Rimini

Finanza, a Rimini scoperte frodi al settore pubblico per 3,5 milioni

Gli illeciti economico-finanziari che destano maggiore preoccupazione sono usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione

Finanza, a Rimini scoperte frodi al settore pubblico per 3,5 milioni

Un controllo in mare della vedetta della Finanza

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24/giugno/2020 - h. 14.46

RIMINI - Non solo controllo su terra ma anche nelle acque nazionali e internazionali: le Fiamme Gialle, che in data 23 giugno hanno compiuto 246 anni, sono celebrate a Rimini per il contributo nella lotta all’evasione, per la tutela della spesa pubblica, la lotta contro la criminalità organizzata nel settore economico e per il contributo che il Reparto Operativo Aeronavale riminese ha dato nella sicurezza del mare e delle frontiere, assicurando il controllo delle acque territoriali di tutta la regione. La Guardia di Finanza non si è fermata neppure sotto il Covid: nonostante i festeggiamenti ridotti nel rispetto delle normative di sicurezza, le operazioni concluse in questo turbolento inizio 2020 e legate alla mala gestione di mascherine e dispositivi di protezione anti virus in provincia sono state numerose, in aggiunta a quelle intraprese nei settori tradizionali. 

Partendo dai compiti più classici, a Rimini e Cattolica sono state effettuate 4.300 ispezioni di cui 1.100 indagini delegate e 71 denunce a soggetti accusati di reati fiscali (fatture false, occultamento di conti, omessa dichiarazione di beni): il valore dei beni sequestrati è di 17 milioni di euro. Intensa anche la lotta al gioco d’azzardo illegale ed irregolare: nel 2019 9 apparecchi fuori norma sono stati ritirati nella provincia. In ultimo, 77 datori di lavoro sono sotto osservazione ora per aver impiegato illecitamente 156 lavoratori. 

Passando alle frodi a danno del settore pubblico, queste ammontano a 3.5 milioni di euro mentre a 10.000 quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria. Un ulteriore tentativo di eludere il Fisco ai danni della spesa sociale statale è stato scoperto tempestivamente: si trattava di un uomo che, per ottenere il reddito di cittadinanza, aveva “dimenticato” di precisare di essere proprietario di un albergo del valore complessivo di 800mila euro. 

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata le Fiamme Gialle riportano 16 milioni di beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie sequestrati e 1.5 milioni confiscati , ma in complesso ben 109 milioni proposti all’Autorità Giudiziale per il sequestro. 8 gli arresti nel settore del riciclaggio dei capitali illeciti e quasi 300 i controlli transfrontalieri di valuta, durante i quali 880mila euro di beni e valori sono stati fermati perché illeciti. In questo settore, la Guardia di Finanza è particolarmente attiva nel campo della tutela del Made in Italy: il Corpo agisce per contrastare la contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, le false attestazioni riguardo la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore. In questi ambiti, ben 920mila prodotti industriali non a norma sono stati bloccati e 13 sono stati i soggetti denunciati. 

Particolare attenzione merita l’attività svolta nel settore della sicurezza del mare e delle frontiere sotto responsabilità del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Rimini che si avvale della stazione navale e della sezione aerea di Rimini e della sezione operativa navale di Marina di Ravenna per presidiare le acque territoriali e contrastare fenomeni di contrabbando e immigrazione irregolare sotto le disposizioni dell’agenzia europea Frontex. Nel corso del 2019 sono state effettuate più di 1000 operazioni di controllo, 21 interventi in materia di gestione irregolare dei rifiuti e tutela ambientale per un totale di 8000 mq di discariche abusive chiuse e numerosi controlli circa l’assunzione di personale sul litorale emiliano-romagnolo che hanno portato a 49 segnalazioni di irregolarità. Grazie alle unità cinofile, sono stati realizzati ben 4 arresti in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti a fronte di 40 segnalazioni e più di 250 controlli. Di particolare importanza anche l’attività svolta a contrasto del bracconaggio ittico soprattutto nella laguna ravennate: l’attività, dannosa per i molluschi e l’ambiente ma anche rischiosa per la salute dei consumatori, è particolarmente presente nel territorio locale, prova ne è il fatto che lo scorso anno sono stati sequestrati oltre 1.400 kg di vongole e 11 natanti, con la denuncia di 26 responsabili. Infine, 

Data la duplice natura, terrestre e marittima, del Corpo, durante l’emergenza Coronavirus le azioni delle Fiamme Gialle si sono dispiegate su entrambi i fronti: sono state 1.640 le ispezioni del ROAN e quasi 20 i soggetti denunciati dal Reparto per mancato rispetto delle misure, mentre gli altri comparti riminesi della Guardia di Finanza hanno controllato 6000 persone e 3000 esercizi, chiudendone 5 per mancato rispetto delle norme previste dai decreti ministeriali. Gli illeciti economico-finanziari che destano maggiore preoccupazione sono usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione (anche on line), pratiche commerciali scorrette e pericolose, distorsione dei prezzi, risorse pubbliche indebitamente percepite, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni riguardo gli appalti. Sono state sequestrate 12mila mascherine e 203mila flaconi di spray falsamente indicato come “sanificante” benché privo dei controlli necessari, inoltre un soggetto è stato segnalato all’Autorità Giudiziale per aver rivenduto dei dispositivi di protezione individuale a 4,50 o 5 euro, applicando un rincaro tra il 165 e il 331%. 

Un’operazione di particolare interesse è stata effettuata dalle Fiamme Gialle riminesi in una serigrafia: sebbene il Fisco fosse giunto per controllare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, ciò che ha scoperto è stata un’attività di contraffazione di famosi marchi attraverso semplici “stencil” che ricreavano il logo di noti brand (come Gucci, Dior o Prada) per poi applicarli sulle mascherine e rivenderle come prodotti di lusso. Il titolare della serigrafia e il committente dell’illecita produzione sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Rimini per contraffazione dei marchi, aggravata da modalità imprenditoriali: tutti gli stencil, le stampanti e il computer su cui erano salvate le bozze sono stati sequestrati. 

Infine, sia il corpo terrestre che quello marittimo hanno messo a disposizione i propri militari per operazioni di controllo e pattugliamento degli spazi pubblici al fine di controllare gli spostamenti e le aggregazioni durante l’emergenza sanitaria: 40 le Guardie di Finanza riminesi e 13 militari dal Reparto Operativo Aeronavale sono presenti giornalmente per assicurare la sicurezza dei cittadini in questo difficile momento.

Silvia Panini