Forlì

Passione Cosplay: “Così interpretiamo i personaggi di serie tv, fumetti e videogame"

Inizia oggi Forlive Comics, fiera specializzata dove non mancheranno i costumi a tema. Abbiamo parlato con qualche appassionato per capire cosa c'è dietro questo mondo

Passione Cosplay: “Così interpretiamo i personaggi di serie tv, fumetti e videogame"
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07/dicembre/2019 - h. 12.14

FORLì - E' iniziato oggi, sabato 7 dicembre, nel quartiere fieristico forlivese la decima edizione della ForLive Comics and Games, kermesse locale di fumetti, comics, manga e giochi da tavola. Per due giorni, oltre che punti di ritrovo per gli appassionati, la fiera offrirà anche possibilità di incontro con i professionisti del settore: la sezione Artist Alley Projet sarà dedicata a disegnatori e fumettisti, emergenti come già affermati, mentre la Self Area permetterà ai piccoli editori indipendenti di mostrarsi al pubblico.

Da anni ormai, il settore che attira più visitatori è quello del Cosplay : nel 2018 la fiera ha ospitato laboratori, attività e gare per il miglior costume. Nonostante gli appuntamenti più importanti a livello nazionale rimangano il Romics (Roma) e il Lucca Comics, celebre a livello europeo, anche la fiera di Forlì viene citata sui siti specializzati come un “appuntamento imperdibile per il grande pubblico ”. E nonostante le misure inferiori, c’è anche chi preferisce questo tipo di incontro rispetto a quelli più grandi e famosi.

E' il caso Valeria Fantini, 30 anni, ex-cosplayer di Forlì: “Preferisco le fiere vicine a casa, con un’atmosfera decisamente più tranquilla e famigliare”. Il rischio infatti è quello di incappare nelle difficoltà organizzative che si possono verificare quando i numeri sono elevati, e che rischiano di compromettere il vero scopo dell’evento: divertirsi. Nello specifico, l’attività di cosplay consiste ne “l’arte di interpretare gli atteggiamenti di un personaggio conosciuto indossandone il costume”, come spiegato dal sito cosplayitalia.it, specializzato nelle recensioni di fiere e ritrovi in giro per la Penisola.

Tutti gli appassionati spiegano che si tratta, però, anche di molto di più : “Ho conosciuto tante persone che sono mie buone amiche anche oggi a distanza di anni e mi ha permesso di accrescere le mie abilità, non solo manuali ma anche sociali” conferma Valeria, che è riuscita a rimanere in contatto con questo mondo nonostante il lavoro le abbia ridotto il tempo libero: “Frequentare questo ambiente mi ha permesso di dare il mio contributo come traduttrice quando l’ente fiera ha ospiti nipponici: probabilmente non avrei mai avuto questi contatti se non avessi fatto cosplay”. La costruzione di un costume è l’attività che richiede più tempo e abilità. A Forlì ci sono numerose mercerie e negozi di stoffe, spiega Valeria, che consiglia sempre di “andare a toccare con mano” i materiali necessari. Di altro avviso è Marco Afruni, 29 anni, di Forlì: “Il luogo per eccellenza dove acquistare è internet”.

Si tratta però di un commercio di nicchia: racconta Giovanni Rizzo, 28 anni, di Sant’Angelo di Gatteo, che “a Forlì non ci sono negozi specializzati, ma è una mancanza generale in Italia: fortunatamente, quei pochi esistenti sono molto disponibili a consigliare e spedire la merce anche a grande distanza”. Considerando che il numero di costumi medio per un cosplayer che si voglia definire “attivo” è tra 3 e 4 all’anno, i costi possono diventare alti: fino a centinaia di euro per singoli accessori, che se sommati alle parrucche, ai trucchi e alle scenografie, possono aggirarsi al migliaio di euro . Per gli amatori, come ricordano gli intervistati, esistono comunque versioni economiche, benché di bassa qualità, disponibili su tutti i siti di commercio online. “Io ho iniziato a fare il cosplay per scherzo 7 anni fa: avevamo semplicemente comprato un costume a tema Signore degli Anelli e ci siamo presentati al Lucca Comics. Da quel momento l’attività si è intensificata: l’anno successivo avevo realizzato io da solo i costumi per l’intero gruppo” racconta Giovanni.

Un’attività che impegna “fino a 3 o 4 mesi per la realizzazione di un solo costume”, a cifre per molti inaccessibili, con materiali difficili da reperire: ne vale davvero la pena? Oltre alle gare, i cui premi sono in denaro, l’aspetto più importante resta l’esperienza, la possibilità di conoscere partecipanti da tutto il mondo e la soddisfazione personale, come ci conferma Giovanni: “Il cosplay è questo: mesi di duro lavoro che sfociano in una giornata in cui si viene ripagati di tutte le fatiche”.

Silvia Panini