Forlì

Chiusura della sezione di Polizia stradale a Rocca San Casciano: il ministero vuole andare avanti

Il Siulp: «Grave errore strategico quello di ridurre la presenza dalla Polstrada sulla viabilità ordinaria»

Fotorepertorio
| Altro
N. Commenti 0

11/febbraio/2020 - h. 18.26

Si è parlato nella giornata di oggi, 11 febbraio, della riorganizzazione dei presidi di polizia stradale. La riunione si è tenuta a Roma, nella sede del Ministero dell'Interno. Per quanto riguarda la Romagna, verrebbe chiuso il distaccamento di Rocca San Casciano e quello di Lugo. I vertici ministeriali si sono riservati di decidere dopo aver ascoltato le organizzazioni sindacali ma - secondo quanto scrive il Siulp forlivese - sembrano intenzionati a portare a termine il progetto. 

Per quanto riguarda Rocca San Casciano, il Siulp ha contestato l'ipotesi perché il reparto è posizionato in una Strata Statale di primaria importanza per la circolazione, facendo rilevare gli ottimi risultati operativi ottenuti anche nell’anno 2019, oltre al fatto che l’immobile è stato concesso in comodato gratuito dal Comune di Rocca San Casciano (quindi a costo zero per il Ministero dell’Interno). In secondo luogo - si legge nella nota - «vanno considerati i grossi disagi che dovrà subire il personale in servizio presso quel distaccamento, che dovrà essere trasferito, nella migliore delle ipotesi, a 30 chilometri di distanza, con ripercussioni anche sulla loro gestione familiare».

I dirigenti ministeriali hanno puntualizzato che verrà rinforzata (con un aumento di quasi 20 unità) la Sottosezione Autostradale di Forlì che, però, ha competenza esclusiva in ambito autostradale. «Tutto questo, precisa il Segretario Provinciale del SIULP – Roberto Galeotti – per far fronte agli obblighi imposti da una convenzione con Società Autostrade che impone all’Amministrazione di garantire servizi di vigilanza in autostrada con un rilevante numero di pattuglie».

 

Di fatto, continua Galeotti, «si è deciso di ridurre la presenza della Polstrada sulla viabilità ordinaria, favorendo invece un più incisivo controllo della sola rete autostradale. Tutto questo è inaccettabile e rappresenta un grave errore strategico in termini di prevenzione della sicurezza stradale».