Casalborsetti

Dopo 200 giorni don Desio esce dal carcere

L’ex parroco arrestato per adescamento e atti sessuali con ragazzini ai domiciliari in una clinica per sacerdoti

Dopo 200 giorni don Desio esce dal carcere
| Altro
N. Commenti 0

20/novembre/2014 - h. 08.35

RAVENNA - Dopo 200 giorni don Giovanni Desio, il 52enne ex parroco di Casalborsetti arrestato il 5 aprile scorso per atti sessuali con minorenni e adescamento, esce dal carcere. Dopo che il gip, per due volte, aveva negato la scarcerazione, l’avvocato del sacerdote, Battista Cavassi, aveva infatti presentato una nuova istanza al Tribunale della Libertà di Bologna per chiedere il trasferimento del don dal carcere di Forlì ai domiciliari in un’idonea clinica sulle colline umbre, al fine di seguire un adeguato percorso di recupero. Una via, quella seguita dal legale, che era già stata vanemente tentata in passato, quando tuttavia il sacerdote non aveva ancora ammesso le proprie colpe, cosa avvenuta solo a metà ottobre nell’interrogatorio col pm Isabella Cavallari richiesto dallo stesso Desio. L’udienza d’appello davanti al Tribunale emiliano si è svolta martedì e, questa volta, ha visto anche la presenza dello stesso sacerdote che, visibilmente provato, ha consegnato ai giudici una lettera scritta di suo pugno la notte precedente. “Spero abbiate la bontà di leggerla prima di prendere qualsivoglia decisione” - si è limitato a dire Desio alla corte consegnano la missiva nella quale ammette sostanzialmente i fatti che gli vengono contestati manifestando il proprio pentimento.

Dopo 24 ore, nel pomeriggio di ieri, i giudici del Riesame
hanno sciolto le riserve accogliendo l’istanza di appello e concedendo all’ex parroco di Casal Borsetti i domiciliari nella struttura di fiducia della CEI situata a Città di Castello, una clinica ricavata all’interno di un ex seminario di proprietà della Congregazione umbra dei figli dell’amore misericordioso. Nel provvedimento, i giudici del Riesame danno valutazione positiva del percorso di pentimento intrapreso dal sacerdote e concedono la scarcerazione non ravvisando più il pericolo di reiterazione del reato. All’interno della clinica, che ospita altri sacerdoti in difficoltà, Desio verrà seguito da una equipe di aiuto psicologico vivendo comunque in isolamento non potendo uscire dalla struttura e avendo facoltà di comunicare solamente con i medici e con il proprio legale. Il sacerdote 52enne, che ovviamente sperava nel buon esito dell’appello, avrebbe accolto con sorpresa la decisione dei giudici limitandosi a commentare il trasferimento nella clinica umbra come ‘una nuova tappa nel cammino di pentimento intrapreso’. Nel frattempo, la magistratura ravennate ha notificato al sacerdote il 415 bis, provvedimento di chiusura delle indagini che solitamente precede il rinvio a giudizio. Ora la difesa avrà 20 giorni di tempo per presentare nuove istanze. Non è escluso che dopo quella depositata al Riesame - nella quale si stabiliva la necessità che il don proseguisse la detenzione in una struttura per sacerdoti in difficoltà - ora il legale non richieda un’altra perizia in vista dell’udienza preliminare.