Forlì

Andrea Cintorino: "Ecco perché abbiamo cancellato quel progetto"

L'assessore alle Pari opportunità spiega la decisione: "Volevano formare i dipendenti comunali sulle tematiche LGBT in modo esclusivo. Una discriminazione al contrario"

Andrea Cintorino: "Ecco perché abbiamo cancellato quel progetto"

Andrea Cintorino, assessore alle Pari Opportunità di Forlì

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29/novembre/2019 - h. 12.42

FORLì - Andrea Cintorino, assessore delegata della giunta Zattini alle Pari opportunità, ha spiegato nel pomeriggio del 28 novembre in consiglio comunale - rispondendo ad un question time presentato dal PD - i motivi per cui il progetto dell'associazione "Un Secco No" è stato cancellato. Al di là delle polemiche, Cintorino mette in fila i contributi e le tappe del progetto fino alla decisione della giunta di non finanziare il progetto. Ne è nata una polemica anche a livello nazionale, secondo l'assessore a causa di alcune "strumentalizzazioni". 

Secondo quanto ricostruito da Cintorino, la giunta ha saputo del progetto lo scorso 17 ottobre quando una dirigente del settore ha chiesto di esprimere un parere. "Il progetto - spiega in consiglio - presentato dall'associazione di promozione sociale ha richiesto e ottenuto un contributo da 3.600 euro dalla Regione il primo marzo 2019 ed è ricompreso in un più complesso progetto per cui la giunta di centrosinistra che ci ha preceduto ha ottenuto un finanziamento di 32mila euro da ripartire in dieci micro progetti, di cui uno – peraltro soppresso senza alcun tipo di contestazione proprio dall'amministrazione Drei – incentrato sull'identità di genere e rivolto agli studenti delle scuole di Forlì e un altro come si è detto dell'associazione un Secco No".

Al Comune si chiedeva ora il contributo (ai 3.600 euro se ne sarebbero aggiunti 700 dalla stessa associazione). L'assessore sottolinea inoltre che nessuno degli altri otto progetti, che riguardavano tutti lo stesso ambito, è stato impedito, rimodulato e soppresso. A non convincere il Comune per quanto riguarda la proposta di "Un Secco No" era l'ambito di intervento: in sostanza si proponeva di formare i dipendenti pubblici con un percorso professionalizzante specifico per promuovere le competenze utili ad interfacciarsi con - cita testualmente Cintorino - "l'utenza LGBT o con identità di genere variabile". Molti gli argomenti: alcuni attinenti all'amministrazione comunale (il caso delle unioni civili, ad esempio) ma anche una riflessione "sulle problematiche attraverso le testimonianze delle persone LGBT" una formazione "specifica e quasi esclusiva", ha aggiunto l'assessore. Secondo il Comune un percorso non necessario: "Crediamo che non sia opportuno creare un canale di formazione particolare per queste persone, così riconoscendone implicitamente una diversità e una discriminazione al contrario. Se così fosse si dovrebbero creare corsi di formazione ad hoc per qualunque specifica identità. Noi al contrario di quanto affermato siamo contro ogni genere di discriminazione, rispettiamo tutti e non abbiamo pregiudizi". La teoria gender - ha concluso - "è una teoria tra le tante. Questa giunta la rispetta ma non la condivide. Inoltre personalmente sottolineo di non aver mai pronunciato nessuna frase discriminante". 

La risposta dell'assessore, come prevedibile, non ha soddisfatto il Pd che ha parlato di un "Danno di immagine per la città" dovuto al polverone che si è sollevato attorno al caso e alle conseguenti dichiarazioni di Cintorino.