Bologna

Carte di credito rubate alle Poste, sottratto oltre un milione di euro ai correntisti

Intrufolandosi nel centro di smistamento rubavano bancomat e carte elettroniche, poi decriptavano il codice e facevano i prelievi. Oltre 550 vittime in provincia ma non solo

Carte di credito rubate alle Poste, sottratto oltre un milione di euro ai correntisti
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16/novembre/2019 - h. 12.29

BOLOGNA - Si erano introdotti nel centro di smistamento postale rubando bancomat e carte di credito spedite ai clienti come primo rilascio o a seguito di rinnovo. Riuscendo ad intercettare quelle missive, i malviventi facevano ingenti prelievi con un bottino quantificato attorno al milione di euro. Le segnalazioni da parte degli istituti di credito sono cominciate ad arrivare alla polizia nel marzo di quest'anno e gli inquirenti, coordinati dal pm Flavio Lazzarini, si sono messi al lavoro insieme alle Poste. Sono così riusciti ad individuare il probabile "punto di compromissione" ovvero il Centro Meccanografico di Produzione, sito a Bologna in Via Zanardi 30.

Sono serviti giorni di osservazione e appostamento per individuare i responsabili. Il centro misura infatti 40mila metri quadri e conta mille addetti ala lavorazione. Lo scorso 26 ottobre la svolta: sono stati arrestati in flagranza di reato per furto aggravato in concorso tre giovani di origine partenopea “trasfertisti” che si erano introdotti all’interno del centro di smistamento postale, rubando un rilevante quantitativo di carte elettroniche. Gli arrestati hanno 23, 22 e 26 anni. Sono stati condannati alla pena di un anno ed un mese di reclusione (inflitta al ventitreenne), ed alla pena di 10 mesi di reclusione (per i due complici).

Le vittime degli indebiti utilizzi delle carte rubate sono oltre 550, la gran parte delle quali residenti a Bologna e provincia. La somma sottratta dai conti dei clienti di uno solo degli istituti di Credito supera ad oggi il milione di euro.

L’organizzazione criminale procedeva secondo un consolidato modus operandi: i criminali dapprima contattavano i malcapitati clienti in attesa delle carte spacciandosi per funzionari bancari; nel corso della chiamata, nel rassicurarli sull’imminente recapito del documento elettronico, li invitavano a confermare il pin attraverso la digitazione sulle tastiere a multifrequenza. Il codice veniva quindi decriptato con appositi programmi informatici ed utilizzato per effettuare i prelievi, nel massimo della disponibilità, presso gli sportelli delle filiali bancarie. L’attività è stata sviluppata dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia Romagna e verosimilmente consentirà di individuare altri complici delle attività criminali.