Riccione

Il festival del giornalismo investigativo lascia Riccione per Modena, Comune irritato

L'annuncio sul sito. La sindaca Tosi: "A dicembre ci hanno presentato il loro programma, chiariremo con gli organizzatori"

Il festival del giornalismo investigativo lascia Riccione per Modena, Comune irritato
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25/marzo/2020 - h. 16.08

RICCIONE - Il festival del giornalismo investigativo - Dig Awards - lascia Riccione e si trasferisce a Modena. Lo scrive la stessa organizzazione sul proprio sito in cui si annuncia che il festival, rinviato da giugno a ottobre a causa dell'emergenza Coronavirus, si svolgerà a Modena dall'8 all'11 ottobre. 

Sorpesa la sindaca di Riccione Renata Tosi: “Apprendo dai social che l’associazione DIG Awards dopo aver presentato al Comune di Riccione il progetto a dicembre scorso e l’Amministrazione averlo approvato sta programmando la propria iniziativa a Modena. Mi dispiace molto che si sia verificata un'incomprensione o disguido che si vuole chiamare con l’associazione che contatteremo subito per approfondire la questione. Siamo sicuri che gli organizzatori del DIG Awards sapranno dare in maniera puntuale le dovute spiegazioni". L'amministrazione nella sua nota sostiene anche che esiste un contratto con l'organizzazione e si dice pronta eventualmente alle vie legali.

La nota del 26 marzo 

Il Comune di Riccione torna sull'argomento il 26 marzo:  "L'amministrazione di Riccione ricorda che con Delibera di Giunta Comunale n. 30 del 25 gennaio 2018 ad oggetto Accordo per la promozione di un sistema integrato di relazione, nell’ambito dell'informazione, tra il Comune di Riccione e l’Associazione DIG inerente alle aree di comunicazione e giornalismo, sicurezza urbana e cultura della legalità si è approvata la convenzione sottoscritta in data 19 febbraio 2018 tra il Comune di Riccione e l’associazione DIG / Documentari Inchieste Giornalismi valida per il triennio 2018/2019/2020. Inoltre la stessa organizzazione ha sottoscritto l’impegno con l'amministrazione comunale di Riccione di procedere alla realizzazione dell'evento 2020. Resta indubbio secondo questa Amministrazione che il DIG Festival esiste grazie all'impegno profuso negli ultimi 15 anni dalla città di Riccione. Impegno economico pari a 60-80 mila euro destinati ogni anno dal Comune per le spese della manifestazione. Non occorre in questa sede ricordare anche la nascita del DIG Festival da quello che era in origine il Premio Ilaria Alpi e poi via via cresciuto grazie al potente richiamo della città di Riccione sui media nazionale ed internazionali. Va invece ricordato come la denominazione “DIG Festival” sia una denominazione registrata e di proprietà del Comune di Riccione che ha sempre lavorato con proficua soddisfazione con l'organizzazione del festival da più di 15 anni". 

 “A questo punto, visto che si apprende la notizia da Internet che l'intenzione è quella di spostarsi a Modena - ha detto il sindaco Renata Tosi - ci attendiamo di avere spiegazioni da parte degli organizzatori. Non credo sia giusto appropriarsi e capitalizzare un bene, come quello del festival del giornalismo televisivo di inchiesta, creato grazie a Riccione, che deve la sua fortuna proprio alla città di Riccione, che l’ha voluto, sostenuto economicamente e promozionato, grazie alle risorse messe a disposizione da tutti i cittadini. E’ un atteggiamento, quello dell'organizzazione attuale moralmente scorretto. Credo che il Comune debba tutelarsi in tutte le sedi opportune. Mi sorprende che proprio da tali organizzatori, giornalisti professionisti, arrivino segnali di un comportamento così scorretto, sia nei modi, sia nei contenuti, senza cioè rispettare i patti. Gli accordi vanno onorati, “pacta sunt servanda”, è un principio fondamentale del diritto civile che immagino professionisti di tale calibro conoscano bene, ma che con altrettanta facilità, evidentemente scelgono di non rispettare”.

La replica degli organizzatori

"Dopo cinque edizioni svolte a Riccione, l’Associazione DIG ha preso la decisione di trasferire il DIG Festival in un’altra città per allargare il proprio pubblico, costruire un programma più ricco e far crescere una manifestazione che in Romagna ha sofferto. Modena non solo è la città perfetta per costruire nuove sinergie con il territorio e con le innumerevoli proposte culturali espresse da università, fondazioni e istituzioni scientifiche e umanistiche, ma ha un’amministrazione comunale che ha riconosciuto dal primo momento il valore del progetto DIG, mettendolo al centro della propria offerta culturale. In questi tempi difficili c’è sempre più bisogno di giornalismo di inchiesta. L’Associazione ha deciso di posticipare il Festival a ottobre ed è ben contenta di farlo a Modena. DIG è sempre stata una piattaforma internazionale che raccoglie realtà molto diverse fra loro, ma tutte impegnate per un giornalismo di qualità. E allora speriamo di incontrarci più numerosi che mai l’8 ottobre a Modena: noi stiamo facendo di tutto per costruire un grande Festival".

Le relazioni con il Comune di Riccione negli anni "si sono complicate per una serie di episodi, soprattutto a causa di posizioni divergenti rispetto alla linea editoriale del Festival, rendendo difficile portare a compimento la mission dell’Associazione DIG, che promuove il giornalismo investigativo in tutte le sue forme ed espressioni.La risoluzione anticipata del rapporto con il Comune di Riccione, che si sarebbe concluso in ogni modo alla fine di quest’anno, è comunque avvenuta legittimamente: il Comune ha infatti omesso di pronunciarsi sulle proposte di programma del Festival 2020 pur con largo anticipo trasmesse dall’Associazione e ciò ha impedito di provvedere agli oneri organizzativi connessi. Nella sua nota, il sindaco Renata Tosi una cosa vera la dichiara: il Comune di Riccione ha approvato una proposta del programma di Festival 2020. Ma omette di specificare che la proposta oggetto della delibera della sua Giunta non è pervenuta dall’Associazione, ma da soggetti terzi privi dei poteri di impegnare in maniera legittima l’Associazione DIG. Non è un mistero, ma una vera e propria omissione, perché la circostanza è stata tempestivamente resa nota al Comune di Riccione, che ha preferito non accertare quanto denunciato e non dare nel merito alcun riscontro. Un atteggiamento a dir poco sorprendente, poiché il Comune sarebbe parte lesa tanto quanto l’Associazione DIG. In ogni caso, malgrado le criticità evidenti, l’Associazione DIG non può che ringraziare il Comune di Riccione per la collaborazione e il supporto offerti in questi cinque anni".