Ravenna

Via Ravegnana chiusa al traffico, sgravi alle imprese. Le associazioni: «Segnale di attenzione ma serve manutenzione»

Il Comune ha deciso di alleggerire i tributi comunali alle aziende che hanno subito la chiusura della Statale tra ottobre del 2018 e agosto del 2019

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27/novembre/2019 - h. 17.10

RAVENNA - Il Comune di Ravenna fa lo "sconto" alle imprese che sono state danneggiate dalla lunga chiusura della Ravegnana, la Statale che collega la città a Forlì ed è rimasta in un tratto inaccessibile a causa del crollo della diga all'altezza di San Bartolo. Nel dettaglio, la giunta ha approvato lo sgravio da alcuni tributi comunali per l’anno 2019 rivolto agli esercizi commerciali, artigianali, pubblici esercizi, turistici e ricettivi ubicati nel tratto di via Ravegnana, compreso tra ponte Assi di Ravenna e la frazione di Coccolia. Una porzione di territorio più grande rispetto al tratto direttamente interessato dalla chiusura della strada, che era tra l’incrocio con la provinciale 45 Godo-San Marco e la rotatoria con la statale 16, per il franamento di una porzione di argine del fiume Ronco verificatosi in corrispondenza della chiusa di San Bartolo. La Ravegnana era stata riaperta al traffico il 24 agosto dopo circa 10 mesi di chiusura necessaria per l’esecuzione dei lavori.

I tributi riguardano in particolare la Tari (tassa rifiuti), la Tosap (tassa occupazione spazi) permanente e temporanea e l’Icp (imposta sulla pubblicità) permanente e temporanea. Per tali imposte la società Ravenna Entrate Spa è autorizzata a dare esecuzione allo sgravio, previa verifica della posizione dei contribuenti interessati. In relazione a queste misure agevolative si stima un onere a carico del bilancio comunale di circa 13mila euro.

“Il provvedimento – spiega l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Cameliani – riguarda un territorio più ampio rispetto al tratto di strada completamente interdetto al transito dei veicoli. Questo perché è stato verificato che la riduzione di volume di traffico e il conseguente danno economico ha interessato anche attività limitrofe. Con questa delibera diamo, quindi, una risposta concreta alle imprese che hanno dovuto affrontare momenti di difficoltà e disagio”.

In una nota congiunta, Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti scrivono che "il disagio ed il danno economico patito dagli operatori coinvolti non potrà certo essere risarcito con una delibera, ma sicuramente è un segnale di attenzione a queste imprese che hanno sofferto duramente ed a cui auguriamo, con la riapertura degli assi viari, finalmente una pronta ripresa. A loro per primi va il ringraziamento per la pervicacia con cui hanno mantenuto l’attività nonostante i ricavi molto più che dimezzati, a parità di spese e di tassazione". 

Una pressione fiscale "che solo in minima parte è costituita dalle imposte comunali cui vengono esentati, passaggio questo però non scontato né automatico, e che viene quindi accolto positivamente.  Queste contingenze, per fortuna ora risolte, ci ricordano, specie in una realtà dove la radicalità dei fenomeni climatici rendono all’ordine del giorno interventi manutentivi sia ordinari che straordinari, che quando si aprono cantieri sulle infrastrutture viene coinvolto tutto un mondo economico, la cui vitalità può essere pesantemente compromessa. Giusto quindi pensare, anche in prospettiva, a strumenti che supportino e sostengano queste imprese e non le facciano sentire isolate, oltre che fisicamente, anche idealmente".