Imola

Compie cent'anni Roberto Gavanelli, il facchino eroe

Nella sua lunga vita anche il salvataggio di una bimba di 4 anni che rischiava di annegare

Compie cent'anni Roberto Gavanelli, il facchino eroe
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03/gennaio/2020 - h. 17.43

IMOLA - Che bella coppia: lui 100 anni, lei 97 il prossimo maggio. Un compleanno più simbolico non poteva essere, per Roberto Gavanelli, che ha festeggiato i 100 anni l’1 gennaio scorso, insieme ai famigliari ed agli amici, con al fianco la moglie Imelde Faccani. Mentre oggi ha ricevuto la visita del Sub Commissario al Comune di Imola, dott.ssa Sandra Pellegrino, che gli ha formulato gli auguri a nome della Città di Imola, consegnandogli la medaglia dei centenari.

Nato a Imola l’1 gennaio 1920 in una tipica famiglia contadina, con dieci fra fratelli e sorelle, Roberto Gavanelli fin da giovane ha aiutato la famiglia nei lavori agricoli. Dopo il matrimonio nel 1946 con Imelde Faccani, andò a lavorare nel “Gruppo Facchini Scaricatori Balla Piccola”, ovvero quelli dediti al trasporto di carbone, legna ed altri materiali simili, per assumere negli anni un ruolo amministrativo all’interno dell’azienda, prima dell’unificazione con il “Gruppo Sindacale Facchini Balla Grossa”, che porterà poi nel 1974 alla nascita dell’attuale cooperativa Azienda Trasporti Facchini Imolesi (Atfi).

“E’ sempre stato un uomo pratico, operativo, che sapeva fare di tutto” racconta il figlio Duilio Gavanelli. La sua grande passione è sempre stata la caccia al capanno, con tutta una serie di richiami, che praticava sia nelle nostre campagne che in quelle del bolognese. Un’altra passione erano le bocce. “Per anni, la domenica, dava vita a sfide interminabili nell’aia di casa dei fratelli, in campagna”. Grande anche la sua capacità di intrecciare abilmente i vimini, per farne cestini che poi regalava a parenti ed amici.

Ma c’è un episodio che lo rende, giustamente, fiero. “Doveva essere più o meno il 1960, quando un giorno passando in bicicletta in viale Carducci, all’altezza di via Pambera, mio padre senti una donna urlare disperatamente, chiedendo aiuto. La sua figlia di 4 anni era caduta nel canale dei molini, all’altezza del lavatoio che c’era in quel punto ed era scomparsa sotto la parte coperta del canale, trascinata dalla corrente – racconta il figlio Duilio -. Allora mio padre pedalò più in fretta che poteva per raggiungere un punto più avanti, sempre in viale Carducci, dove si ricordava che il canale era ancora scoperto. Si infilò nel canale e risalì la corrente anche sotto la parte coperta, con le braccia aperte, in direzione del punto nel quale la bambina era caduta. Così riuscì a prendere la piccola, che trasportata dalla corrente era stata fermata dalle sue braccia come fosse stata una rete da pesca. E la salvò”.

Dopo un primo eco, in città l’episodio fu poi presto dimenticato. Fin quando, una quindicina di anni fa, qualcuno se ne ricordò e saputo del gesto eroico, l’allora sindaco Massimo Marchignoli premiò Roberto Gavanelli in Comune per il coraggio e l’altruismo dimostrati.