Forlì

Una pedalata di protesta in centro: "Vogliamo più piste ciclabili"

Piazza Saffi si è riempita di biciclette che ciascun manifestante aveva portato per chiedere all’amministrazione locale una città “a misura d’uomo"

Una pedalata di protesta in centro: "Vogliamo più piste ciclabili"
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13/giugno/2020 - h. 17.56

FORLì - “Caro Sindaco, cara Giunta, i ciclisti non sono cittadini di serie B”: con queste parole i giovani forlivesi di Fridays For Future, movimento internazionale per la lotta al cambiamento climatico, avevano annunciato la giornata di venerdì 12 giugno sulle piattaforme social. Ieri pomeriggio si è passati dalle parole ai fatti: piazza Saffi si è riempita di biciclette che ciascun manifestante aveva portato per chiedere all’amministrazione locale una Forlì “a misura d’uomo, dove le bici e le auto non siano nemiche, ma dove esista una viabilità più agevole per tutti” spiegano i volontari di FFF, che hanno organizzato la manifestazione con l’aiuto di Fiab Forlì (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e Bikequality – Una ciclabile per ogni quartiere. Il fischio d’inizio è stato lanciato nel cuore amministrativo e culturale del centro storico, di fronte al Comune: da lì i presenti hanno pedalato insieme lungo viale Matteotti e sono giunti in piazzale della Vittoria, uno dei luoghi più trafficati della città, puntando poi da lì verso la stazione, raggiungendo porta Schiavonia, viale Salinatore e viale dell’Appennino fino ai musei San Domenico, passando per la nuova rotonda di porta Ravaldino, criticata perché non adatta alla viabilità ciclabile. Uno dei presenti racconta di come “la sensazione di riappropriarsi della strada ma in una maniera più lenta e calma” gli abbia svelato “una nuova prospettiva della città e del muoversi in generale”. 

Forlì si classifica all’ottavo posto nella classifica nazionale dei centri urbani con maggior densità di piste ciclabili per abitante stilata da Holidu nel 2019: la città vanta 107 chilometri di piste, pari a 0,51 metri per abitante. Sebbene lontana dai 150 chilometri della prima classificata, Ferrara, il risultato forlivese è notevole. Non basta però che questi percorsi esistano: devono anche essere utilizzati. “Sono spesso malridotti, oppure alcuni terminano nel nulla” riferiscono i manifestanti. La pensa così anche Giacomo Zattini, dei Fridays For Future: “Forlì è una città pianeggiante e non siamo colpiti da un maltempo devastante come invece in altre parti del mondo, che nonostante questo sono meglio attrezzate di noi, basta guardare ai paesi nordici dove l’inverno è più rigido e le persone viaggiano comunque su due ruote. Serve coraggio dalle amministrazioni per imprimere una vera svolta culturale”. Obiettivo irraggiungibile? Non è detto: “Prima del 2003 non era vietato fumare nei locali chiusi, ora nessuno si sognerebbe più di farlo. I primi passi sono sempre i più difficili” conclude. 

Riusciranno le città a sfruttare al meglio il momento di profondo cambiamento che stiamo vivendo, uscendo dalla crisi Covid?  “I bonus bici presenti nel piano del governo sono un inizio, ma l’incentivo deve partire da molto più in fondo. Deve radicarsi la convinzione che andare in macchina non sia vantaggioso per percorrere distanze brevi, ma se la giunta forlivese continua ad allargare i parcheggi per gli acquisti in centro non ci arriveremo mai. La tendenza attuale va invertita” spiega Zattini. La transizione ciclabile porterebbe benefici a tutta la comunità, sottolinea: “Innanzitutto potremmo dimenticarci degli ingorghi nelle ore di punta: più biciclette significano meno automobili, il vantaggio sarebbe reciproco. Inoltre ci guadagneremmo in salute: in Italia sono oltre 80mila le morti premature all’anno per inquinamento da polveri sottili. Se vogliamo metterla in termini economici, sarebbe un risparmio per la sanità pubblica” aggiunge. 

E sono proprio i risvolti economici che sembrano influire maggiormente sulle decisioni di mobilità cittadina. “Accanto ai commercianti ad esempio di via Regnoli, che solo qualche mese fa chiedevano mezzi leggeri e spazi pedonali nelle vie del centro storico, ci sono però anche attività che sostengono i trasporti pesanti e le auto di fronte alle loro vetrine. Ci sembra che l’amministrazione dia enorme peso a questi ultimi interessi” commenta Zattini. Il gruppo dei Fridays For Future ha avuto in data 11 giugno un incontro con l’assessore alla mobilità e alle politiche ambientali, Giuseppe Petetta. “Ci ha parlato di sperimentazione del progetto Bike to Work,  ma ci sembra molto blanda. Bene invece l’idea di un Bike to Shop, che creerebbe un sistema di incentivi a chi si sposta in bici per andare a fare acquisti, anche se non abbiamo avuto dettagli sufficienti sul progetto. È in programma inoltre la ristrutturazione di numerose piste ciclabili, ad esempio quella in direzione del cimitero di Bussecchio e quella da Bussecchio a Cartena che permetterebbe una prima parte di collegamento tra Forlì e Meldola”. Soddisfatti? Risponde Giacomo Zattini: “Non vediamo un progetto coerente di base. C’è bisogno di una vera campagna informativa e di un ufficio specifico sulla transizione ciclabile con il quale ci si possa interfacciare”. Un’utopia? In realtà no: Bologna aveva già dal 2016 un piano per realizzare la Bicipolitana, 493 km di percorsi urbani e nei territori limitrofi, che avrebbero permesso di raggiungere le due Torri addirittura da Imola o Castelfranco Emilia. “Qui i lavori erano competenza di un ufficio specifico, pratica che potremmo imitare qui a Forlì se avessimo un obiettivo così lungimirante. Peccato che per ora non ci sia” commenta il giovane attivista. 

Una maggiore mobilità ciclabile permetterebbe non solo vantaggi dal punto di vista ambientale, ma anche per quanto riguarda le pari opportunità. L’associazione Bikequality – Una ciclabile per ogni quartiere si occupa proprio di questo: “Molte persone sono costrette ad usare l’auto perché non hanno percorsi sicuri con i quali raggiungere il posto di lavoro o il centro città” spiegano. “Mantenere un’auto costa troppo e il lockdown ha drasticamente ridimensionato le spese di molte famiglie. Si tratta di democrazia e di uguaglianza, oltre che di ambiente”. 

Con un tema così ampio e complesso, non ci si può attendere risposte semplicistiche. “Le nostre sono proposte concrete ma lungimiranti: abbiamo fiducia nel dialogo con le istituzioni, ma continueremo a far sentire la nostra voce anche al di fuori dei palazzi” conclude Zattini. Chissà come reagirà il suo omonimo.

Silvia Panini