Ravenna

Don Desio trasferito nel carcere di Forlì

Intanto il parroco ha sostanzialmente ammesso quanto attribuito nell'ordinanza emessa dal Gip Rossella Materia, precisando però che non ci sono altre cose

Don Desio trasferito nel carcere di Forlì
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10/aprile/2014 - h. 20.30

RAVENNA - E' stato trasferito in prima mattinata da quello di Ravenna al carcere di Forlì don Giovanni Desio, il sacerdote arrestato dalla polizia sabato mattina nella canonica di Casalborsetti, sul litorale ravennate, nell'ambito di un'indagine anti-pedofilia. Il don - 52 anni, originario di Milano e da 13 anni nella parrocchia della fazione rivierasca - è accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona per avere usato l'identità di un ragazzino su un social network al fine di scrivere un messaggio di autosostegno e di attacco alla stampa locale in seguito all'incidente che nel febbraio scorso lo aveva visto finire in un canale con il suo suv nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi quattro volte il limite consentito. 

Il suo legale - l'avv. Battista Cavassi - non ha per ora formulato alcuna istanza di domiciliari, riservandosi di farlo tra qualche settimana solo dopo avere vagliato bene sia tutto il materiale messo a disposizione dalla magistratura che le possibili strutture ricettive. Tra le ipotesi, anche quella dell'inserimento in un programma adeguato. Da parte sua il parroco, che nelle ultime ore a chi lo ha incontrato è apparso più reattivo sebbene ancora molto provato, ha sostanzialmente ammesso quanto attribuito nell'ordinanza emessa dal Gip Rossella Materia, precisando però che non ci sono altre cose. 

Le carte gli attribuiscono sinora sesso esplicito con un ragazzino e l'adescamento di un secondo giovane. Le frasi intercettate sono chiare, senza nessun passaggio criptico. Tanto che a un certo punto il don scrive a uno dei giovani: “Il (...) ti è piaciuto?”, alludendo a una precisa prestazione sessuale. Il ragazzo ribatte che non ne vuole parlare. Ma in un altro messaggio il suo turbamento emerge in maniera netta: “Sei il mio parroco: non lo trovi strano che un parroco faccia (...) a un ragazzo”. L'apposita sezione della squadra Mobile coordinata dal Pm Isabella Cavallari sta compiendo accertamenti pure su altri due o tre ragazzi della stessa fascia d'età, 14-15 anni. Tanto che le verifiche, oltre che su quelle di Ravenna e Bergamo, si sono già allargate ad altre province italiane.