Rimini

Lega Nord e Sardine, la domenica di Rimini al centro della politica nazionale

Piazza Cavour strapiena per l'esordio del movimento in Romagna. L'ex ministro: «Noi facciamo proposte, questi manifestano contro un partito di opposizione»

Lega Nord e Sardine, la domenica di Rimini al centro della politica nazionale
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25/novembre/2019 - h. 10.38

Come già accaduto a Bologna, anche nella giornata del 24 novembre a Rimini si sono confrontati i due popoli: quello della Lega e quello delle "sardine" che - per quanto senza cartelli di partito - ha evidentemente una connotazione antisalviniana. Stando ai freddi numeri, la sfida l'avrebbero vinta questi ultimi: erano un migliaio le persone davanti alla sede della Lega mentre i numeri di piazza Cavour, dove si era trovato il popolo della sardine sono molto più alti. Diecimila, secondo quanto detto dagli stessi organizzatori. Ma sono confronti che lasciano il tempo che trovono proprio per la diversa tipologia di manifestazione. Evento di partito (inaugurazione della sede del Carroccio a Rimini) da una parte e contestazione dall'altra. Matteo Salvini non ha mancato di giocarci: "Noi proponiamo, questi manifestano contro un partito di opposizione", ha detto. Poco prima l'ex ministro era al congresso di Federanziani in cui c'è stato l'incontro e la foto con Lino Banfi, testimonial dell'evento. "Ma non ne sapevo nulla - ha detto poco dopo Banfi all'Adnkronos- . Io sono venuto pure l'anno scorso, mi chiamano per parlare dei nonni...2". In ogni caso "ha fatto bene a venire pure lui - ha aggiunto riferendosi al Capitano - perché è una cosa che riguarda tutti, quella degli anziani. Quando ci siamo salutati ma ha detto che io sono bravo a comunicare, mi ha fatto piacere, abbiamo pure fatto un selfie". Accanto a Salvini, immancabile Lucia Borgonzoni, senatrice leghista candidata alla presidenza dell'Emilia-Romagna, e politici locali tra cui l'assessora di Riccione e onorevole Elena Raffaelli, che alla fine del raduno salviniano davanti alla sede leghista ha dato il "la" a Romagna Mia.

Canzone che è stata cantata anche in piazza, poco dopo, unico elemento ad unire i due popoli. A guidare le sardine c'erano gli organizzatori dell'evento bolognese, Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Mattia Sartoni. Quest'ultimo, al momento, appare il portavoce: intervistato in tv da Lucia Annunziata e un po' da tutti i media, ha preso la parola in piazza per esortare a continuare il movimento. Le "sardine" si sono trovate a Rimini venendo un po' da tutta Italia ma soprattutto dal resto della Romagna e dalle Marche. Di fatto, si è trattato del primo raduno nazionale dopo il primo - il 14 novembre a Bologna - che aveva avuto un successo imprevedibile e quello di Modena, rimasto abbastanza confinato nel locale. A Rimini invece si ha avuta la percezione del potenziale del movimento che infatti sta per essere replicato anche fuori dai confini regionali. Secondo Sartoni, "la presenza fisica di una piazza è la migliore risposta al populismo di destra e alla retorica dell’odio". Ammette che quella riminese era "la piazza più attesa" perché "smentisce il fatto che la Romagna sia Leghisa. Oggi Salvini non avrebbe trovato uno spazio nemmeno per entrare". Resta una domanda: "Dove siamo stati in tutti questi anni? Noi non puntiamo il dito contro la politica, ma contro noi stessi: se tutto questo è potuto succedere è per colpa nostra". Da qui sembra misurarsi la distanza con la nascita dei Cinque Stelle, che invece dell'antipolitica faceva il cavallo di battaglia. Secondo le sardine è evidente che non sono tutti uguali.