Elezioni regionali 2020

«La politica non si ricordi dei paesi di montagna solo durante le elezioni»

Il sindaco di Bagno di Romagna sostiene Bonaccini, bacchetta la Lega ma non risparmia il Pd: «In questi anni ha tralasciato il confronto con noi»

«La politica non si ricordi dei paesi di montagna solo durante le elezioni»

Marco Baccini sindaco di Bagno di Romagna

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13/gennaio/2020 - h. 12.01

BAGNO DI ROMAGNA - La politica riscopre la montagna grazie alle elezioni regionali e Marco Baccini, sindaco del Comune di Bagno di Romagna, pone sul piatto qualche riflessione. Non senza un velo di iroina, il primo cittadino parla di un "timido entusiasmo" nel vedere che il dibattito politico su questo tema, nonostanze alcune dichiarazione «alcune dichiarazioni dimostrano che qualche esponente politico ancora la montagna la deve scoprire e conoscere». In ogni caso «la scoperta generale che in montagna ci sono comunità che hanno pari diritti di voto e di scelta delle più numerose e politicamente attrattive comunità di pianura e che all’occorrenza possono essere determinanti. Il primo auspicio, quindi – dichiara Marco Baccini – è che questa attenzione non rimanga limitata agli ultimi 20 giorni di campagna elettorale e non veda la montagna solo come bacino elettorale utile e necessario a “limare” la conta dei voti».

Baccini ritiene però che servano proposte concrete e, da qui, scaturisce una «seconda riflessione, più grave e seria. Abbiamo assistito negli ultimi giorni ad una serie di “uscite” che paiono più che altro “annunci” pubblicitari su temi generici, lanciati per solleticare la pancia degli elettori, piuttosto che proposte realistiche, competenti e concrete, ciò che ci fa crescere il ragionevole timore di essere trattati come elettori da addomesticare più che cittadini da ascoltare e coinvolgere». 

Il sindaco bacchetta Andrea Cintorino, assessora forlivese candidata per la Lega alle Regionali, che «intervenendo in modo general generico sul tema della sanità in montagna, non va oltre alla dichiarazione di “rianimare” il pronto soccorso dell’Ospedale Angioloni di San Piero. Una dichiarazione così “vuota” e “banale” mi pare prima di tutto offensiva per la nostra comunità e per tutti gli operatori sanitari che ogni giorno ed ogni notte lavorano al nostro Ospedale Angioloni e che dimostra ciò che speravamo di evitare: ovvero di essere trattati solo come bacino elettorale utile». In altre parole, «quel che manca è prima  di tutto la conoscenza delle nostre realtà. Amministro questo comune da 5 anni e non ho mai visto alcuno di quei candidati che oggi si interessano di montagna venire a Bagno di Romagna per capire, conoscere, chiedere quali fossero i nostri problemi e ciò anche a seguito di richieste di collaborazione o intervento. Di contro, abbiamo ricevuto solo qualche interrogazione regionale sul tema della scuola media e sulle colonie feline, che dimostravano ancora una volta di non conoscere la nostra realtà e qualche passerella per le elezioni comunali, dopodiché il vuoto».

Il caso più eclatante « è stato quello dell’emergenza della E45. Un tema di rilevanza addirittura nazionale, per il quale chiedemmo più volte l’intervento dell’allora Ministro Salvini, che non solo non venne mai ad incontrarci né ci invitò a Roma, ma neppure rispose, mentre in campagna elettorale viene a parlarci di identità ed a ricordarci che la Romagna non è di serie B». Ce n'è anche per i Dem: « Sia chiaro, queste mie riflessioni non sono una presa di parte politica contro uno schieramento ed a favore di un altro. Il mio carattere civico mi consente di rimproverare con altrettanta franchezza anche al PD di essere stato lontano alle tematiche strategiche della montagna e di aver tralasciato il confronto ed il coinvolgimento con le comunità locali. In questo anche l’attuale tentativo di una “ripartenza” o di una “trasformazione” del partito pare miope rispetto a ciò che realmente serve. Le comunità di montagna sono formate da cittadini laboriosi, che chiedono prima di tutto conoscenza, contatto, pragmatismo di azione e realismo di programmazione». 

Baccini ritiene comunque che Stefano Bonaccini sia «’unico candidato che dimostra conoscenza, competenza, disponibilità al confronto, sensibilità e responsabilità istituzionale e visione programmatica». Lucia Borgonzoni - dice Bassini - non è mai passata da Bagno di Romagna. «Il risultato di questa disattenzione è che per una certa parte politica sarebbe già tanto se fossimo di serie C. Purtroppo, ad oggi ogni confronto sarebbe “affrettato” e puramente “elettorale”, mentre per costruire progetti, proposte serie e concrete serve tempo, interesse, confronto e conoscenza. I grandi assenti di quel realismo e pragmatismo che in montagna chiediamo».