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Un Fioravanti tra la merce del mercatino

Incredibile scoperta dello storico Diego Angeloni tra i robivecchi di via Romagna a Cesena. In vendita i bozzetti del complesso statuario dell'”Annunciazione”

I due bozzetti dei volti del Complesso dell'Annunciazione

Foto Piero Pasini

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12/marzo/2012 - h. 11.50

CESENA – Due splendidi disegni di Ilario Fioravanti, architetto e scultore cesenate recentemente scomparso, fanno bella mostra di sé con tanto di cartellino del prezzo, al “Mercatino compra e vendita usato” di via Romagna a Cesena. Quasi non credeva ai propri occhi Diego Angeloni, esperto di cultura locale e occasionale visitatore del mercatino, nel vedere questi schizzi considerando che lui stesso fu testimone di quando, nel lontano 1984, il maestro vergò i due disegni utilizzando il carboncino su comune carta da pacchi.

“Sono rimasto stupido nel vedere quei due disegni – ha commentato Diego Angeloni – infatti questi si riferiscono a degli studi fatti dal maestro Fioravanti per il complesso statuario dell'Annunciazione che attualmente trova collocazione nella chiesa del convento delle suore Benedettine in via Celincordia a Cesena”. I due disegni recano in calce la firma “Fioravanti” e la data di composizione 5/8/84. “In quei lontani giorni – continua Diego Angeloni – fui testimone nello studio del maestro Fioravanti alla compilazione dei bozzetti per la composizione del complesso statuario dell'Annunciazione che gli era stato commissionato dai canonici della cattedrale di Cesena. In quei momenti era tutto preso nello studiare il volto da dare alle due statue da qui gli schizzi infatti Ilario Fioravanti era solito pensare e disegnare con carboncino su comune carta da pacchi. La sua mano diventava il braccio operativo del pensiero e rendeva visibili le intenzioni finali della mente dell'artista . Anche in quest'opera religiosa Ilario Fioravanti manifestò la sua originalità, le statue dei protagonisti dell'Annunciazione le immaginava rappresentate al di fuori dei clichè comuni artistici che siamo abituati a vedere, infatti raffigurò la Madonna già con un leggero accenno visibile di maternità e l'Arcangelo Gabriele come un giovane di quegli anni e senza ali. Questa originalità comportò forse un percorso travagliato al complesso statuario che ebbe varie vicissitudini fino alle sua attuale collocazione”. “Ritengo – aggiunge Angeloni – che moltissimi furono gli schizzi composti dal maestro in quell'occasione ed in altre, questi due disegni qualcuno li conservò e dopo averli opportunamente tagliati li ha collocati nelle due cornici che possiamo vedere. Mi piacerebbe sapere che percorso hanno fatto questi due lavori grafici dallo studio di Fioravanti fino al banco del Mercatino dell'usato, ma forse non ha importanza; quello che conta è che questi schizzi vergati dalla mano di un grande artista siano ancora presenti e visibili”.

Il complesso statuario dell'”Annunciazione”
trova oggi collocazione presso la chiesa delle suore Benedettine invia Celincordia a Cesena, ma ebbe per lungo tempo una sistemazione travagliata. “L'opera, commissionata dal canonico della cattedrale di Cesena Monsignor Tonti – dice Diego Angeloni – costò all'incirca 14 milioni di lire, poco per un complesso abbastanza grande, ma Ilario Fioravanti si accontentò solo delle spese vive. Inizialmente le statue dovevano essere collocate in cattedrale presso l'altare maggiore, in realtà furono posizionate a destra e a sinistra del grande crocefisso. Il tutto perchè i canonici della cattedrale non riuscivano a mettersi d'accordo su dove collocare l'opera. Il complesso fu poi portato nella chiesa del nuovo convento delle suore Benedettine ma fu osteggiato, sicuramente per la sua modernità, dalla Madre Superiora che praticamente gettò l'opera fuori della chiesa collocandola nel giardino. Passato qualche anno di parcheggio in luoghi secondari e dopo che vennero fuse due ali all'Arcangelo Gabriele in modo da renderlo più consono alla tradizione e, soprattutto, dopo l'avvento di una nuova Madre Superiora il complesso scultoreo trovò finalmente stabile dimora, senza rischi di cacciata, nella chiesa delle suore Benedettine”.

Piero Pasini