Forlì

Centro storico più aperto a bus e auto: c'è chi dice no. Pronta una petizione contro il piano del Comune

Il mondo dell'associazionismo forlivese si riunisce: critiche alla Ztl più aperta e all'ipotesi del passaggio di otto linee pubbliche dal cuore della città. Non piace nemmeno l'idea della sosta gratuita dopo le 15

Centro storico più aperto a bus e auto: c'è chi dice no. Pronta una petizione contro il piano del Comune
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22/novembre/2019 - h. 10.52

FORLì - "Sono amareggiata, perché stasera qui c'è la stampa, ci sono alcuni consiglieri comunali di opposizione, ma non vedo nessun esponente della giunta..." prende il microfono una spettatrice e solleva un applauso da parte di tutta la platea. In sala Melozzo a Forlì, giovedì 21 novembre è presente l'intero mondo dell'associazionismo locale: i rappresentanti dei quattro quartieri del centro storico, alcuni commercianti e residenti di corso Mazzini e via Regnoli, l'associazione Regnoli 41, gli ambientalisti, Slow Food Forlì, Fridays for Future e Parents for Future, infine l'associazione La Materia dei Sogni. 

Tutti presenti per discutere e sostenere la petizione a favore di un cambio di rotta rispetto alla proposta, per ora solo trapelato sui giornali locali della giunta comunale del piano per il centro storico che ne rivoluzionerebbe la viabilità, aprendolo maggiormente alle auto. Un piano ancora non chiaro in tutti i suoi punti, come ricorda la consigliera Pd Loretta Prati: "L'opposizione non ha idea di cosa l'amministrazione voglia fare".

I parcheggi, in primo luogo, verranno resi gratuiti dalle 15 in avanti nei giorni feriali (essendo la domenica già liberi). Questo provvedimento è stato presentato ufficialmente martedì mattina dalla giunta e per ora è valido soltanto per il periodo natalizio. A questo si aggiungerebbero sei nuove corse di autobus passanti per il centro storico: diventerebbero otto le linee transitanti per "le fragili e già trafficate strade del centro". Inoltre, 36 nuovi parcometri per pagare la ZTL, alla quale si può accedere "per la modica cifra di 10 euro a giornata. Essenzialmente, un costo gestibile per chiunque. È un vero incentivo all'utilizzo della vettura privata" si afferma tra il pubblico. L'amministrazione lo ritiene invece un incentivo alla "rivitalizzazione del centro" dall'altro lato: in un incontro tra le due parti si è specificato che si tratterebbe innanzitutto di una "sperimentazione". Ma le associazioni rincarano la dose: "Il centro storico va vissuto, non bisogna solo transitarci" sostiene Alberto Conti dal tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì.

"In Italia il biossido di azoto causa ogni anno 21.000 morti premature. Il particolato fine arriva a quasi 60.000". inizia con questi dati la lunga serie presentata da Ruggero Rodolfi dell'associazione Medici per l'Ambiente: disturbi e malattie fino ad arrivare a vere e proprie patologie letali legate all'aumento di inquinamento nelle nostre città. Mostrando una foto della nube di smog che ricopre la regione Emilia-Romagna "anche nelle giornate di sole", Rodolfi sottolinea che i limiti di legge che vengono imposti siano in realtà di molto superiori a quelli realmente dannosi alla salute umana: per questo, nonostante notevoli limitazioni al traffico veicolare nelle città della regione, "l'Italia rimane prima in Europa per morti da polveri sottili". 

"Non siamo contro nessuno, non siamo qui per fare barricate né per lanciare bombe, ma per portare la nostra esperienza" introduce Alberto Poggi dell'associazione Regnoli 41. Via Regnoli - si ricorda - era conosciuta come "il bronx della città" e i volontari hanno lavorato insieme a residenti e cittadini per costruire "una comune identità, non una sommatoria ma un insieme", racconta Poggi, che ne sottolinea anche i risultati: "Grazie all'azione di vigilanza costante, gli ultimi episodi di microcriminalità risalgono a un anno e mezzo fa. Più di 23 attività commerciali e artigiane sono state aperte, una decina di immobili sono stati ristrutturati e nuovi residenti vi si sono stabiliti. E tutto questo con il Punto Bus di Start Romagna che era stato spostato proprio in quel periodo in stazione..."

"Il mondo sta andando avanti: non possiamo permetterci questo passo indietro" è la posizione di Giancarlo Romanini, rappresentante del quartiere Ravaldino. "Numerosi piani per migliorare la vivibilità e sostenibilità delle nostre città vennero firmati. Il Piano Aria 2020, il patto dei sindaci, il PGTU del 2007: tutti naufragati. Ci stiamo dimenticando il passato e stiamo progettando male anche ora" conclude. Il mondo che va avanti sono le città a noi vicine, in primo luogo: Modena e Parma, ad esempio, vengono presentate come esempi di centri storici riservati all'accesso pedonale.

Ma come si può competere e allo stesso tempo rendere il centro più accessibile? Sembrano chiederselo in molti, considerando il plauso di alcuni commercianti di piazza Saffi alle proposte della giunta e soprattutto il sostegno mostrato da Confcommercio Cesena, che dichiara "vorremmo imitare Forlì".

Autobus elettrici sono stati richiesti alla Regione, ma bisognerà pazientare ancora un pò per vederli in giro: ora i cittadini dovranno accontentarsi dei mezzi disponibili. Che però "inquinano, sono pesanti e ingombranti, non adatti ad un centro a misura d'uomo e non a misura di macchina. A Forlì non esistono piste ciclabili a norma, ce l'hanno confermato esperti da Roma e Padova" spiega Conti. E aggiunge: una soluzione potrebbe essere la creazione di parcheggi di scambio fuori dalle mura cittadine collegati al centro con servizi di navetta elettrica e bike-sharing. Il punto di partenza, è chiaro, resta il servizio pubblico. "Non si può prescindere da questo. Bisogna renderlo accessibile ed ecologico, dopodiché ci si può occupare di liberare le piazze e costruire zone pedonali" sostiene Roberto Angelino.

“Vogliamo aumentare la sicurezza di pedoni e biciclette nel girare per strada. Vogliamo aumentare la qualità dell’aria e della vita in centro. Vogliamo farci contagiare dalla bellezza. E tornare a chiederci: quante persone possono circolare su questa strada? Non quanti veicoli” concludono i relatori.

 

Silvia Panini