Forlì

Sardine a Forlì: il flash mob colora piazza Saffi

Circa cinquemila persone presenti, nonostante il freddo. "Faremo presa sui cervelli delle persone"

Sardine a Forlì: il flash mob colora piazza Saffi

La manifestazione a Forlì

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13/dicembre/2019 - h. 10.19

FORLì - “E mi raccomando, lasciate la piazza esattamente come l’avete trovata!” Ossia: niente rifiuti a terra, niente scontri fisici o verbali per chi deve uscire prima dal parcheggio, “con calma si esce tutti, signora guardi là più avanti è il corso della Repubblica, da lì si torna in stazione, serve uno strappo? Che stasera fa così freddo…“ 

Sembra impossibile gestire con calma e diligenza una piazza colma di persone, eppure è accaduto nella serata del 12 dicembre a Forlì in piazza Saffi, dove in circa 5.000 hanno partecipato alla manifestazione delle sardine, il noto movimento pacifico nato a Bologna dall’idea di quattro amici, giovani e molto stanchi: stanchi di “una politica fatta di odio, di violenza e di razzismo” raccontano sul web. Il 14 novembre sono riusciti a riunire 15mila persone in piazza Maggiore, e da lì non si sono più fermati, arrivando a Modena, Reggio Emilia, Imola, ma anche oltreoceano. Il 14 dicembre a Roma, San Francisco, Londra, Edimburgo e Madrid è stato proclamato il Sardina Day. 

Dei quattro fondatori, Mattia Santori, 32enne di Bologna, è l’ospite d’onore a Forlì già dalle 19, quando i primi manifestanti iniziano a popolare piazza Saffi nonostante le condizioni metereologiche avverse: “Fino all’ultimo non avevamo idea di quanti sarebbero venuti. Temevamo un flop…” confessa Silvia Bartoletti, 28 anni, impiegata e studentessa di Forlì, tra gli organizzatori dell’evento forlivese. 

La piazza è variegata a partire dall’età dei partecipanti: accanto a bambini con i pesciolini in mano o disegnati sul volto, tantissimi anziani non solo con bandiere e cartelli ma con tanto di costume. “Se mi può fare una foto? Signorina, la pubblichi e ci scriva: una sardina fiera di esserlo” afferma una partecipante vestita con un enorme costume dotato di pinne e coda.  “Fare una sardina con le proprie mani, creare un cartello colorato, cucirsi una maglietta: sono espressioni culturali pacifiche, usiamo l’arte al posto della rabbia per rivendicare un concetto politico” afferma Mattia Santori, per poi lasciare il posto agli organizzatori cittadini: oltre a Silvia, Nakia Gardini, 38 anni, Derik Maltoni, 19, Davide Parodi, 19, ed Emanuele Tumedei 20, affiancati dal gruppo delle sardine di Cesena che ha deciso di unire le forze in un’unica piazza. 

“Abbiamo preso posizione, forse anzi troppo tardi: e la brutta notizia, cari populisti, è che è solo l’inizio” proclama al microfono Nakia: “Perché se noi non faremo presa ai cervelli delle persone, presto ci sarà chi ne conquisterà le pance. E lì al contrario sarà la fine” conclude.

La folla riunita acclama a gran voce, ride per le battute fatte al microfono, annuisce seria quando si ricorda che “questa piazza che noi ora stiamo popolando allegramente è stata simbolo di barbarie e crudeltà” a ricordare il ruolo di piazza Saffi come teatro di repressioni fasciste e bombardamenti meno di 80 anni fa. Al ricordo di Iris Barbari, simbolo della lotta antifascista forlivese, parte un lungo applauso, battuto per durata solo da quello che segue l’affermazione “dobbiamo combattere chi osa dire Lui aveva fatto anche cose buone. Perché lui si è macchiato del sangue di nostri vicini, di nostri famigliari, del nostro paese”. È anche una piazza che canta: dopo aver intonato al microfono Romagna Mia, sono poi i partecipanti stessi ad iniziare Bella Ciao e l’inno italiano. “Così vediamo a cosa si potranno aggrappare stavolta quelli che ci accusano di essere anti-patriottici” si sente dal pubblico.

 Il momento più scenografico è quello in cui tutte le torce dei cellulari vengono accese e alzate, “così da far vedere a chi è in alto, sopra di noi, che anche noi ci siamo. Siamo svegli, siamo qui” spiega Silvia. Quindi ci saranno anche alle elezioni regionali di gennaio? “Noi siamo apartitici, ma speriamo in bene: possiamo solo già affermare che sarà di certo una sfida all’ultimo voto” spiegano Davide Parodi ed Emanuele Tumedei. I due, studenti rispettivamente a Forlì e Bologna ma provenienti dalla città opposta, si interessano di politica e sanno di aver fatto una cosa importante: “Abbiamo risvegliato una coscienza che era sopita. Abbiamo mosso qualcosa, io sono fiducioso” conferma Davide.  

Presenti alla manifestazione anche personaggi noti della città come l'ex sindaco Davide Drei, che descrive la piazza come “spettacolare perché è una piazza viva e educata come ne mancavano da tempo. È bello vedere così tanti, giovani e non, insieme.”

Conclude Santori: “La nostra terra, è quella di chi fa volontariato e aiuta l’altro. È la terra dell’associazionismo, di chi fa attenzione all’emarginato perché anche lui o lei possa sentirsi parte della comunità. È una terra inclusiva, ma che non accetta chi discrimina”. E rincara la dose Nakia: “dicono che vogliono liberare l’Emilia-Romagna? Possono andare ovunque, ma non qui ad insegnarci cosa significhi la parola libertà. Ve lo ricordiamo: è solo l’inizio. Siamo scesi in piazza, ora non ci fermiamo più”. 

Silvia Panini