I dati

Giornata mondiale contro la disabilità, le raccomandazioni dell'Osservatorio sulla sicurezza stradale

Nel 2018 lesioni per oltre 22mila persone. «Soprattutto i bambini vittime di superficialità dei genitori»

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02/dicembre/2019 - h. 12.45

Il 3 dicembre è la giornata mondiale contro la disabilità e l'Osservatorio regionale della Sicurezza stradale presenta i dati di una delle prime cause che portano le persone ad avere problemi motori: gli incidenti. Perché - ricorda l'Osservatorio - a differenza di chi è disabile dalla nascita o in seguito a malattie, quella che deriva dagli incidenti stradali può essere evitata dato che quasi mai lo scontro in strada è una fatalità. "Troppo spesso è frutto di comportamenti umani errati e distratti". Nel 2018 in regione ci sono stati  16.596 incidenti stradali con 316 decessi e 22.402 lesioni a persone. Nei primi 11 mesi del 2019 sono morti 279 persone. 

«La mortalità infantile e giovanile - silegge nelle note - sulle strade è un dramma nel dramma anche perché i bambini sono vittime di comportamenti superficiali, distratti e scorretti assunti dagli adulti quando sono al volante. Per questo noi li consideriamo all’interno della categoria degli utenti deboli o vulnerabili della strada. E’ bene ricordare che l’incuria dei genitori che non usano i seggiolini o le cinture di sicurezza posteriori è una delle principali cause di morte dei minori sulle strad».

Molti non si rendono conto che «l’utilizzo corretto dei seggiolini e dei sistemi di ritenuta può ridurre del 70% le possibilità di conseguenze gravi in caso di incidente stradale. In molti casi, c’è scarsa conoscenza delle norme del codice della strada, regole, che non valgono solo per l’automobile, ma anche per il trasporto dei bambini in bicicletta e sui motocicli. Ingente anche il numero di coloro che restano disabili a seguito di incidenti stradali: si registra 150 mila casi l’anno di invalidità permanenti, di cui 20 mila gravi (tetraplegie, paraplegie, perdita di arti). L’incidente stradale è una causa di morte e disabilità che rientra nell’area di un traumatismo non solo per chi lo subisce, ma per tutto il gruppo attorno alla persona, veramente altissimo. Sono traumi vissuti come una profonda ingiustizia, come una crudeltà, che è difficile da metabolizzare, poiché è una situazione di danno che poteva essere evitata. Si parla di vittime e non di persone che si auto producono autonomamente l’incidente per comportamenti scorretti».