Elezioni regionali 2020

Bonaccini-Borgonzoni, confronto corretto a Cartabianca. Sondaggi: centrodestra leggermente avanti

Si è svolta in clima sereno la sfida tra i due candidati presidenti. Sondaggi: Pd primo partito ma la coalizione di Borgonzoni è in vantaggio. Il governatore uscente ha però il 68% della fiducia degli elettori

Bonaccini-Borgonzoni, confronto corretto a Cartabianca. Sondaggi: centrodestra leggermente avanti
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20/novembre/2019 - h. 12.49

BOLOGNA - Si è svolto in un clima sereno, senza cronometri e con pacatezza il primo incontro televisivo tra i due candidati alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni che si è svolto nella serata del 19 novembre a Cartabianca, il programma televisivo di Bianca Berlinguer su RaiTre. Si parte soft, parlando del «vento nazionale», come lo definisce la conduttrice. Per Bonaccini l'Emilia-Romagna potrebbe essere la prima regione che frena l'avanzata della Lega. Secondo Borgonzoni la crescita del Carroccio «viene da lontano» e ammette che «la regione funziona, però "a 6", potrebbe correre "a 10" e secondo noi con un cambiamento potrebbe esserci questa spinta». Uno sguardo in retrospettiva, dove l'avanzata nazionale del centrodestra non è corrisposta ad un cambiamento nella maggior parte dei Comuni, anche se il Carroccio ha preso roccaforti rosse come Forlì e Ferrara. 

Il confronto si scalda sui fondi chiesti dalla Regione al Governo, schermaglie. Si entra nel vivo con i servizi giornalistici: si parla della provincia modenese, dove la Lega ha sfondato. I cittadini intervistati parlano della gestione dell'immigrazione e della sanità (l'ospedale di Mirandola è stato depotenziato) che sembrano aver pesato sulla scelta degli elettori. Bonaccini ha ricordato d'altra parte che solo in due comuni (Mirandola e San Felice) su sette la Lega ha vinto. «L'ospedale è stato colpito duramente dal terremoto, ora stiamo facendo nuovi investimenti». Berlinguer punge la leghista: «Qual è il suo progetto politico?». Tre i punti elencati dalla senatrice: sanità, burocrazia e tasse. 

Sanità che però sembrerebbe in salute in Regione, secondo un altro reportage mandato in onda e anche per il sistema di valutazione del Ministero è seconda in Italia dopo il Veneto. «Ci sono però una serie di questioni - dice Borgonzoni - come le agende chiuse, tempi lunghi per operazioni e visite specialistiche. Intendevamo che gli ospedali devono essere aperti nel weekend anche per queste visite». Liste d'attesa di 30 giorni, dice Bonaccini, che sottolinea che «nel complessivo dei paramatri l'Emilia-Romagna è prima, indicata dal governo gialloverde come regione benchmark, cioè riferimento per la sanità pubblica in Italia. Detto questo: dobbiamo fare di più sui pronto soccorso, dove c'è un progetto d'investimento, e sui ricoveri programmati. Siamo tra le migliori al mondo, anche se non bisogna mai sedersi». Nessuno - rimarca la senatrice - «dice che siamo la Regione peggiore d'Italia ma si possono usare "trucchetti" dando appuntamenti in posti lontani dalla residenza del paziente...». Bonaccini si infervora sul termine - "trucchetti" - e ribatte: «Sulle liste d'attesa di prima fascia siamo nettamente la prima regione. Nel 97 per cento dei casi sono rispettati i 30 giorni prescritti. Da tempo utilizziamo la domenica e le ore serali della settimana per smaltire le file... Ora abbiamo messo il ticket per chi non disdice la visita entro 48 ore per evitare che i pazienti non si presentano. Quando sono diventato presidente c'erano 1,8 milioni di visite prenotate senza che il paziente si presentasse. Con il ticket sono crollate e abbiamo risparmiato milioni di risorse». 

Bonaccini parla poi della sua coalizione e della scelta del Movimento 5 Stelle sulla loro possibile desistenza: «Hanno un'opportunità, quella di farsi carico per la prima volta di farsi carico del governo di una regione se vinciamo le elezioni. Devono essere loro a decidere». La coalizione del centrosinistra - sottolinea Bianca Berlinguer - non è ancora chiara: «Ci sarà una lista del presidente e una coalizione molto larga», sottolinea. Nessun problema con Fratelli d'Italia, dice invece la candidata leghista, anche se Giorgia Meloni aveva espresso alcune perplessità sulla candidatura della senatrice. 

Il sondaggio Ixè 

Il sondaggio sulla fiducia personale vede Bonaccini avanti del 68 per cento contro il 49 per cento di Bergonzoni. Pd in crescita di tre punti rispetto alle elezioni europee (oggi è al 34,3%) mentre la Lega è al 30,9 per cento. Segue il M5S (10,4), poi Fratelli d'Italia (6,4%) e Forza Italia (5,1%). 

Si passa poi allo scenario delle liste di centrodestra e di centrosinistra. Con il Movimento 5 Stelle in campo con una propria lista il centrosinistra avrebbe il 31,6 per cento, il centrodestra sarebbe al 33,1. Una lista grillina vale oggi l'8,2 per cento. Senza i Cinque Stelle centrosinistra al 33,7, centrodestra al 34 per cento. Gli indecisi sono attorno al venti per cento. Secondo Roberto Weber, dell'Istituto Ixè, la partita è aperta. «Il centrodestra grosso modo si avvicina al voto che aveva registrato alle europee, il centrosinistra recupera ma resta staccato». Il voto personale favorisce Bonaccini «anche perché è il governatore uscente». Resta da capire insomma se Borgonzoni riuscirà a colmare questo distacco e se basterà la figura di Bonaccini a riempire il lieve gap del centrosinistra rispetto al centrodestra. 

La puntata integrale si può guardare qui.