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Il Ravenna retrocede in serie D

Fatale la sconfitta ai playout con il Fano. Il club: "Commessi errori, ma questa stagione è stata surreale"

Il Ravenna retrocede in serie D
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01/luglio/2020 - h. 09.19

La beffa per il Ravenna Calcio si è completata: con la sconfitta al Benelli di ieri sera (1-0) che bissa quella di Fano i giallorossi retrocedono in serie D. A nulla è servito l'esonero dell'allenatore Foschi poco prima dell'ultima decisiva partita del 30 giugno: la squadra, che è finita ai playout quando era sedicesisma in campionato a 38 punti, ad un solo punto dal Gubbio che invece si è salvato. La cristalizzazione della classifica quando mancavano 11 giornate alla fine e il Ravenna aveva sei punti in più della quartultima è stata una beffa. Così dopo il Rimini, retrocesso direttamente quando aveva 29 punti, un'altra squadra Romagnola torna in D.

L'ultima volta nella quarta serie era stata tre anni fa. Lo scorso anno il Ravenna aveva fatto un buon campionato ed era arrivata ai playoff. Grandi le speranze anche per quest'anno ma è arrivato il Covid e la contestata decisione di riprendere a giocare a rovinare il cammino del Ravenna. Resta la speranza ripescaggi, non remota nella terza serie ma nemmeno così scontata. 

Molto amare le riflessioni del presidente Brunelli. Il club parla di una "stagione a dir poco surreale" e il numero uno ella società aggiunge:  “La situazione era compromessa da sabato e devo dare credito all’allenatore Claudio Treggia che in poche ore ha saputo dare alla squadra la mentalità giusta per provarci. Stavamo disputando un buon primo tempo ma l’ennesima disattenzione difensiva ha reso l’impresa impossibile. Questa giornata è lo specchio di tutta una stagione nata non nel migliore dei modi”.

I prossimi giorni saranno dedicati a una riflessione approfondita sugli eventi degli ultimi mesi. Aggiunge il club: "È indubbio e anche doveroso ammettere, che sono stati commessi degli errori. Nessuna componente di questa società può esimersi dal riconoscere una specifica responsabilità, per un esito tanto negativo. Ma fare errori, in un mondo competitivo e spesso deregolato come quello del calcio, fa parte della quotidianità. Ne abbiamo commessi anche in passato, la differenza è che in passato ci era stata data la possibilità di rimediarli sul campo. In questa stagione unica e priva di logica, ogni sbaglio è stato pagato con gli interessi. E soprattutto non abbiamo potuto provare sul campo che meritavamo questa categoria. Si deve anche riconoscere che giocarsi otto anni di buon lavoro in appena 180 minuti, è una soluzione che nulla ha a che vedere con il merito sportivo e l’equità. Ma non vuole essere questo un alibi per la nostra gestione, solo una constatazione di fatto. La nostra posizione contraria e critica nei confronti della soluzione playout adottata dalla FIGC rimane tale e sarebbe rimasta tale anche se a retrocedere fossero stati i nostri avversari". Nessuna "tragedia" ma "un incidente di percorso che non vanificherà il patrimonio umano e sportivo accumulato fino ad oggi. A questo proposito nei prossimi giorni verrà convocato il Consiglio di Amministrazione per trarre conclusioni più approfondite riguardo la gestione di questa stagione sciagurata, oltre che per iniziare a disegnare i nuovi obiettivi con l’entusiasmo e la passione che sempre ci hanno contraddistinto. Successivamente saranno convocati gli organi di stampa per rendere i risultati di queste riflessioni".

La reazione del Comune

Il sindaco Michele de Pascale e l’assessore allo Sport Roberto Fagnani esprimono “grande dispiacere per la retrocessione del Ravenna football club, che riporta la squadra tra i dilettanti.

Siamo consapevoli che le aspettative a inizio stagione non fossero queste e non vogliamo trovare un alibi nelle modalità con le quali si è concluso il campionato, perché sappiamo bene che il Fano era nelle nostre stesse condizioni, ma è innegabile che le conseguenze del lockdown abbiano fatto sì che la stagione si sia conclusa in maniera anomala e che se il campionato fosse proseguito regolarmente l’epilogo avrebbe potuto essere diverso.

Naturalmente comprendiamo anche l’amarezza dei tifosi, ma accettare i risultati del campo è comunque la prima regola dello sport.

E quindi dobbiamo archiviare subito la delusione e pensare alla ripartenza, nella consapevolezza che il Ravenna football club è una società sana, in grado di ripartire aprendosi anche a nuovi scenari, come ha dimostrato riportando la squadra tra i professionisti, cosa che, ne siamo certi, riusciremo a fare nuovamente e presto, riconquistando il posto nel quale il Ravenna e la città meritano di stare”.