Ravenna

Caserma dei carabinieri di Marina di Ravenna: "Pronta nel 2022, ecco come sarà"

Sorgerà in un'area comunale e costerà 1,2 milioni di euro. Accordo con Ravenna Holding. LpRa: "Vittoria dell'opposizione"

Caserma dei carabinieri di Marina di Ravenna: "Pronta nel 2022, ecco come sarà"
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09/ottobre/2020 - h. 17.53

Si comincia a concretizzare con l'accordo formale tra il Comune e Ravenna Holding la prospettiva di una nuova caserma a Marina di Ravenna, tema che da diversi anni è sul tavolo dell'amministrazione comunale. Si torna all'ipotesi di dieci anni fa: la caserma verrà costruita in un'area di proprietà comunale tra via Trieste e via Marmarica, come voleva fare Fabrizio Matteucci. L'ex sindaco nel 2010 arrivò al passaggio formale di cessione del terreno allo Stato che avrebbe dovuto costruire la nuova caserma. Non avvenne mai e anche la cessione non andò in porto, così lo stesso Matteucci passò al piano B: la caserma nel centro civico di Marina di Ravenna, ipotizzata nel 2016. Ora il suo successore, Michele De Pascale, grazie ad un accordo con la holding ha trovato la quadra. Sarà l'amministrazione (proprio tramite Ravenna Holding) a costruire la caserma per un costo stimato da 1,2 milioni di euro. Si rientrerà poi dall'investimento grazie al canone di usufrutto incassato dallo stato. 

Si tratta del primo passo verso la realizzazione di una nuova collocazione della caserma a Marina, auspicata dalla Prefettura e dalla stessa Arma dei carabinieri, a servizio della località di più rilevante frequentazione turistica specie da parte dei giovani durante l’estate. “La collaborazione istituzionale avviata – afferma il sindaco Michele de Pascale - è finalizzata alla realizzazione di un obiettivo di interesse primario dell’amministrazione comunale e della comunità locale. Questa modalità di intervento valorizza al massimo la capacità finanziaria e operativa di Ravenna holding e consente di attivare con tempistiche altrimenti impossibili un intervento ritenuto prioritario”.

Per la costruzione della caserma è già stato predisposto dal Comune nel novembre 2019 un progetto di fattibilità tecnico-economica su cui la stessa Arma dei carabinieri ha espresso parere favorevole. Il terreno oggetto dell’accordo si trova in posizione strategica poichè equidistante tra il porto e il centro della località; essendo inoltre a ridosso di via Trieste, strada che collega Marina a Ravenna, è facilmente accessibile e consente di raggiungere ogni zona del litorale in breve tempo. Secondo il preliminare il nuovo edificio sarà realizzato su due piani con pianta rettangolare; sul fronte stradale sarà realizzato un parcheggio ad uso pubblico; l’area esterna sarà recintata e divisa in una zona operativa a servizio della caserma e in un’area privata a servizio degli alloggi  con ingresso indipendente; la superficie coperta dall’edificio sarà di 590 metri quadrati.

Lista per Ravenna, con Alvaro Ancisi, non manca di sottolineare come la soluzione adottata sia una sostanziale vittoria dell'opposizione. "Non si può commentare diversamente l’atto di resa che la giunta De Pascale sottoporrà il 20 ottobre prossimo all’approvazione del consiglio comunale, con cui in pratica prenderà il via la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri a Marina di Ravenna, su un terreno di proprietà comunale posto all’incrocio tra la statale 67 di via Trieste e via Marmarica, nella periferia ovest del paese. In sostanza, l’edificio, a cui sarà annesso un parcheggio pubblico, sarà costruito da Ravenna Holding, cassaforte anche immobiliare del Comune, per una spesa indicativa di 1,2 milioni, Verrà poi affittato all’Arma per recuperarne nel tempo il costo. Non era questa la soluzione programmata da De Pascale al problema cronico di dare a Marina di Ravenna una degna stazione dei Carabinieri, essendo quella di via Tito Speri, palesemente superata e inadeguata, sotto sfratto esecutivo già dal 2009". Ancisi ricorda che il sindaco nel 2017 aveva sposato il progetto della caserma al centro civico da realizzare entro il 2018. L'opposizione, con LpRa, Lega eFI, sottoscrissero " su mia proposta, un esposto, trasmesso l’11 ottobre 2017, insieme ad un dossier documentale di 21 pagine, all’allora ministro dell’Interno Salvini, che chiedeva di riesaminare a fondo questo scelta. Di qui il blocco del progetto, che ha prodotto il cambio di marcia di De Pascale a favore di una delle due nostre ipotesi alternative contenute nell’esposto".

È stato così scongiurato l’abbattimento della metà del pur nuovo centro civico per metterci dentro una caserma.  Definimmo sciagurata questa scelta così: “L’immobile, contrariamente all’indirizzo logico di insediare nuove caserme della forza pubblica in spazi tangenziali ai centri abitati, di facile accesso e di scorrevole collegamento con l’esterno, si trova nella zona dell’ex piazza storica di Marina di Ravenna, in pieno centro cittadino, a ridosso di abitazioni, esercizi pubblici e commerciali, incastrato in un fabbricato condominiale con prevalenza di altre attività pubbliche e sociali, raggiungibile tramite una tortuosa e ristretta viabilità di accesso ed uscita. La Caserma, insediamento di per se stesso sensibile ad obiettivi di aggressione o terrorismo, rappresenterebbe, se così mal collocata, un rischio di coinvolgimento per l’intero circondario edilizio in cui verrebbe incuneata”. Peccato che si siano persi oltre dieci anni. Ma tutte queste disgrazie vengono ora evitate con la nuova collocazione, che, pur connessa strettamente al centro abitato, è situata sulla strada statale che connette Marina di Ravenna con ogni altra direzione, ben distinta da altri insediamenti urbani. Non ci aspettiamo ringraziamenti o riconoscimenti, bastandoci aver fatto il nostro dovere di opposizione seria, quando necessario dura, ma costruttiva. Confidiamo che i fatti non siano misconosciuti.

 

MEZZO CENTRO CIVICO DESTINATO ORA

A SPETTACOLI ED ARTI

 

Conseguenza immediata della suddetta retromarcia è che dal 1° ottobre scorso la Giunta comunale ha dato in concessione per tre anni all’Associazione Circolo degli Attori e delle Arti di Ravenna sette locali e la sala auditorium del Centro civico, perché tutto sia “prioritariamente destinato ad attività teatrali, cinematografiche e di scrittura a favore della comunità locale”. Peccato che ciò significhi non farvi più la Casa della Salute che i cittadini invocano da anni e su cui è in corso la raccolta firme di una loro petizione, sostenuta da Lista per Ravenna. Ma questa è un’altra storia.