Forlì

Forlì sta per uscire dall'Unione dei comuni della Romagna forlivese

Delibera in consiglio ad aprile ma non avrà effetto immediato. Il sindaco: "Ha effetto a partire dal secondo anno successivo dall'adozione della medesima, ovvero dal 2022"

Forlì sta per uscire dall'Unione dei comuni della Romagna forlivese
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30/marzo/2020 - h. 17.38

FORLì - Il Comune di Forlì è pronto ad uscire dall'Unione forlivese. "Siamo pronti a portare in Consiglio comunale la proposta di delibera che prevede il recesso del Comune di Forlì dall'Unione dei Comuni della Romagna forlivese.” A renderlo noto è il Sindaco Gian Luca Zattini che entra nel merito del provvedimento già adottato dalla Giunta e messo all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. “La delibera di recesso dall'Unione deve essere adottata entro il mese di aprile ed ha effetto a partire dal secondo anno successivo dall'adozione della medesima, ovvero dal 2022. Questo significa che non si tratta di un procedimento immediatamente esecutivo, ma di un percorso condiviso da esaurirsi nell'arco di un biennio".

Con questa ‘manovra’, saranno quattro i servizi che il Comune di Forlì si riprenderà in carico: lo “Sportello unico telematico delle attività produttive” i “Sistemi informatici e delle tecnologie dell'informazione”, la “Protezione Civile” e la “Polizia municipale e Polizia amministrativa locale”. “Non è certo una novità che questa Amministrazione avesse sposato l’idea di uscire dall’Unione. Già in campagna elettorale avevo espresso la mia opinione su questo aspetto, ravvisando la necessità di affrontare in maniera concreta e tempestiva una situazione ‘stagnante’ che rischiava di compromettere, con ulteriori ricadute, l'efficacia e l'efficienza della macchina burocratica. Il fallimento dell'Unione non è un punto di vista opinabile; è un dato di fatto che si sposa con un sistema amministrativo ingessato, incapace di rispondere in maniera adeguata alle istanze dei propri cittadini e al principio di sussidiarietà verticale a cui ogni Comune deve rispondere. Per questo motivo – aggiunge Zattini –  in questi mesi abbiamo ragionato sulle modalità di gestione in forma autonoma di quei servizi che sono ancora in capo all'Unione e abbiamo intrapreso il percorso di recesso da questa sclerotica tipologia di forma associativa. Ciò non significa che volteremo le spalle agli altri Comuni, soprattutto i più piccoli. Non mancheremo di spirito di solidarietà e collaborazione. Questa Amministrazione rimane disponibile a valutare la stipula di convenzioni con gli altri Comuni del territorio per lo svolgimento in modo coordinato di determinate funzioni e servizi.”