Forlì

Così gli studenti stanno cambiando il mercato degli affitti forlivese, nei modi e nei prezzi

Trecento euro la media per una stanza singola e meno di 400 posti letto offerti dall’Ateneo in città. La richiesta non manca ma l'altra faccia della medaglia è la diminuzione della locazione rivolta alle famiglie

Così gli studenti stanno cambiando il mercato degli affitti forlivese, nei modi e nei prezzi
| Altro
N. Commenti 0

26/novembre/2019 - h. 15.48

FORLì - Novecento euro di caparra per un appartamento che si è rivelato inesistente: questa la brutta sorpresa che ha ricevuto una giovane studentessa in cerca di alloggio a Forlì. Uno spiacevole inizio di anno accademico, momento in cui vengono pubblicati i risultati degli esami di accesso alle facoltà presenti nel campus di viale Corridoni e tutti i "fuorisede" corrono alla ricerca di un posto letto in quella che si trasforma in una vera e propria "caccia all'appartamento": una larga fetta dei 6.138 studenti iscritti a Forlì sono fuorisede e abitano quindi nella città romagnola solo per il periodo delle lezioni, prendendo in affitto un appartamento in condivisione o una stanza in studentato. Quest'ultima soluzione è riservata ad un numero ristretto di studenti e studentesse: 120 i posti letto in residenza universitaria, 200 tramite mediazione di Ser.In.Ar, la società di Servizi Integrati d'Area dell'università, e circa 50 quelli dell'istituto salesiano convenzionato Orselli, riservati però ai soli ragazzi maschi. Ne deriva che la maggior parte degli studenti debba cercare casa presso privati. Senza la mediazione di un soggetto terzo, però, è più probabile incappare in truffe e tentativi di raggiri.

Il fenomeno è più presente oggi rispetto al passato? Bisogna innanzitutto far presente che "oggi è presente un vero e proprio mercato rivolto esclusivamente agli studenti" spiega Alessandra Cortini, titolare dell'omonima agenzia immobiliare su corso della Repubblica, aperta nel 1993. Quando, 30 anni fa, aprì il campus universitario, "nessuno era pronto per un'ondata del genere: si affittava qualsiasi spazio disponibile, anche i sottoscala, o tre letti in una stanza" spiega Cortini. All'epoca il centro cittadino "era la zona più richiesta": la situazione oggi è molto diversa. L'abbandono progressivo dei centri storici non è certo una novità, ma ad aumentare il dislocamento è stato anche l'apertura del campus su viale Corridoni. Ora la zona di maggiore richiesta si è spostata al triangolo di strade tra le vie Bolognesi-II giugno-Decio Raggi, ma non solo: "Ho perso affittuari ma ho guadagnato clienti che acquistano proprietà con lo scopo preciso di destinarle all'affitto stagionale studentesco".

Ovviamente, i prezzi si modificano con il variare della clientela: “Se in un appartamento ci sono tre, quattro camere, ognuna affittata ad uno studente o studentessa, il prezzo a stanza può aggirarsi fino ai 350 euro a stanza: moltiplicato per le camere, è una cifra mensile che nessuna famiglia da sola potrebbe permettersi”. Il rischio, conclude Cortini, è quindi quello di “spingere i vecchi clienti fuori dal mercato, sostituendoli con nuovi, disposti a spendere affitti superiori, ma di breve durata: restano infatti solo per gli studi, mentre una famiglia, si spera, per più anni”. 

"Ad essere cambiate, oggi, sono le pretese degli studenti" puntualizza invece Alessandra Severi di Ser.In.Ar Forlì-Cesena. "A Cesena, ad esempio, sono aumentate le richieste di monolocali e stanze singole": al vantaggio economico della condivisione, si preferisce la comodità e intimità di uno spazio tutto per sé. I prezzi variano in rapporto alla formula preferita: a Cesena si può passare da un minimo di 210 euro in doppia ad un massimo di 330 euro per il minimonolocale presso l'Ex Macello di via Mulini. Anche la posizione e le forniture del locale fanno la differenza, così che "il prezzo passa in secondo piano" conclude.

Se c'è un dato certo, è che la ricerca dell'alloggio avviene sempre di più via internet: i ragazzi e le ragazze, spesso anche stranieri che passeranno un tempo limitato in Italia, trovano più veloce affidarsi ai siti di ricerca alloggio. "La concorrenza della rete è spietata - ammette Cortini - ma si rischia di cadere vittime di raggiri molto più facilmente". È possibile evitarli? "Oltre a consigliarvi di rivolgervi sempre ad un professionista - sorride l'agente immobiliare – sarebbe utile richiedere di vedere sempre l'appartamento prima di versare qualsiasi caparra o prima di comunicare dati". Un consiglio che non è sempre facile rispettare, soprattutto se si viene da lontano ma "non sempre possono bastare le fotografie. Basta la giusta luce ed inquadratura per raggirare chi non ha un minimo di esperienza – racconta –. conoscere di persona il futuro padrone di casa è sempre un buon inizio".

Gli studenti sono fondamentali per le città romagnole in cui l'università ha sede: generano un profitto, dato dagli affitti in prima linea, ma anche dalle spese del tempo libero e per il materiale scolastico. Nonostante i centri più grandi, come Bologna, siano meta di molti più fuorisede e programmi internazionali di scambio grazie alla loro vivacità, è anche vero che la situazione diventa molto più scomoda e costosa: nel capoluogo, i prezzi per una stanza singola raggiungono una media di 409 euro, come evidenziato nell’ultimo rapporto HousINgBO dell’Alma Mater. Inoltre, i tempi di ricerca si allungano “fino a otto settimane” e spesso ci si deve allontanare dal centro.

Silvia Panini