Forlì-Cesena

Seicento imprese in provincia continuano a lavorare utilizzando la deroga prevista dal Decreto

Basta una comunicazione per proseguire l'attività d'impresa. "Numero allarmante di comunicazioni di prosecuzione attività, seppure ci sia garantito che si lavorerà con la massima celerità per vagliare le richieste"

Seicento imprese in provincia continuano a lavorare utilizzando la deroga prevista dal Decreto
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26/marzo/2020 - h. 14.05

FORLì - Sono circa seicento le imprese che hanno proseguito o riprese le attività inviando le comunicazioni alla Prefettura. Lo comunicano i sindacati della provincia di Forlì-Cesena in una nota stampa. Chi non è classificato tra i codici Ateco come "attività essenziale" può mandare una comunicazione al prefetto in cui comunica di continuare la propria attività di impresa, garantendo tutti i dispositivi di sicurezza del caso. La possibilità di deroga "nel nostro territorio si sta utilizzando in modo massivo". "

"Facciamo quindi appello - scrivono i sindacati - al sistema delle imprese di agire con senso di responsabilità. Il numero allarmante di comunicazioni di prosecuzione attività, seppure ci sia garantito che si lavorerà con la massima celerità per vagliare le richieste, presuppone tempi e valutazioi tali che non si potrà trovare un riscontro immediato, con il rischio di vanificare le restrizioni condivise anche da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale".

Nella videoconferenza, si è richiesto alla Prefettura di mettere in primo piano la Salute e la Sicurezza delle cittadine e cittadini e delle lavoratrici e lavoratori, adottando qeste misure: "Tenere in considerazione le segnalazioni delle organizzazioni sindacali nelle valutazioni rispetto alle comunicazioni di prosecuzione delle attività". In secondo luogo  "intervenire sulle attività non essenziali e determinare il fermo produttivo sul quale possiamo oggi intervenire attivando gli ammortizzatori sociali a tutela del reddito dei lavoratori. Terzo: collaborare rispetto alle segnalazioni sulle mancanze di applicazione del protocollo di Salute e sicurezza per tutte le attività essenziali che devono restare aperte". I sindacati chiedono anche di monitorare la situazione in prefettura attraverso una cabina di regia.