Forlì

Progetti anti discriminazione bloccati: l'indignazione di Pd e Articolo Uno

Secondo il centrosinistra la scelta della giunta Zattini è molto grave: «Cosa c'entra la famiglia tradizionale?»

Progetti anti discriminazione bloccati: l'indignazione di Pd e Articolo Uno

Daniele Valbonesi, segretario del Pd Forlì

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24/novembre/2019 - h. 16.42

Il PD di Forlì considera molto grave la decisione della Giunta Zattini di bloccare progetti del Comune già finanziati dalla Regione con l'obiettivo di contrastare e prevenire la violenza di genere e le discriminazioni per orientamento sessuale che coinvolgono un ampio gruppo di associazioni attive sul territorio. «Si tratta di una decisione senza precedenti, relativa ad un progetto che è risultato assegnatario di contributi in base alla partecipazione ad un bando regionale e che, essendo stato già approvato dall’Amministrazione precedente con delibera immediatamente eseguibile, avrebbe dovuto solo essere reso operativo. La cosa più soprendente, però, è la motivazione comunicata dall’Amministrazione Comunale sui motivi del ripensamento all'associazione proponente “Un secco no”: “Progetto non autorizzato perché questa Amministrazione aderisce, in coerenza con il programma elettorale, ad un modello di famiglia tradizionale”».

«Non si comprende - contiuano i Dem - come il modello di “famiglia tradizionale”, a cui si rifà la Giunta Zattini, sarebbe messo in discussione da attività volte, citando la delibera del Comune, “a promuovere le competenze professionali degli operatori dei vari servizi pubblici e dell'associazionismo, rispetto alle relazioni e comunicazioni in tema di discriminazioni dovute all'orientamento sessuale”. La parità ed il rifiuto di ogni discriminazione sono valori tutelati anche dalla nostra Carta Costituzionale, perciò non possiamo tacere se una Amministrazione Pubblica impedisce attività e progettazioni che sul territorio puntano ad affermare questi valori. Senza contare gli aspetti tecnici e formali di questo recesso che sono tutti da valutare. La gravità di questa scelta, unita alla totale mancanza nel programma della Giunta Zattini di indirizzi politici volti a realizzare la parità di genere, superare le discriminazioni, promuovere la cultura del rispetto delle diversità, conferma il sospetto che si voglia imporre una visione anacronistica e stereotipata della società, della famiglia e della donna, che non ci appartiene e che ci impegnamo a contrastare dentro e fuori dal Consiglio Comunale»

Attacca anche articolo Uno: «La decisione della Giunta comunale è una scelta molto grave e inaccettabile sotto numerosi punti di vista. In primo luogo riteniamo che la motivazione  portata dalla Giunta  per giustificare la sua scelta sia irricevibile.  Cosa c'entra il fatto di aderire ad un modello di famiglia tradizionale (qualsiasi cosa questo significhi) con l"impedire azioni di contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni  basate sull'orientamento sessuale?Il Comune ritiene che non sia suo compito tutelare e proteggere i cittadini che subiscono questi vergognosi  soprusi?»
La decisione della Giunta «avrà come unico esito di far perdere al nostro  territorio risorse già  stanziate dalla Regione per attività di cui vi è necessità, senza dimenticare che è da capire se non vi sia il rischio di far saltare l'insieme di tutte le azioni che costituivano il progetto (alcune già svolte come ad esempio Women's wall) e di far perdere i finanziamenti a tutte le associazioni partner. Quanto poi alle dichiarazioni del Vice-Sindaco, stupisce  che un amministratore non sappia che fondi stanziati dalla Regione per un progetto specifico, siano vincolati alla realizzazione  di tale progetto e non possano in alcun modo essere spostati verso altri capitoli di spesa.Grave è anche che Mezzacapo si avventuri in un sorta di distinzione fra problemi di serie A (quelli legati all'handicap) e problemi di serie B (la violenza di genere e la discriminazione legata all'orientamento sessuale) e che bolli come inutile e "spreco di denaro" la straordinaria attività delle associazioni firmatarie del comunicato, che da anni collaborano con il Comune per il bene della città. Chiediamo quindi che il Comune ritiri immediatamente la sua decisione o, in assenza di questo, che la Regione Emilia Romagna chiarisca se il progetto  può essere mutilato di una sua parte fondamentale».