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Unicredit taglia ottomila posti di lavoro e 500 sportelli in Europa

Il piano vale per Germania, Austria e Italia ma il 78 per cento del ridimensionamento sarà nel nostro Paese

Unicredit taglia ottomila posti di lavoro e 500 sportelli in Europa
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03/dicembre/2019 - h. 17.41

Sarà pesantemente ridimensionata la presenza di Unicredit in Italia, Germania e Austria nei prossimi anni. L'ultimo piano industriale prevede il taglio di 500 sportelli con l'ottimizzazione della rete di filiali che porterà alla chiusura di 500 sportelli. Un taglio del 12% del personale e del 17% delle filiali bancarie, con l'Italia destinata a sostenere la parte più consistente degli esuberi: degli 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la loro gestione, infatti, 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia (pari al 78% del totale) e solo 0,3 miliardi l'Austria e la Germania. 

Unicredit punta a creare 16 miliardi di valore per gli azionisti nell'arco del piano 2020-2023 e aumentare al 40 per cento la distribuzione di capitale per il 2019. Il piano strategico di Unicredit prevede di realizzare un utile di 5 miliardi di euro nel 2023, con una crescita aggregata dell'utile per azione di circa il 12% nel periodo 2018-2023. Il ritorno sul capitale tangibile (rote) sarà "pari o al di sopra dell'8%" per tutto il piano, si legge in una nota.

"Preferiamo il buyback alle fusioni e solo piccole acquisizioni bolt-on", cioè che integrano le attività della banca, "saranno prese in considerazione". Lo dice il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier nella call con le agenzie.

'Pensiamo che in certi settori sia importante raggiungere una massa critica, in questi campi la nostra strategia è di lavorare con dei partner piuttosto che di fare da soli". Lo sottolinea il ceo di UniCredit, Jean Pierre Mustier, nella call con l'agenzie ad una domanda su quale sia la strategia del gruppo sulla bancassurance. "Il contesto regolamentare è favorevole per le banche grazie al Danish compromise, ma probabilmente non durerà per sempre" e per questo "non vogliamo prenderci rischi sul fronte regolamentare", sottolinea Mustier.