppo di amici entusiasti dell'avventura che stava iniziando. Perfino il simbolo del 2010 fu definito da un mio scarabocchio su un foglio. Nonostante abbia la coscienza a posto, anche solo per questi motivi affettivi ammetto la delusione per questo epilogo da me certamente non voluto. Contestualmente assicuro il mio massimo impegno per garantire, ancora più di ieri, collegialità e compattezza tra gli assessori e le forze politiche di maggioranza».