Imola

Donna muore al pronto soccorso di Imola, indagine in corso

La Lega: «Inaccettabile quanto accaduto. Personale sanitario sovraccaricato di lavoro e la giunta lo ha sempre ignorato»

Donna muore al pronto soccorso di Imola, indagine in corso
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12/novembre/2019 - h. 14.24

IMOLA - Una donna di 57 anni è morta in pronto soccoso a Imola mentre attendeva il suo turno al pronto soccorso. Ora i familiari chiedono di vederci chiaro e si sono rivolti ad un avvocato per capire cosa sia accaduto lo scorso primo novembre. La donna - secondo la ricostruzione dell'avvocato - era arrivata al Pronto Soccorso e, dopo il triage, si è seduta ad aspettare il suo turno. Il malore è sopraggiunto dopo poco meno di due ore di attesa. Da quanto emerge la signora nei giorni precedenti si era sentita male altre due volte ed in entrambi i casi era stata portata in ospedale. La procura sta indagando mentre l'Ausl Imolese sta facendo verifiche interne. 

Il caso però arriva anche in Regione. Il consigliere della Lega, l'imolese Daniele Marchetti, ritiene «inaccettabilemorire al Pronto soccorso di un ospedale in Emilia-Romagna, nel 2019. Ferme restando le cause che verranno accertate e le eventuali responsabilità che saranno acclarate nelle sedi più opportune, oltre ad esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia della signoraa, è spiacevole dover – ancora una volta – rimarcare come il sistema Sanitario emiliano-romagnolo sia ben lungi da quel “livello di eccellenza” che va millantando, con evidenti scopi elettorali, il governatore uscente, Stefano Bonaccini». Il leghista ritiene che l'episodio «a prescindere da eventuali responsabilità personali, ribadisce le criticità che più volte abbiamo denunciato alla Giunta regionale: la mancanza di personale medico e infermieristico genera sovraccarichi di lavoro e – giocoforza – anche di qualità del servizio prestato dai nostri nosocomi. Si tratta di un problema che denunciamo da anni, ma che, a quanto pare, questa Giunta non solo ha sottovalutato, quanto non ha affatto risolto. Non è la prima volta che denunciamo come il Servizio sanitario emiliano-romagnolo sia stato, in questi anni, in realtà demandato alla responsabilità dei singoli operatori sanitari, i quali stanno sopportando sulle loro spalle sovraccarichi di lavoro inaccettabili e che sono figli di una pianificazione sanitaria inadeguata».