Ravenna

La Regione vuole la ztl in tutto il centro storico

Dai tecnici della Provincia forti critiche al Piano aria. Il saldo zero delle emissioni rischia di bloccare gli investimenti delle aziende

La Regione vuole la ztl in tutto il centro storico
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12/novembre/2014 - h. 13.05

<+cap4r>L<+no_rientro>a qualità dell’aria ha un prezzo che, al momento, gli enti locali non possono permettersi. Si potrebbero riassumere così le critiche che la Provincia riserva alla Regione sul “Piano Aria Integrato”. Un documento lastricato di buone intenzioni ma che non tiene conto della scarsità di risorse e del momento politico attuale. 
Un caso su tutti? Quello dei trasporti pubblici. La Regione chiede un incremento dell’offerta ma le azioni “sembrano incentrate più sull’efficientamento che sull’aumento del servizio”. In sostanza significa che gli enti non devono migliorare l’offerta aggiungendo linee ma facendo funzionare meglio quelle che già ci sono. Può essere una strada ma, osserva la Provincia, “dovrebbero essere curati molti aspetti tra cui l’aumento consistente delle corse in ore serali/notturne, l’affidabilità del servizio, il sistema di tariffazione”. Poi la bacchettata: “La richiesta ai cittadini di un cambiamento di stile di vita senza un significativo e visibile sforzo in termini di offerta di trasporto, risulta si scarsa efficacia”. 
Tra le critiche anche quella di lasciare pochi margini di manovra agli enti locali come quando si chiede l’estensione delle Ztl “al 100% dei centri storici e il 20% delle aree pedonali”. La Provincia chiede di ripensarci, magari lasciando invariati i numeri delle estensioni ma dando ai singoli municipi margine di scelte sulle aree in cui attuarle. Di certo un provvedimento del genere a Ravenna non sarebbe facile da far digerire ai commercianti.
“Del tutto inattuabile”, a queste condizioni economiche, anche il rinnovo del parco auto delle pubbliche amministrazioni. Rischia di essere un boomerang burocratico il “Saldo Zero”, cioè l’impegno a non aumentare le immissioni: “Rischia di bloccare tutte le nuove iniziative sul territorio e di aumentare i livelli di contenzioso”. Difficile pure l’aumento delle aree verdi (più 20% per abitante al 2020) presenti nel piano regionale: “Comporterebbe un onere significativo” sia per il pubblico, che dovrebbe gestire il verde, sia per gli attuatori privati. <+nero>Am
RAVENNA - La qualità dell’aria ha un prezzo che, al momento, gli enti locali non possono permettersi. Si potrebbero riassumere così le critiche che la Provincia riserva alla Regione sul “Piano Aria Integrato”. Un documento lastricato di buone intenzioni ma che non tiene conto della scarsità di risorse e del momento politico attuale. Un caso su tutti? Quello dei trasporti pubblici. La Regione chiede un incremento dell’offerta ma le azioni “sembrano incentrate più sull’efficientamento che sull’aumento del servizio”. In sostanza significa che gli enti non devono migliorare l’offerta aggiungendo linee ma facendo funzionare meglio quelle che già ci sono. Può essere una strada ma, osserva la Provincia, “dovrebbero essere curati molti aspetti tra cui l’aumento consistente delle corse in ore serali/notturne, l’affidabilità del servizio, il sistema di tariffazione”. 

Poi la bacchettata: “La richiesta ai cittadini di un cambiamento di stile di vita senza un significativo e visibile sforzo in termini di offerta di trasporto, risulta si scarsa efficacia”. Tra le critiche anche quella di lasciare pochi margini di manovra agli enti locali come quando si chiede l’estensione delle Ztl “al 100% dei centri storici e il 20% delle aree pedonali”. La Provincia chiede di ripensarci, magari lasciando invariati i numeri delle estensioni ma dando ai singoli municipi margine di scelte sulle aree in cui attuarle. Di certo un provvedimento del genere a Ravenna non sarebbe facile da far digerire ai commercianti.“Del tutto inattuabile”, a queste condizioni economiche, anche il rinnovo del parco auto delle pubbliche amministrazioni. Rischia di essere un boomerang burocratico il “Saldo Zero”, cioè l’impegno a non aumentare le immissioni: “Rischia di bloccare tutte le nuove iniziative sul territorio e di aumentare i livelli di contenzioso”. Difficile pure l’aumento delle aree verdi (più 20% per abitante al 2020) presenti nel piano regionale: “Comporterebbe un onere significativo” sia per il pubblico, che dovrebbe gestire il verde, sia per gli attuatori privati.