Rimini

Sciopero dei bus in occasione del Sigep: scontro tra azienda e sindacati

Il 18 gennaio gli autisti incrociano le braccia per quattro ore. I lavoratori: «Start non vuole portare avanti la discussione». La replica: «Falso, disponibili al confronto»

Sciopero dei bus in occasione del Sigep: scontro tra azienda e sindacati
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16/gennaio/2020 - h. 19.26

RIMINI - Sarà una giornata davvero dura per chi si muove sabato 18 gennaio a Rimini. Oltre al blocco del traffico dovuto allo smog oltre i limiti, i sindacati hanno proclamato lo sciopero di quattro ore per i dipendenti di Start Romagna. Il tutto in occasione - peraltro - del Sigep, importante fiera dell'industria dolciaria che inizia proprio sabato, dalle 9 alle 13. 

Le sigle sindacali dei trasporti spiegano: « Dopo otto anni di trattative (Start è stata costituita nel 2012) non si è ancora arrivati ad una armonizzazione degli accordi di secondo livello. Tutto ciò, non per qualche strana strategia sindacale, ma per un disegno aziendale e della proprietà (Comuni di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna, oltre che Tper  ed altri soci sempre pubblici in Area Vasta) che vuole armonizzare al ribasso tutti gli accordi esistenti.  Vogliamo che la collettività capisca bene il problema, altrimenti rischiamo di far apparire "antipatici" dei lavoratori che guadagnano meno di un operaio appena assunto (circa 1.100 euro al mese), che lavorano 6 giorni su 7 compresi i festivi e le domeniche, con una patente professionale che costa tante migliaia di euro e comporta tante responsabilità.  Vogliamo ribadire che la vertenza aperta prevede, fra i punti, anche la sicurezza del viaggio; cioè, come si devono comportare i vari attori (passeggeri, conducente, azienda) per fare in modo che tutti abbiano presente e chiaro il proprio compito, così da viaggiare in modo sicuro con ben definite le responsabilità ed i confini dei comportament»i. 

Tutto ciò «è in piedi da oltre un anno, ma né il Comune di Rimini (in un incontro in Prefettura l'Assessore si era impegnata ad aprire un tavolo), né Start, né nessun altro, vogliono portare avanti la discussione. Solo in provincia di Ravenna si sta lavorando in modo serio per avere un protocollo chiaro e volto a migliorare il servizio.  I lavoratori di Start Romagna di Rimini hanno accumulato seimila giornate di ferie e, nonostante ciò, non riescono ad usufruire del riposo nel momento in cui ne hanno la necessità». 

Tutti i servizi «non saranno garantiti dalle 9 alle 13, contrariamente a quanto si evince dal comunicato di Start Romagna. La frequenza e lo svolgimento dei servizi, ovviamente, varierà sulla base dell’adesione allo sciopero degli autisti incaricati di svolgere i servizi.  Comunque, concludendo, ribadiamo che le motivazioni dello sciopero sono volte a migliorare il servizio per la cittadinanza, ad ottimizzare l'impianto aziendale e chiaramente alla tutela di tutti i lavoratori, che attualmente vivono  e lavorano in  un ambiente di lavoro poco sereno e secondo noi poco equo.  Siamo convinti che debba essere aperto un tavolo di confronto con la proprietà, al fine di ottimizzare Start Romagna e migliorare il  servizio».

La replica di Start Romagna

L'azienda non ci sta e replica: «Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, ma la chiarezza sulle motivazioni è altrettanto importante, affinché ognuna delle parti in causa si assuma pubblicamente le proprie responsabilità. Abbiamo letto in questi giorni, sui vari organi di informazione, motivazioni diverse e anche improprie. Quindi Start Romagna intende fare un po’ di chiarezza».

La premessa «è che nei tre bacini nei quali opera Start Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini), sono presenti contratti locali, ognuno dei quali riconosce ai dipendenti dei benefit rispetto al contratto nazionale, diversi da bacino a bacino. La richiesta costante, alla quale i nuovi vertici aziendali insediatisi nell’estate 2019 stanno assistendo, è quella che in un bacino venga riconosciuto quanto magari presente in un altro, mantenendo comunque il proprio status di partenza. Ciò, è facilmente intuibile, genera per l’azienda una situazione economica insostenibile. Un esempio è richiamato in alcuni articoli, ossia la richiesta di discutere dell’indennità sui biglietti venduti a bordo del bus. Attualmente nel bacino di Rimini vengono riconosciuti 68 centesimi per ogni biglietto del costo di 2 euro venduto. Start Romagna risponde che al di là della parte economica, sia necessario un confronto che coinvolga tutta l’azienda e non solo per un bacino».

Si richiede inoltre una ulteriore indennità perla guida dei mezzi da 18 metri. «Leggiamo che lo sciopero del 23 novembre scorso fu sospeso perché l’azienda aveva deciso di incontrare i sindacati. Non è così. Lo sciopero fu sospeso perché dall’incontro scaturì un accordo che prevedeva: il pagamento di 250 euro annui ai lavoratori con salario d’ingresso; uno sconto pari al 60% per l’acquisto di abbonamenti per i figli studenti per tutti i nuovi assunti; un calendario di 5 incontri sui temi ritenuti importanti dalle Organizzazioni sindacali da concludersi nel febbraio 2020».

Conclude l'azienda: «Non si può neppure sottacere sul fatto che i turni di lavoro si sviluppano anche con cicli di 5 giorni lavorativi e 1 di riposo, e che i costi del rinnovo delle patenti di guida e del Cqc (Carta Qualificazione del Conducente), in virtù dei nuovi Accordi sottoscritti in Start Romagna, vengano sostenuti dall’Azienda a favore del personale di tutti i bacini. Lo sciopero del 18 gennaio viene riproposto in quanto il precedente fu solo sospeso e non revocato, nonostante quanto concesso, e senza attendere la conclusione del calendario degli incontri già definito. Evidentemente la partenza di Sigep rappresentava una ‘buona’ occasione. L’azienda mantiene la propria disponibilità al confronto. Ne sono prova gli oltre 60 incontri svolti con le organizzazioni sindacali nel 2019 e i tanti accordi sottoscritti, sempre tenendo al centro la qualità e la sicurezza del lavoro. Non sono però accettabili forzature come il sistematico ricorso allo sciopero in concomitanza di eventi nei quali il trasporto pubblico assume un valore decisivo, così come rivendicazioni di carattere economico che non considerino mai il contesto nazionale e locale nel quale l’azienda opera».