Ravenna

Muti apre il Ravenna Festival: Mozart alla Rocca Brancaleone

Il maestro dirige l'orchestra Luigi Cherubini e il soprano Rosa Feola che eseguiranno un programma di Skrjabin e Mozart coronato dalla maestosa Sinfonia n. 41 “Jupiter”

concerto rocca brancaleone

Le prove del 20 giugno alla Rocca Brancaleone

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21/giugno/2020 - h. 10.37

RAVENNA - Solo sperarlo, a marzo, sembrava una professione di fede più che di ottimismo. Invece questa sera, domenica 21 giugno, il Ravenna Festival si terrà regolarmente e Riccardo Muti dirigerà il concerto inaugurale alla Rocca Brancaleone. La sua orchestra giovanile Luigi Cherubini e il soprano Rosa Feola eseguiranno un  programma di Skrjabin e Mozart coronato dalla maestosa Sinfonia n. 41 “Jupiter”. Un ritorno alle origini, quello della Rocca: qui Muti inaugurò la prima edizione del Festival nel 1990. L'emergenza Covid 19 e le conseguenti misure di distanziamento hanno reso necessaria l'individuazione di un nuovo luogo in cui tenere il Festival. All'aperto, certo, e allora pochi luoghi in città hanno il fascino del vecchio bastione quattrocentesco che quando fu costruito dai veneziani cadde presto in disuso dal punto di vista militare, ancorato com'era alle logiche di una guerra tardo medioevale che si stava evolvendo grazie all'uso dell'artiglieria. La Rocca oggi è però un simboli di vita culturale della città che infatti sta pensando al progetto per la sua ristrutturazione. 

Il Festival, dunque, riparte da qui. Sabato le ultime prove generali poi via al programma. Il concerto di Muti è già sold out ma sarà possibile vederlo in streaming sul sito ravennafestival.live, in collaborazione con Riccardo Muti Music, e trasmesso da Rai Radio 3 in diretta su Euroradio. Oggi, come nel 1990, in programma c’è (principalmente) Mozart: “Mozart è Mozart, non ha bisogno di giustificazioni - sottolinea Riccardo Muti - Le pagine musicali eseguite da 62 elementi dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ci permettono di guardare con speranza al futuro e cercare dentro di noi il coraggio di recuperare parte di quanto perduto. L’Italia, il Paese della musica, deve rimanere una fortezza culturale”.