Ravenna

Igor Gallonetto, candidato per il M5S: «Elettori sono disillusi ma non disinteressati»

Avvocato ravennate, traccia un bilancio della sua esperienza: «Nel nostro territorio ci sono problematiche importanti come quella dalla qualità dell'aria»

Igor Gallonetto, candidato per il M5S: «Elettori sono disillusi ma non disinteressati»
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23/gennaio/2020 - h. 16.06

Igor Gallonetto, 46 anni, ravennate, avvocato, è candidato come Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni del 26 gennaio.
Che campagna elettorale è stata Gallonetto?
“Fredda - ride - ma solo climaticamente. Ho visto disillusione, non disinteresse.”
Eppure è prevista un’astensione importante a questa tornata elettorale?
“Nel 2014 l’affluenza era stata il 37%, direi che si può e deve migliorare.”
Che risultato si aspetta?
“Ci siamo spesi tra le persone, ascoltandole senza presunzioni. Critiche e consigli.
Ogni giorno qualcuno può insegnarti qualcosa, specie se ti candidi a rappresentare le sue esigenze, le sue necessità . Arrivare a questo mi pare il migliore risultato possibile.”
C’è voglia di piazza quindi?
“C’è la voglia di rivendicare i propri diritti,  la propria presenza e non essere solo un voto in campagna Elettorale.”
Si riferisce alle Sardine?
“Mi riferisco a chi non aspetta che altri decidano per lui, ma attivamente partecipa, al contrario di chi non partecipa e poi si lagna della decisione a cui si è sottratto.”
Si ma che ne pensa delle Sardine?
“Penso che chi manifesta democraticamente e pacificamente il proprio pensiero, esercita un diritto costituzionale, e i diritti vanno difesi.”
Non mi ha risposto?
“Diciamo che preferisco chi ha un’opinione a discapito di chi ne sposa una non sua.”
Cosa porterebbe in Regione se fosse eletto?
“Le problematiche della mia città e dei miei territori, perché sono quelle che conosco e che tocco con mano ogni giorno."
Ad esempio?
"La qualità dell’aria, con i livelli di pm10 qui da noi  oltre la media e con misure emergenziali come il blocco del traffico, che nulla risolvono di fronte ad un problema che è oramai cronico.
Il porto, che per Ravenna rappresenta lavoro, economia reale e di prospettiva, il cui progetto di hub è in ritardo e di cui ci si ricorda solo in campagna elettorale.
Le infrastrutture di una città d’arte di turismo e di vocazione commerciale come la nostra, che ancora non ha un collegamento decente ferroviario con il capoluogo di regione.
Per non parlare di strade come la Baiona, la Romea, la Statale Adriatica, che definire insicure sarebbe riduttivo, senza ancora avere pensato a differenziare il traffico pesante su direttrici diverse da quelle di scorrimento"
E sulla sanità regionale che ne pensa?
“Troppi contenziosi per responsabilità medica in interventi di routine. I cittadini se la prendono con il personale, ma il personale fa quello che può, di fornte
a continui tagli di fondi ed ad una carenza di personale che già si vede nel nostro Pronto Soccorso. le responsabilità non sono certo
da ricercare nel personale, vanno ricercate nella gestione che proviene da chi ha responsabilità dirigenziali, non certo di da chi sta in prima linea tutti i giorni.
Una volta nella nostra regione veniva a curarsi mezza Italia. Le liste di attesa e gli interventi programmati oggi subiscono continui ritardi, a meno che non ci si rivolga ai privati.
Mi pare un modello di sanità a due velocità, che non si sposa affatto con il modello Emilia Romagna." 
E quale sarebbe per lei il modello Emilia Romagna?
"Due esempi per tutti: il terremoto di Finale Emilia e il fortunale che ha colpito la scorsa estate Cervia e Milano Marittima.
Gli Emiliano Romagnoli con le mani in mano non ci stanno. Non aspettano che qualcuno li aiuti.
Si rimboccano le le maniche e lavorano sodo. Non li spaventa il lavoro, ma l'immobilismo, l'inutile burocrazia. Ho visto i miei concittadini aiutare l'enorme sforzo di vigili del fuoco e forze dell'ordine.
Imprenditori turistici aiutarsi fra loro. Se la classe dirigente avesse anche solo la metà di questa dedizione, di senso civico, racconteremmo un paese diverso." 
 
 
 
RAVENNA - Igor Gallonetto, 46 anni, ravennate, avvocato, è candidato come Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni del 26 gennaio. Gli abbiamo chiesto un bilancio della sua esperienza a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale.

Che campagna elettorale è stata, Gallonetto?
“Fredda - ride - ma solo climaticamente. Ho visto disillusione, non disinteresse".

Eppure è prevista un’astensione importante a questa tornata elettorale?
“Nel 2014 l’affluenza era stata il 37%, direi che si può e deve migliorare».

Che risultato si aspetta?
“Ci siamo spesi tra le persone, ascoltandole senza presunzioni. Critiche e consigli. Ogni giorno qualcuno può insegnarti qualcosa, specie se ti candidi a rappresentare le sue esigenze, le sue necessità . Arrivare a questo mi pare il migliore risultato possibile.”

C’è voglia di piazza quindi?
“C’è la voglia di rivendicare i propri diritti,  la propria presenza e non essere solo un voto in campagna Elettorale.”

Si riferisce alle Sardine? Che ne pensa di questo movimento?
“Mi riferisco a chi non aspetta che altri decidano per lui, ma attivamente partecipa, al contrario di chi non partecipa e poi si lagna della decisione a cui si è sottratto. Per quanto riguarda le Sardine, penso che chi manifesta democraticamente e pacificamente il proprio pensiero, esercita un diritto costituzionale, e i diritti vanno difesi. Detto questo, ciciamo che preferisco chi ha un’opinione a discapito di chi ne sposa una non sua.”

Cosa porterebbe in Regione se fosse eletto?
“Le problematiche della mia città e dei miei territori, perché sono quelle che conosco e che tocco con mano ogni giorno."

Ad esempio?
"La qualità dell’aria, con i livelli di pm10 qui da noi  oltre la media e con misure emergenziali come il blocco del traffico, che nulla risolvono di fronte ad un problema che è oramai cronico.Il porto, che per Ravenna rappresenta lavoro, economia reale e di prospettiva, il cui progetto di hub è in ritardo e di cui ci si ricorda solo in campagna elettorale.Le infrastrutture di una città d’arte di turismo e di vocazione commerciale come la nostra, che ancora non ha un collegamento decente ferroviario con il capoluogo di regione.Per non parlare di strade come la Baiona, la Romea, la Statale Adriatica, che definire insicure sarebbe riduttivo, senza ancora avere pensato a differenziare il traffico pesante su direttrici diverse da quelle di scorrimento"

E sulla sanità regionale che ne pensa?
“Troppi contenziosi per responsabilità medica in interventi di routine. I cittadini se la prendono con il personale, ma il personale fa quello che può, di forntea continui tagli di fondi ed ad una carenza di personale che già si vede nel nostro Pronto Soccorso. le responsabilità non sono certoda ricercare nel personale, vanno ricercate nella gestione che proviene da chi ha responsabilità dirigenziali, non certo di da chi sta in prima linea tutti i giorni.Una volta nella nostra regione veniva a curarsi mezza Italia. Le liste di attesa e gli interventi programmati oggi subiscono continui ritardi, a meno che non ci si rivolga ai privati.Mi pare un modello di sanità a due velocità, che non si sposa affatto con il modello Emilia Romagna." 

E quale sarebbe per lei il modello Emilia Romagna?"
"Due esempi per tutti: il terremoto di Finale Emilia e il fortunale che ha colpito la scorsa estate Cervia e Milano Marittima.Gli Emiliano Romagnoli con le mani in mano non ci stanno. Non aspettano che qualcuno li aiuti. Si rimboccano le le maniche e lavorano sodo. Non li spaventa il lavoro, ma l'immobilismo, l'inutile burocrazia. Ho visto i miei concittadini aiutare l'enorme sforzo di vigili del fuoco e forze dell'ordine.Imprenditori turistici aiutarsi fra loro. Se la classe dirigente avesse anche solo la metà di questa dedizione, di senso civico, racconteremmo un paese diverso."