Forlì

Al via il progetto di un museo per i mosaici del volo di Forlì

Al fine di rilanciare il turismo culturale e storico, il Comune ha approvato la realizzazione di un museo negli ambienti dell’attuale istituto comprensivo 1 e 2 di Forlì

Al via il progetto di un museo per i mosaici del volo di Forlì
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17/dicembre/2019 - h. 16.42

FORLì - L’ex-collegio aeronautico di Forlì riaprirà i battenti al tema del volo: il Comune ne ha deliberato l’utilizzo a museo del piano terra per mostrare i cosiddetti “mosaici del volo”, un tesoro nascosto della città, finora accessibile solo tramite visite guidate. 

Il progetto non sarà di immediata realizzazione, dato che la struttura è al momento sede degli istituti scolastici comprensivi 1 e 2 di Forlì: nonostante non ci siano ancora date precise, si parlerebbe ancora di “qualche anno”, secondo Dorella Venzica, responsabile delle visite per l’istituto comprensivo 1. “Verrà realizzata - spiega - un’area museale al piano terra, dove si trovano ora i mosaici, e un accesso separato per gli alunni, sia per le aule che per le palestre: non sarebbe altrimenti possibile controllare l’intero flusso di turisti” che già a partire dal prossimo anno potranno visitare le opere grazie ad un aumento delle visite guidate, ad oggi ancora molto limitate al fine settimana e ad alcuni pomeriggi in via straordinaria, come fu per la giornata FAI d’autunno nel 2017.

L’amministrazione comunale ritiene - come si legge nella delibera di gunta dello scorso 25 novembre - che “questi mosaici possano rappresentare un soggetto di sicuro interesse culturale e di attrattività turistica, con conseguenti benefici in termini di immagine e presenze di visitatori per la città di Forlì". Nel documento si specifica la volontà del Comune e delle dirigenti scolastiche a collaborare per la “valorizzazione del patrimonio artistico e culturale”. 

L’ex collegio Aeronautico di Forlì è un edificio di tipo razionalista, costruito nel 1937 secondo la volontà di Benito Mussolini e quindi con il palese intento celebrativo del fascismo e della città stessa, che essendo la città del Duce avrebbe dovuto rappresentarne la grandezza. I mosaici furono realizzati a partire dai cartoni del pittore viterbese Angelo Canevari e non in loco, ma trasposti dai cartoni realizzati dall’artista, tramite la particolare tecnica “indiretta a rovescio”. L’intento era quello celebrativo della storia del volo, tema ricorrente nel periodo del fascismo e quindi realizzati nell’ottica della propaganda del regime.

Dalle prima macchine volanti di Leonardo, passando per i prototipi dei fratelli Wright e gli aerostati, fino alle conquiste del periodo fascista come la campagna di Grecia, i mosaici raccontano la storia del volo tra mito e realtà: “Icaro, mitico figlio di Dedalo, non è mai davvero esistito, ma rappresenta la volontà profonda dell’uomo di superare i limiti a cui sembra confinato. Per questo se ne trova addirittura una statua enorme all’ingresso dell’edificio: perché l’amministrazione fascista lo volle ben visibile, a ricordare la grandezza del regime e della città stessa” spiega Jara Drei, capo delegazione FAI Giovani di Forlì. 

Ma non è tutto: all’interno dell’istituto, infatti, si trovano anche la sala dei mappamondi e quella delle costellazioni, due aree, anch’esse aventi mosaici alle pareti ma anche sul pavimento e sul soffitto, raffiguranti rispettivamente un planisfero e una volta celeste. La seconda viene utilizzata ad oggi come aula magna del liceo ginnasio Morgagni, mentre la prima potrebbe costituire “un ulteriore punto attrattivo all’interno del percorso museale” secondo la giunta comunale. 

L’arte razionalista del Ventennio sembra quindi poter attrarre un numero consistente di turisti: “Come FAI abbiamo finora mostrato i mosaici all’interno di un più ampio contesto di scoperta del quartiere razionalista” spiega Drei. “Per noi si tratta di mettere in risalto un periodo storico  che ha le sue peculiarità, ma certamente non vogliamo stigmatizzare uno stile architettonico: anzi, crediamo che un progetto che valorizzi l’intera stagione razionalista dei quartieri forlivesi possa ravvivare il turismo in generale nella città grazie ad una maggiore e più composita offerta culturale". Il progetto sembra andare nella direzione di una maggior valorizzazione ed attenzione al patrimonio culturale ed artistico di Forlì: come spiega Drei, questo è solo il primo passo. “Ci sono moltissimi luoghi che avrebbero bisogno di fondi o anche solo di interesse da parte delle autorità, come la rocca di Caterina Sforza o il palazzo Merenda. Come FAI crediamo che un maggior flusso di turisti verso un particolare luogo, se ben sfruttato, possa poi giovare a tutta la città e al suo patrimonio intero".

Silvia Panini