Romagna

"Vita, vita, vita per l'Alma Mater Studiorum!" tra ritardi tecnici, Fridays For Future e sardine

Sala piena per il via al 932esimo anno accademico anche nel campus di Forlì, nonostante la conferenza sia riprodotta da Cesena in (ritardata) video-conferenza

"Vita, vita, vita per l'Alma Mater Studiorum!" tra ritardi tecnici, Fridays For Future e sardine
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16/novembre/2019 - h. 09.45

FORLì - "Ancora qualche minuto. Stiamo attendendo il video-collegamento da Cesena..." comincia difficoltosa, ma ben presto si riprende: la solenne cerimonia di apertura del 932° anno accademico dell'Alma Mater Studiorum di Bologna ha così inizio nel campus di Forlì, sebbene con qualche minuto di ritardo dovuto al sistema di collegamento simultaneo istituito con la sede di Cesena, sede quest'anno della cerimonia principale con i rappresentanti degli organi accademici: il corteo rettorale, il senato accademico e il consiglio di amministrazione entrano in sala in una sfilata di toghe multicolore.

Fortunatamente, a rendere l'attesa meno pesante ci sono le immagini e i video proiettati sullo schermo dell'aula magna di Forlì, che mostrano il "Multicampus" nella sua bellezza: "Quello che sembrava un sogno 30 anni fa, quando sono partiti i campus nelle 4 città romagnole, è oggi la realtà" annuncia nel suo discorso di apertura un orgoglioso rettore Francesco Ubertini, per sottolineare come ogni città abbia le sue peculiarità da risaltare, citando personaggi importanti come il senatore Leonardo Melandri e Roberto Ruffilli, ucciso nella sua casa "in una maniera barbara che non dobbiamo mai, mai dimenticare": entrambi hanno ricoperto ruoli di sostegno per l'obiettivo ambizioso di creare il polo universitario forlivese. Ai personaggi di spicco si uniscono il paesaggio naturale e le bellezze artistiche e storiche che rendono "unica ogni località in cui la nostra Alma Mater si trovi".

Insieme alle immagini, le voci del coro del Collegio Musicum Almae Matris fanno pensare ad una realtà paradisiaca, in cui si vive e si lavora in armonia. In realtà, molto è ancora da realizzare. "Lavorare all'Alma mater rende possibile creare contatti nazionali e internazionali, partecipare a tavoli congiunti con realtà eterogenee, formarsi nelle lingue come l'inglese e nella tecnologia; inoltre i nostri familiari godono di tasse azzerate per l'iscrizione all'Università e stiamo investendo in progetti per la monitorazione dello stress sul posto di lavoro e per la sostenibilità" afferma la rappresentante del personale tecnico amministrativo in collegamento da Cesena, "ma d'altra parte, tanti progetti ci sono stati promessi e sono rimasti per ora solo su carta: non abbiamo mai avuto per esempio attività di smart working che da anni ci vengono promesse. I nostri stipendi sono inadeguati rispetto ai titoli di studio e alle performance che svolgiamo. Non abbiamo rappresentanze in tutte le consulte e il nostro voto per eleggere il rettore vale un sesto di quello dei docenti: non è una struttura democratica".

Se si vuole guardare al futuro, dunque, bisogna farlo veramente tutti insieme: personale tecnico, professori, studentesse e studenti, questi ultimi rappresentati da Anna Zanoli, che sottolinea il ruolo dell'istruzione per la formazione di uno spirito critico, sempre più importante nella società odierna della "post-verità". "Citerò Gramsci: agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, e permettetemi di aggiungere: è questo l'entusiasmo che ha portato più di 10.000 "sardine" a stringersi in piazza Maggiore a Bologna ieri" conclude, virando nella politica, la giovane studentessa di matematica rappresentante degli studenti. Nonostante la presenza nella sala forlivese del sindaco leghista Gian Luca Zattini, un applauso è scrosciato, incitato anche da Cesena. L'Università deve quindi sostenere allo studio "per abbattere i muri", in un anno, il 2019, che ricorda la caduta di un muro tristemente famoso proprio quando l'ateneo di Bologna compie i 30 anni in Romagna: "una coincidenza da sottolineare".

E proprio di divisioni e barriere parla la giornalista di rai Radio 3 Anna Maria Giordano nel suo intervento "Per un nuovo ordine globale, da Seattle ai Fridays for Future", che si inserisce nel filone "visioni di futuro", filo rosso di tutte le inaugurazioni nei vari campus romagnoli. Questa volta la citazione arriva dall'astronauta Jurij Gagarin: "Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere nè confini" e invece oggi la nostra società globalizzata è paradossalmente sempre più divisa, così la giornalista, esperta in politica e affari internazionali. "Ad oggi in Europa corrono ben 1000 km di barriere" annuncia Giordano, ricordando come quello che era un confine una volta, cioè la distanza geografica, oggi non rappresenti più un ostacolo grazie alla connessione internet e tornando così al ruolo della comunicazione: "torniamo a parlarci", termina.

All'incontro a Forlì è anche presente un gruppo di giovani attivisti per il Fridays For Future, movimento studentesco che organizza campagne di sensibilizzazione e scioperi per spingere l'opinione pubblica ad agire per contrastare il riscaldamento globale. "Qui stiamo assistendo ad un'inversione di rotta: mentre a Seattle nel 1999 o a Genova nel 2001 i grandi movimenti erano contro la globalizzazione, ora invece si è compreso, così il segretario generale dell'ONU Kofi Annan, che opporsi alla globalizzazione è un pò come voler lottare contro la forza di gravità. I ragazzi di Fridays for Future quindi lottano insieme internazionalmente per risolvere un problema che non si può indirizzare a livello nazionale".

Le parole di Luca Mazzara, presidente del campus di Forlì, descrivono un campus "in costante crescita: una comuità di 6400 studenti e 204 docenti supportati da 154 addetti tecnico-amministrativi. Ogni sera, quando esco dal mio ufficio, attraversando il parco resto sempre in ammirazione del fascino e della funzionalità del nostro campus che continua a crescere, giorno dopo giorno" alludendo, con queste parole, anche alla futura apertura della facoltà di medicina a Forlì, sempre all'interno dell'ateneo bolognese.

Decisione, anche questa, da coordinare e gestire con le componenti studentesche e amministrative: già da stamattina, infatti, proprio per sfruttare la presenza degli alti rappresentanti dell'università e in concomitanza con la giornata internazionale del diritto allo studio, gruppi di ragazzi di alcune liste studentesche si sono ritrovati davanti al Teaching Hub (viale Corridoni, Forlì) con cartelloni che chiedono "non abbiamo gli spazi... ma medicina sì?" a sottolineare le condizioni difficili in cui scuola e università versano in termini di bilancio statale.

Ricapitolando: un'Università attiva, viva e dinamica; che deve allo stesso tempo coordinarsi con differenti attori sia al suo interno che all'esterno; che deve sapersi fondere con la realtà circostante e armonizzarsi, senza distruggere bensì valorizzando il contesto in cui viene ad inserirsi. Un'Università che sia al passo con i tempi, trovando risposte ai problemi globali dei giovani, senza dimenticare le necessità dei suoi collaboratori. Una sfida impossibile? "Anche 30 anni la pensavamo così. Invece ora siamo qui".

Silvia Panini