Rimini

Un'altra baby gang sgominata a Rimini

In quattro aggredivano i coetanei, senza motivo, sferrando schiaffi, pugni, calci, portando via cellulare e soldi

Un'altra baby gang sgominata a Rimini
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19/agosto/2020 - h. 17.12

RIMINI - La Polizia di Stato di Rimini, dopo importanti e delicate indagini, ha sgominato una banda di minori che, forse sentendosi impuniti per la loro giovane età, subito dopo la fine del lockdown, aveva iniziato a porre in essere comportamenti devianti, in particolare nei luoghi di ritrovo di giovanissimi, quale l’invaso del ponte Tiberio, ove si sono verificati diversi gravi episodi. La notizia arriva dopo la denuncia di tre ragazze a Riccione da parte dei carabinieri di Rimini. 

I quattro aggredivano i coetanei, senza motivo, sferrando schiaffi, pugni, calci, portando via anche i loro beni più preziosi, ovvero cellulare e soldi, dimostrando una spiccata indole criminale, con atteggiamenti violenti e prepotenti, per il solo gusto di avere una supremazia territoriale, tanto che le vittime erano arrivate al punto di dover modificare le loro abitudini quotidiane pur di “scappare” da coloro che, per spasso, decidevano di farli oggetto di veri e propri  soprusi.

"L’allarme sociale - si legge nella nota della polizia - destato dal fenomeno delle cosiddette “Baby-gang” stava aumentando nella provincia di Rimini e necessitava di essere arginato, prima che diventasse incontrollabile alimentando rivalse e vendette, qualora gli autori fossero rimasti impuniti".

Proprio per questo, grazie alle indagini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, che ha saputo raccogliere ogni minimo indizio e prove al riguardo, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, ha emesso nei confronti dei quattro minori in questione il provvedimento della custodia domiciliare, poiché ritenuti gravemente indiziati dei delitti di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e violenza privata. 

I delitti in questione sono stati commessi all’inizio del mese di luglio 2020, nei confronti di coetanei ed in particolar modo nei confronti di un giovane ragazzo al quale avevano asportato con violenza e minacce dopo averlo selvaggiamente malmenato con calci, pugni e schiaffi e colpito con forza con un casco da motociclista, il proprio telefono cellulare, un pacchetto di sigarette e denaro.

L’atteggiamento criminale posto in essere della gang, oltre ad appropriarsi di beni e denaro dei propri coetanei, era volta a dimostrare la loro supremazia tanto che uno di essi aveva costretto la vittima ad inginocchiarsi e chiamarlo “re del mondo”.