Calcio

“Farò causa a Figc e Lega Pro”

Parla l'ex patron del Ravenna Gianni Fabbri: dieci anni fa acquistò la società: "Pentito di quella scelta, col pallone ho chiuso per sempre”

“Farò causa a Figc e Lega Pro”
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22/giugno/2014 - h. 17.30

Gianni Fabbri, come sta?
Bene. Sono impegnatissimo a seguire la mia azienda.

Avrà sicuramente visto l’impresa del Cesena..

Sì. Faccio i miei complimenti più sinceri a Lugaresi. A Cesena hanno davvero ottenuto un’impresa da ricordare. Non era facile ritornare in A dopo due stagioni, in situazioni, come mi è capitato di leggere, difficili.

E a Ravenna, invece, tutto è immobile....

In Eccellenza Non ho elementi per giudicare. Da quando non ho più la proprietà della società, ho smesso di seguire il calcio. Non vado più allo stadio. Certo, da tifoso e appassionato del Ravenna mi dispiace questa situazione, ma non posso esprimere opinioni solo su cose che mi arrivano all’orecchio per sentito dire.

A proposito quasi dieci anni fa acquistava il Ravenna.....

Sì l’acquisto fu ratificato il 4 luglio 2004, ma in questi giorni di dieci anni fa ricordo frenetici contatti e incontri con Ferlaino. Fu una trattativa difficile, perchè il Ravenna stava per essere messo in liquidazione.

A posteriori, vista la situazione venutasi a creare, è pentito di aver fatto allora quel passo?

Gli avvenimenti successi negli ultimi anni mi hanno fatto pentire di essermi voluto impegnare nel Ravenna calcio, però non rinnego quella scelta. La feci perchè, come tanti altri ravennati, ero appassionato e perché come tifoso non potevo accettare supinamente la scomparsa del Ravenna Calcio. L’ho portata avanti a costo di grandi sacrifici non solo economici, raggiungendo ritengo, anche risultati importanti, pur non essendo il nostro lavoro primario, grazie allo straordinario lavoro di persone che si sono impegnate per puro spirito volontaristico. In primis ricordo con grande stima ed affetto Rodolfo Nanni. E’ stata comunque una bella esperienza sportiva, che ha avuto momenti di grande passionalità ed entusiasmo, ci ha dato soddisfazioni e gratificazioni, ma anche tante delusioni e amarezze.

Immagino si riferisca allo scandalo del calcio scommesse e alle vicende del fallimento...

Sì, soprattutto a quelle. Brillantemente superate, viste le sentenze della Giustizia Sportiva.... Sono passato per qualcuno come colui che ha sfasciato il Ravenna, prima inguaiandolo con le scommesse e poi facendolo fallire. Voglio ricordare che sono stato completamente prosciolto dal Tnas, cioè dal massimo organo di giustizia suprema del Coni, formato da un consiglio di massimi professionisti, tutti eccellentissimi giuristi (Prof. Frosini, Prof. Bottari e Prof. Zaccheo), nessuno facente parte del mondo sportivo, da tutte le accuse a mio carico: quella del calcio scommesse si è rivelata, nel caso nostro, un’emerita bufala o, come ebbe a dire all’epoca Vidmer Mercatali, una bolla di sapone; poi mi sembra elementare che per gestire risultati combinati ci debba essere il coinvolgimento di giocatori, e non mi risulta che nel nostro caso questo sia mai emerso. Mentre, per quanto riguarda il fallimento emerge chiaramente dalle carte che, quando ho venduto ad Aletti il 15 giugno 2011, la situazione del club non era di dissesto, come è stato detto e mi è stato contestato. E voglio anche ricordare che la mia posizione è stata archiviata, perchè non coinvolto nei fatti, in relazione all’accusa di truffa assicurativa, altra bufala clamorosa. E sa che le dico?

Cosa?

Che da circa 3 anni sono il bersaglio di tante cattiverie gratuite visto che i fatti sono sempre stati a mio favore. Inoltre, resto della convinzione che noi siamo retrocessi dalla B nel 2008 non solo per demeriti nostri. Molte partite di quel campionato sono risultate ufficialmente falsate ed altre, ancora oggi, mi suonano strane e poco chiare. Sto ancora aspettando gli esiti di quel chiacchierato Ravenna- Lecce 1-3. Ci fu una concentrazione anomala di scommesse su quel risultato: Postiglione, l’allora presidente del Potenza, fu arrestato; l’arbitro Banti, sul 3-0 per il Lecce, ci diede un rigore estremamente generoso a una ventina di minuti dalla fine della gara. Non si è più saputo nulla: molto strano.

Il fronte sportivo, adesso, è del tutto chiuso, giusto?

Non del tutto. Sto seriamente valutando l’ipotesi di fare causa alla Figc e alla Lega Pro. La Figc mi deve spiegare perchè, quando ho venduto il Ravenna ad Aletti, eravamo in C e con un patrimonio giocatori e di settore giovanile importante (solo per Piovaccari avevo chiuso un accordo con la Samp per oltre 2.000.000) per la parte di nostra proprietà e invece, al 30 settembre, quando, sulla base degli accordi fatti, avrei potuto riprendere il Ravenna in caso di inosservanza del contratto da parte di Aletti, come avvenuto, eravamo in D, con tutti i giocatori svincolati. E la Lega Pro mi deve spiegare perchè, dopo aver escusso la nostra fidejussione a garanzia del saldo delle ultime due mensilità della stagione 2010/11, ha tardato tantissimo a pagare quelle spettanze costringendo poi i giocatori e i tesserati ad avviare le procedure di istanza di fallimento.

E’, invece, apertissimo il fronte della giustizia ordinaria....

Sì, non ho capito come mai su qualche organo di stampa è rimbalzata la notizia, peraltro non attuale come tutti hanno inteso, della richiesta di un coinvolgimento della vecchia dirigenza nel fallimento del Ravenna Calcio con l’ottenimento - ottenuto un anno fa inaudita altera parte (che vuol dire che non siamo stati ascoltati) - di un sequestro basato sulle dichiarazioni del Legale di parte avversa che mi definiva coinvolto in una truffa assicurativa e nel calcio scommesse anche se si sapeva che da quelle accuse ero stato da tempo prosciolto. Comunque i miei avvocati, Roberto Pinza e Rita Rolli, stanno aspettando che venga avviata la causa nel merito, dopo che il 12 luglio 2013 il Tribunale delle Imprese di Bologna ha decretato tale sequestro conservativo di beni mobili, immobili, somme di denaro e crediti per un valore di 3.000.000 di euro, a fronte di 1.500.000 di passivo, come ho letto. Il sequestro è stato recentemente confermato anche se nel frattempo ero stato prosciolto dal TNAS, ma io sono convinto di dimostrare anche in questa sede di non avere alcuna responsabilità sul fallimento del Ravenna. Oltretutto, nel dispositivo che ha portato al sequestro dei beni, non capisco a quale titolo mi vengono contestati alcuni addebiti.

Per esempio?

Mi contestano di aver effettuato a favore della famiglia di Brian Filipi una donazione di 90.000 euro, soldi peraltro provenienti dalla causa risarcitoria, un danno di 879.000 euro per la vicenda del calcio-scommesse, quando sono stato prosciolto, un danno di oltre 1.600.000 per l’esclusione dai campionati professionistici quando la mancata iscrizione non è dipesa più dalla proprietà da me rappresentata. Io voglio ricordare che la nostra dirigenza aveva lasciato nelle casse del Ravenna circa 1.500.000 euro di crediti in Lega, un credito da riscuotere di 200.000 euro per lavori di manutenzione fatti al Benelli, un importante patrimonio legato alle cessioni di alcuni giocatori (vedi Piovaccari, Scappini ecc.), un ottimo settore giovanile creato dalla passione degli ex Giallorossi (da Ciani, Giorgio Bartolini, dal Prof. Biondi, da Visani, Tacchi, e tanti altri per finire con il grande amico Giorgio Gennari, purtroppo appena scomparso che ricorderò sempre con tanto affetto per la sua grande passione e bontà d’animo e da tutti i tecnici Lancellotti, Minguzzi, Ottaviani ecc. che hanno preso parte ad un progetto che sembrava utopistico ed invece ha portato grandi risultati). E poi ancora il valore dei posti barca e di alcune sponsorizzazioni che erano in essere. Mi piacerebbe che fosse fatta giustizia anche qui. Per me, per la mia famiglia, per la mia reputazione, per coloro che mi stimano e che mi onorano della loro amicizia ed infine per la nostra azienda. Non per il mondo del calcio e per i sentimenti negativi che lo circondano. Non tornerò più a farne parte.

Massimo Montanari