Forlì

Si fingono tecnici per truffare anziani: due tentativi andati a vuoto in città

Le anziane signore non hanno abboccato e hanno denunciato tutto alla polizia. Uno ha finto di essere dipendente Enel, l'altro di Hera

Si fingono tecnici per truffare anziani: due tentativi andati a vuoto in città
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22/novembre/2019 - h. 16.15

Due tentativo di truffe agli anziani sono andati a vuoto a Forlì. Il primo nel pomeriggio di ieri, 21 novembre, quando una 73enne residente nel quartiere Resistenza ha segnalato a presenza di un uomo che aveva preteso con insistenza di entrare in casa per la verifica del contatore, dichiarandosi incaricato dell’Enel. L’uomo si era presentato a seguito di appuntamento telefonico, per cui l’anziana aveva avuto il tempo per fare una verifica con la società di energia elettrica, risultata all’oscuro di tutto. Forte di questa risposta, al sopraggiungere del soggetto la donna ha rifiutato l’appuntamento, evitando di farlo entrare. Poi, una volta che si era allontanato, ha chiamato la polizia, che non ha potuto fare altro che documentare l’accaduto e acquisire elementi utili per la prosecuzione delle indagini, che sembrano coinvolgere un procacciatore dipendente di qualche società privata che, probabilmente con pochi scrupoli e modalità non del tutto ortodosse, stava cercando di ottenere la sottoscrizione di un contratto sperando di trovare una ingenua interlocutrice. 

Il secondo caso, invece, avvenuto nel quartiere Ospedaletto, riguardava una signora di 81 anni che ieri verso l’ora di pranzo, trovandosi al terrazzo, ha sentito un uomo dalla strada che richiamava la sua attenzione. L’individuo si è dichiarato dipendente Hera alla ricerca della fonte di una perdita che aveva causato una contaminazione di mercurio nelle acque, e in tal senso l'ha invitata a farlo entrare per fare una verifica. Pur essendo molto sospettosa, la donna si è lasciata convincere e dapprima lo ha fatto entrare nel giardino. Qui, il personaggio ha fatto scorrere dell’acqua da un rubinetto esterno ed ha simulato una situazione di pericolo facendo comparire una luce rossa in uno strumento palmare di cui disponeva e che usava come fosse un rilevatore elettronico. A ruota, dietro di lui, è sopraggiunto un secondo individuo che indossava un’uniforme, dichiaratosi vigile urbana. 

A questo punto la donna è stata invitata a farli accedere all’interno, e la sua titubanza è stata superata per la “garanzia” fornita dall’uniforme; sennonché, una volta dentro casa, questi personaggi hanno richiesto che gli venissero mostrati denaro e oggetti preziosi adducendo come motivazione il pericolo di un irrimediabile danno a causa della contaminazione da mercurio appena accertata. A questa richiesta la signora ha intuito che si trattava di un tentativo di furto ed ha iniziato a inveire nei loro confronti, riuscendo a farli allontanare senza che potessero sottrarle nulla. Successivamente la signora si è presentata in Questura per sporgere denuncia.