Ravenna

Autocostruttori: ufficiale l'accordo da 780mila euro

il Comune mette nero su bianco l'accordo con Banca Etica. Alle casse di Palazzo Merlato il pasticcio di Filetto costerà una bella cifra

Autocostruttori: ufficiale l'accordo da 780mila euro
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06/maggio/2014 - h. 17.53

RAVENNA - Ora è ufficiale: la vicenda degli autocostruttori di Filetto è stato un pasticcio che al Comune è costato 800mila euro. Sono quelli che Palazzo Merlato verserà a Banca Etica, l’istituto di Credito finanziatore del cantiere edile della coop Mani Unite, che racchiude gli autocostruttori. Per la precisione la cifra che Palazzo Merlato verserà in due tranche (la prima di 200mila euro subito, la seconda entro il 31 marzo 2015) è pari a 779.422 euro. 

Vale la pena riavvolgere il nastro per capire come si è arrivati a questa transazione messa nero su bianco, dopo non poche polemiche in Consiglio, nei giorni scorsi dalla giunta comunale. Il cantiere di Filetto si è arenato con il fallimento di Alisei, la società promotrice delle autocostruzioni ravennati, e tutti sono rimasti con un pugno di mosche in mano. Banca Etica aveva finanziato con una linea di credito da 1,245 milioni la Coop Mani Unite, in cui erano riuniti gli autocostruttori. Soldi che non sono più rientrati, dato lo stallo del cantiere. Nello scomodo ruolo di arbitro invece c’era il Comune. Arbitro e non solo, se è vero che nella convenzione stipulata a suo tempo (si era nel 2006) è scritto che l’amministrazione sarebbe dovuta “subentrare nei rapporti obbligatori derivanti da mutui contratti dal concessionario o suoi aventi causa”.

Questo il punto per il quale Banca Etica si era rivolta al Tar sostentendo in buona sintesi che il mutuo, data l’insolvenza di Mani Unite, sarebbe dovuto essere estinto dal Comune. Interpretazione contestata dagli avvocati di Palazzo Merlato. Per capire quanto la causa fosse scivolosa basti pensare che verteva attorno all’interpetazione letterale delle parole “mutui ipotecari” e che - si legge nell’atto della transazione - “sulla problematica giuridica non risultano editi precedenti giurisprudenziali”.  Comune e banca hanno scelto quindi la via dell’accordo extragiudiziale. Strada che dovrebbe tutelare anche gli autocostruttori perché Banca Etica non potrà “pretendere ulteriori somme di denaro nei confronti di Mani Unite”. Insomma, con i 779mila euro che usciranno dalle casse comunali la vicenda del mutuo sarà chiusa. 

Secondo Palazzo Merlato l’importo è congruo “in quanto è stato calcolato in base a quanto stabilito dai criteri contenuti nella convenzione/contratto; il corrispettivo viene calcolato in base alla stima dei lavori realizzati a cui si applicano le penali e le detrazioni previste da suddetta convenzione/contratto”. La stima lavori elaborata da “è di 695.834,58 euro cui vanno applicate le penali e le detrazioni previste e a cui viene aggiunta l’imposta dovuta per legge”. L’importo “è lo stesso previsto dalla convenzione in caso di decadenza del diritto di superficie, quindi non c’è per l’Amministrazione comunale ulteriore esborso rispetto a quanto contrattualmente dovuto, per rientrare nella piena proprietà e disponibilità degli alloggi costruiti”.

Insomma, il Comune si riprende pienamente gli alloggi di Filetto ma i due motivi che hanno fatto pendere la bilancia verso la concessione sono di pura opportunità: in caso di sconfitta al Tar il Comune avrebbe speso molto di più. Ma anche se ci fosse stata una vittoria, rimaneva in piedi il pignoramento verso terzi (il Comune stesso) che la banca nel dicembre scorso aveva chiesto e ottenuto dal tribunale civile nel suo contenzioso contro la coop degli autocostruttori. Un pignoramento da 1,3 milioni di euro. Palazzo Merlato se la caverà con poco più della metà. Il resto è materia da dibattito politico.

Alessandro Montanari