Ravenna

Moria di uccelli alla Valle della Canna, Comune e Parco non convincono la minoranza

La direttrice del Parco in Regione: "Progetti per migliorare la circolazione idrica non finanziati per carenza di fondi"

Moria di uccelli alla Valle della Canna, Comune e Parco non convincono la minoranza
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14/novembre/2019 - h. 20.40

Rappresentanti del Comune di Ravenna e del Parco del Delta del Po insieme in Regione nella commissione Territorio, presieduta da Manuela Rontini, per l'audizione richiesta da Massimiliano Pompignoli della Lega e da Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle sulla moria degli anatidi nella Valle della Canna. Presente anche l'assessore regionale alla difesa del suolo e della costa, protezione civile, politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo. Prevista, inoltre, nel pomeriggio una analoga commissione consiliare a Ravenna per fare il punto della situazione.

Pompignoli e Gibertoni contro la cattiva gestione dell'area. Il consigliere della Lega ha parlato di un "disastro annunciato" e sollecitato un approfondimento sui precedenti controlli e sulle cause del fenomeno e sugli animali, chiedendo quanti esemplari siano rimasti uccisi e quanti, invece, si siano salvati. Focus poi sulla gestione del territorio:"C'è un'incuria a monte che doveva essere risolta, dovuta forse al fatto che ai cacciatori è stata sottratta la gestione della valle? Mi piacerebbe capire se sono già stati effettuati degli interventi da parte della Regione in merito e quali contromisure si vogliono mettere in campo per evitare il ripetersi di una simile vicenda".

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Gibertoni, che ha aggiunto: "Dobbiamo verificare come sia potuta accadere questa ecatombe, che di certo non è stata una casualità. Non ci si può giustificare dietro al motivo di un ritardo negli interventi dopo le analisi di settembre sulle carcasse che confermavano la presenza di botulino. Senza dimenticare come mai, in alcune giornate di ottobre, la caccia sia stata comunque riaperta. Le criticità della Valle della Canna erano ben note da tempo, ma l'emergenza non è stata capita e trattata in quanto tale. Serviva probabilmente, e serve tuttora in chiave futura, una migliore programmazione e occorre definire con chiarezza la questione".

La risposta di Comune, Parco e Gazzolo e l'impegno per il futuro. Gianni Gregorio, dirigente del Comune di Ravenna ha descritto l'area della valle, 270 ettari in totale, e ripercorso come in estate, anche a causa delle alte temperature, il livello dell'acqua si sia molto abbassato (nonostante l'afflusso garantito fino a quasi la metà di agosto) contribuendo allo sviluppo del botulino. A fine agosto, ha spiegato, si contavano 5.000 esemplari, quasi dimezzati fra settembre e ottobre. Circa 180 invece gli uccelli salvati e curati. "Abbiamo dato priorità all'asportazione immediata delle carcasse, prima fonte di infezione per gli animali sani. La situazione ora è stabile e la quasi totalità dei capi morti è stata rimossa. Sul fronte della gestione va detto che l'area è rimasta aperta alla caccia fino agli anni 60-70, per poi divenire area protetta".

Spazio anche a Marco Fabbri, presidente del comitato esecutivo del Parco che ha evidenziato come il fattore climatico, pur non rappresentando una scusante, non va trascurato: "Il clima cambia in maniera sempre più veloce e si sono registrati fenomeni come spiaggiamento e anossia, fra i più gravi degli ultimi anni, ugualmente nella valle di Comacchio. Le difficoltà nell'approvvigionamento idrico sono reali e con la Regione siamo comunque riusciti a decidere un piano per le modalità di attingimento. Il tutto vigilando su ecosistema e biodiversità". Sul nodo ritardo, Fabbri ha precisato che "probabilmente non c'erano segnali così limpidi sull'emergenza in atto", mentre per quanto riguarda l'ambito gestionale e venatorio ha detto: "Un anno fa abbiamo siglato una convenzione tra Parco e Comune di Ravenna per la gestione dell'area, avviando tavoli tecnici che mirano, tuttora, a programmare le misure da effettuare in futuro. Infine, ci siamo attenuti alle valutazioni Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) in merito alla sospensione della caccia, che non ho tardato a stabilire".

Maria Pia Pagliarusco, direttore del Parco ha ricordato i progetti e i tentativi del passato per poter migliorare la circolazione idraulica, che non sono però stati finanziati per carenza di fondi: "Se fossimo stati avvertiti prima della presenza di botulino, forse avremmo potuto ridurre la moria degli uccelli. È vero che quanto accaduto è grave, ma, secondo i report regionali, con l'attività venatoria muoiono molti più esemplari rispetto a quelli colpiti dal batterio. Non possiamo dunque parlare di disastro in questi termini".

"Non esiste purtroppo il rischio zero su emergenze simili o da botulino per una valle così estesa e ci siamo attivati immediatamente per arginare al problema" ha affermato invece Gianandrea Baroncini, assessore all'Ambiente del comune Ravenna. In chiusura anche l'intervento dell'assessore Paola Gazzolo che ha sottolineato l'impegno della Regione nei confronti di temi tanto importanti e sentiti, con uno sguardo alle sfide future: "Stiamo valutando un disegno che tuteli al meglio il parco, da definire sotto il profilo delle risorse. Al momento l'emergenza è rientrata e non possiamo parlare di un disastro annunciato viste le azioni preventive e consapevoli che sono state condotte. Sicuramente, però, dobbiamo valutare il peso dell'impatto del cambiamento climatico in questa come in altre vicende ambientali".