Elezioni regionali 2020

Risultati: Bonaccini stravince in Romagna. Borgonzoni convince solo Rimini

A Imola, Faenza e Cesena distacco di 15 punti. Ravenna si conferma roccaforte. Forlì non è già più leghista?

Risultati: Bonaccini stravince in Romagna. Borgonzoni convince solo Rimini
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27/gennaio/2020 - h. 09.38

I risultati definitivi delle elezioni regionali vedono il presidente Stefano Bonaccini confermato con il 51,4 per cento dei voti. Lucia Borgonzoni finisce staccata di circa otto punti, fermandosi al 43,66 per cento. Disastroso il risultato del Movimento 5 Stelle: 3,47 per cento. Le altre liste non raggiungono il mezzo punto percentuale: Domenico Battaglia del Movimento 3V allo 0,47; Laura Bergamini lo 0,44; Marta Collot di Potere al Popolo lo 0,3; Stefano Lugli dell'Altra Emilia Romagna dello 0,26.

Per quanto riguarda le province romagnole, Lucia Borgonzoni ha superato Bonaccini soltanto a Rimini: la candidata della Lega ha ottenuto circa 1.600 voti in più, in totale 47,48 per cento. Stefano Bonaccini si è fermato al 46,53 per cento e il Movimento Cinque Stelle al 4,08. Primo partito in provincia di Rimini è la Lega (34,42%) che batte il Pd, fermo al 31,71%.

In provincia di Forlì-Cesena, Bonaccini supera Borgonzoni di cinque punti: 49,92 a 44,32, con il M5S al 3,79. Da sottolineare come, a pochi mesi dal clamoroso voto delle amministrative, guardando i dati del solo comune di Forlì vedono oltre dieci punti di distacco tra Bonaccini e Borgonzoni: 52,6 a 42,51%. Ancora più grande il distacco a Cesena: Bonaccini stravince con il 54,64 per cento contro il 39,36 per cento di Lucia Borgonzoni. Una forbice di ben 15 punti. 

Ampio il distacco anche in provincia di Ravenna. Bonaccini arriva al 52,79 per cento mentre l'avversaria si ferma al 42,06. Sei i punti di distacco tra Pd e Carroccio (37,66 a 31,11). A Faenza, dove si vota in primavera, il distacco è simile a quello di Cesena. Il comune capoluogo conferma invece i dieci punti di distacco tra i due candidati.

Decisiva per le elezioni è stata però la provincia di Bologna dove i 150mila voti di differenza si sono tradotti in un vantaggio-monstre per Bonaccini che qui arriva al 59,59 per cento, con la Borgonzoni ferma al 35,8 e il M5S al 3,12. A Imola, che a primavera eleggerà il nuovo sindaco, il Movimento 5 Stelle sembra ormai un ricordo. Fermo al 4,39 per cento mentre il centrosinistra vola al 58,21 per cento. Lucia Borgonzoni è molto più indietro: 35,6  per cento. Insomma, la riconquista della città da parte di Pd e alleati sembra ormai ad un passo.