Cotignola

"Sono innocente, trovate il vero colpevole"

Secondo Merendi ribadisce ai pm di non essere stato lui ad uccidere la madre Pia Rossini

"Sono innocente, trovate il vero colpevole"
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11/giugno/2015 - h. 11.27

COTIGNOLA - Non c’entra nulla con la morte della madre ed è a disposizione degli inquirenti affinché venga identificato il vero colpevole. E’ quanto, secondo la difesa, in buona sostanza ha riferito il 57enne Secondo Merendi, figlio dell’81enne Pia Rossini e in carcere da metà maggio per l’omicidio della madre trovata strangolata il 14 aprile scorso nella sua abitazione di via Corriera a Cotignola. Ed è proprio a Port’Aurea in un interrogatorio andato avanti per circa due ore e mezzo al quale hanno partecipato i pm titolari dell’inchiesta Alessandro Mancini e Stefano Stargiotti che ieri mattina Merendi, alla presenza del suo difensore Serafino Tabanelli, ha ricalcato quanto già sostenuto nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

Le domande dei magistrati, tra le altre cose, si sono concentrate sugli eventuali cambi di vestiti del sospettato: non a caso dato che sono in corso esami sul Dna delegati ai carabinieri dei Ris e i cui risultati sono attesi a breve. Altre domande hanno riguardato le modalità con le quali il 57enne ha rinvenuto il cadavere della madre. La difesa, che ha descritto il suo assistito come “tranquillo e lucido”, ha fatto presente che lo stesso Merendi già dopo il primo interrogatorio davanti al gip si era reso disponibile al prelievo di materiale biologico per eventuali comparazioni con quello isolabile dai reperti.

A questo punto la difesa si è detta pronta a ricorrere al tribunale del Riesame di Bologna per ottenere l’attenuazione della misura cautelare, magari da ridurre fino ai domiciliari confidando in tal senso in un parere favorevole della magistratura alla luce dell’esito dell’interrogatorio. Va però qui ricordato che i pm, sulla base degli elementi finora raccolti dai carabinieri dell’Investigativo, sembrano avere escluso la pista di un balordo-rapinatore di passaggio al quale la signora, inspiegabilmente, potesse avere aperto. E sembrano dunque inquadrare nettamente nel 57enne il responsabile del delitto maturato in un contesto di necessità economiche. Ma anche su questo versante l’uomo è tornato a negare di avere dilapidato nel gioco la pensione della mamma, circa 1.500 euro al mese. E ha ribadito di avere semmai prelevato danaro per le normali spese di casa.

ACo