Cervia

Danno erariale: condannato l'ex sindaco e quattro assessori

Nel mirino della Corte dei conti l'assunzione di un direttore generale senza laurea

Danno erariale: condannato l'ex sindaco e quattro assessori
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21/gennaio/2015 - h. 09.48

CERVIA - Per ricoprire la carica di direttore generale occorreva la laurea. Ma la giunta di Cervia si era accontentata di un diploma da geometra. E’ questa in buona sostanza la ragione per la quale la Corte dei Conti regionale ha condannato l’ex sindaco della città rivierasca, Roberto Zoffoli, a risarcire un danno erariale stimato in 50mila euro. Altri 30mila li dovrà sborsare Loretta Bernabucci, l’allora dirigente del settore Affari Generali e supplente del segretario generale in quel momento in ferie. Gli ultimi 20mila di un danno erariale totale calcolato in 100mila euro sono stati suddivisi tra gli assessori Mariano Dellachiesa, Alberto Donati, Fabiola Gardelli e Marco Zatti.

La vicenda si era innescata con la delibera del primo agosto 2009. In quella la giunta comunale, a voti unanimi dei presenti, aveva deciso di nominare un direttore generale fuori dall’organico e con contratto a tempo determinato. Era poi stato pubblicato apposito bando che stabiliva un compenso lordo di 81mila euro. Nel documento si indicava come requisito il diploma di scuola media superiore e l’esperienza di almeno sette anni in altri enti locali. Ed è così che alla fine la scelta di Zoffoli si era canalizzata su Maurizio Rossi, assunto il 19 agosto di quell’anno. Del resto Rossi aveva già maturato esperienze analoghe sia ad Alfonsine che a Russi per un totale di 10 anni di servizio. Ma per la procura contabile, gli mancava comunque il requisito ritenuto indispensabile: la laurea. Una violazione dei doveri di servizio definita “grave” e per la quale era stata chiesta la condanna a pagare quasi 455mila euro. Ovvero tutti gli stipendi dati a a Rossi fino alla cessazione del rapporto datato primo maggio 2013.

Da parte loro gli incolpati avevano in buona sostanza sostenuto la piena legittimità della nomina di Rossi, soprattutto sulla base dell’esperienza maturata, peraltro attestata dall’Andigel, l’associazione dei direttori generali. Tanto che negli anni di servizio del direttore generale, l’avanzo comunale era sempre salito. Avevano precisato che non esiste alcun vincolo di legge circa requisiti e titoli di studio che deve avere un direttore generale. I giudici contabili nella sentenza depositata lunedì scorso hanno spiegato che “il diploma di laurea costituisce il requisito culturale minimo per accedere alla qualifica di direttore generale”.