Rimini

Presunto traffico di reperti archeologici: denunciato un pensionato

A casa aveva un tesoretto che ha detto di aver trovato durante le sue domeniche con il metal detector

Presunto traffico di reperti archeologici: denunciato un pensionato
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06/febbraio/2020 - h. 19.15

Nella mattinata del 5 febbraio, i Carabinieri della stazione di Saludecio, al termine di un’articolata attività investigativa riguardante un presunto commercio di reperti archeologici nel cuore della Valconca, che nei giorni scorsi aveva portato alla scoperta di un tesoro di monili riferibile a diverse epoche storiche e di sicuro valore archeologico – nonché al deferimento all’autorità giudiziaria del suo illegittimo possessore - , hanno rinvenuto un nuova preziosissima collezione privata illecita custodita nell’abitazione di un pensionato classe ’49, originario di Saludecio, “archeologo” per passione, incensurato.

I carabinieri, dopo la scoperta della scorsa settimana, sono andati a fondo nella vicenda facendo luce su un fenomeno su cui, al momento, continua a concentrarsi l’attenzione degli uomini dell’Arma poiché le indagini hanno fino ad ora consentito di accertare che non si tratta di due soli casi isolati. Anche in questo caso è stata rinvenuta una vera e propria collezione privata, che l’uomo ha definito il frutto di domeniche di “svago” trascorse nelle campagne in compagnia del suo metal detector, che nel tempo gli ha consentito di riportare alla luce:

una croce reliquiario in bronzo, di area ortodossa – bizantina, raffigurante due immagini di santi con lettere greche di dazione medioevale – moderna; due monete d’argento da “un denario” risalenti al I e II secolo d.C; unamedaglia malatestiana in bronzo di “Sigismondo Pandolfo Malatesta”, risalente alla metà del XV secolo; due medaglie malatestiane rispettivamente raffiguranti “Sigismondo” e “Isotta”, risalenti ad epoca compresa tra il XVI – XIX secolo; un vasetto e un frammento, entrambi in ceramica, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo; tre mortai di artiglieria, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo; sei pezzi d’argento lavorati a mano, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVIII secolo; dieci pezzi di varia tipologia, risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo; una moneta italiana in bronzo, datata 1699.

Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e l’archeologo amatoriale è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Rimini per impossessamento illecito di beni culturali.