Riccione

Picchiata dal compagno, riesce a chiedere aiuto ai carabinieri con un "pizzino"

L'uomo era uscito di casa con una pistola. Preoccupata, la donna è riuscita a contattare l'Arma e al momento del controllo ha affidato tutta la sua disperazione ad un bigliettino consegnato ai militari

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12/dicembre/2019 - h. 18.27

RICCIONE - Un ventiseienne egiziano domiciliato nel Riminese è stato arrestato per maltrattamenti nei confronti della compagna, una riccionese ultraquarantenne (non scriviamo ulteriori dettagli per non rendere riconoscibile la vittima). I carabinieri di Riccione sono intervenuti in una filiale bancaria a Riccione perché informati di un uomo probabilmente armato all'esterno. Quando sono arrivati hanno riscontrato la presenza della coppia, entrambi già noti alle forze dell'ordine. La donna aveva vistose contusioni a zigomi e setto nasale. Immediatamente separata per gli accertamenti del caso, la donna ha consegnato ai carabinieri un bigliettino in cui chiedeva aiuto.

I militari, con il pretesto di accertamenti più approfonditi, ha portato entrambi in caserma. Prima però è stato perquisito l'egiziano, trovato in possesso di una bossolo di pistola calibro 6.35 inesploso. La donna, una volta in caserma,  ha raccontato tutti gli episodi di violenza subiti nel tempo mostrando i segni che portava ancora addosso ed inoltre ha raccontato che quel pomeriggio, dopo essere stata praticamente rinchiusa in casa dal proprio compagno, era riuscita a convincerlo ad uscire inventando di dover prelevare del contante in banca. Solo a tale condizione l’uomo aveva deciso di concederle un po’ di libertà, pur sempre vigilata dalla sua presenza. 

Una volta giunti in banca, la donna, simulando di avere il cellulare scarico, ha chiesto ad un dipendente della banca di poter effettuare una chiamata da un telefono fisso e solo così è riuscita per un minuto a sfuggire allo sguardo del proprio carceriere. Tanto è bastato per lanciare l’allarme. La donna ha avvertito i propri familiari che qualcosa non andava e che l’uomo era uscito di casa armato. Nel frattempo è proseguita l’attività di ricerca dei militari che non senza difficoltà, al termine di una lunga perquisizione, sono riusciti a ritrovare –nascosta nella scatola del cambio della macchina –una pistola cal. 6.35 con matricola abrasa. 

Per la detenzione illegale e la ricettazione dell’arma sono scattate immediatamente le manette per l’uomo che, alla vista della pistola, ha negato ogni addebito mostrandosi incredulo. Ma non è finita lì. Gli uomini dell’Arma, straziati dalla vista della donna malconcia, sono riusciti con tatto e sensibilità a scavalcare quel muro di paura che non le consentiva di denunciare i maltrattamenti subiti ed hanno quindi proceduto ad accompagnarla in ospedale per essere medicata. 

Al pronto soccorso di Riccione, al termine degli accertamenti specialistici, la donna è stata dimessa con una prognosi di 30 giorni per fratture al naso, ad una costola ed al dito di una mano, oltre che per numerose ecchimosi sparse su tutto il corpo. Quindi, al termine della denuncia, raccolto ogni elemento utile a circostanziare la flagranza di reato anche per l’ipotesi di maltrattamenti, l’egiziano – difeso dall’avvocato Pucillo del Foro di Rimini - è stato dichiarato in arresto per i reati di detenzione illegale di armi, ricettazione e maltrattamenti in famiglia ed è stato accompagnato in carcere in attesa della convalida.