Coronavirus

Il governo approva il decreto: sanzioni più severe per chi viola le direttive anticoronavirus

Multe salate per chi esce senza motivo e per i negozianti che violano le norme previste

Il governo approva il decreto: sanzioni più severe per chi viola le direttive anticoronavirus
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24/marzo/2020 - h. 17.58

Il governo ha approvato, secondo il decreto legge che introduce sanzioni più dure per chi viola le norme anti contagio da Coronavirus e uniforma il quadro normativo. Chi non rispetta le misure, secondo la bozza di dl circolata nelle ultime ore,  "è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 3.000", aumentata sino ad un terzo se il trasgressore viene colto alla linea di un autoveicolo. E' prevista inoltre la "chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni" se si violano gli obblighi previsti per le attività commerciali.

Il provvedimento prevede un rinnovo ogni trenta giorni, fino al 30 luglio. "Ciò non significa - ha precisato il presidente del consiglio - che le misure restrittive attualmente in essere cesseranno solo in quella data, ci auguriamo finiscano molto prima. E' il limite che ci siamo dato per il termine dell'emergenza, sin dal gennaio". Le Regione, di fronte a precise misure, avranno la possibilità di adottare misure ulteriori nel caso ci sia la necessità e le condizioni sui loro territori. Per quanto riguarda il confronto con i sindacati, il presidente del Consiglio ribadisce la disponibilità al confrono: "Non è semplice scegliere quali sono le attività essenziali. Stiamo facendo delle integrazioni, non è semplice perché le filiere produttive sono molto integrate tra loro". 

Il provvedimento, spiegano più fonti di governo, serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l'emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine febbraio, varato per istituire le prime zone rosse. 

Sono 28 gli ambiti entro i quali potranno essere stabilite restrizioni per combattere l'epidemia del Coronavirus, che andranno attuate comunque "secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull'intero territorio nazionale". Il decreto riordinerebbe le misure messe in campo finora attraverso i vari dpcm e che assorbe, abrogandolo, anche il primo decreto legge che aveva dato la possibilità di istituire le zone rosse all'inizio dell'emergenza. Tra le voci compaiono la possibilità di chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici della P.a. mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le limitazioni ai movimenti, sia dall'abitazione per chi è in quarantena (divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.