Ravenna

Class action contro la Rai, giovedì l'udienza

I difetti di ricezione del digitale terrestre al centro del ricorso di 171 ravennati al Tar: si chiede la restituzione del canon 2010

Class action contro la Rai, giovedì l'udienza
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15/luglio/2013 - h. 16.54

RAVENNA - E' fissata per il 18 luglio al Tar l'udienza della Class Action promossa dall'avvocato Andrea Maestri che, l'autunno scorso, raccolse 170 sostenitori. Motivo del contendere al Tar del Lazio il ripristino del segnale Rai, che mal si riceve in alcune zone di Ravenna dopo il passaggio al digitale terrestre. “Si sono costituite in giudizio - spiega Maestri - sia la Rai che la società controllata, proprietaria e gestore delle reti e delle infrastrutture, Rai Way, rappresentate e difese da due dei massimi studi legali nazionali". Tra i legali si trova il professor Giuseppe De Vergottini, professore emerito di diritto costituzionale, uno dei 30 saggi nominati da Letta per le Riforme. ‘Insomma, è come Davide contro Golia. Siamo piccoli, ma siamo tanti e speriamo di riuscire ad abbattere, metaforicamente, il gigante", aggiunge Maestri.

Rai e Rai Way si sono costituite in giudizio
con separatti atti: per la precisione, Rai Way, che non è la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ma la società strumentale che gestisce le reti, controllata dalla Rai al 99%, si è costituita ‘ad opponendum' pur non essendo stata noi citata in giudizio. “Entrambe le società si difendono sul piano tecnico - aggiunge l'avvocato ravennate -, ricorrendo a non pochi cavilli meramente formalistici come quello di affermare che la "diffusione" è garantita secondo gli standard previsti dal contratto di servizio col Ministero e solo di "diffusione" parla il contratto e non di effettiva "ricezione": quest'ultima spetta ai singoli cittadini, i quali, continuano a dire da Roma, non hanno posizionato bene le antenne".

Ci sarebbe però, aggiunge Maestri, una contraddizione
quando si afferma che “sono stati aperti canali ulteriori per una pù¹ efficace radiodiffusione. Rai pretenderebbe anche che fosse coinvolto nel giudizio il Ministero, in quanto è esso che dà la concessione. Chiusura totale sulla restituzione del canone dallo swich off (passaggio al digitale) del 2010 ad oggi: è un'imposta dovuta per il semplice possesso dell'apparecchio e non un corrispettivo per un servizio. Sarà una bella e dura battaglia, ma non ci arrendiamo e arriveremo fino in fondo."