Ravenna

Crac Cmr, Caravita e Fabbri a giudizio

Con loro altre 6 persone dovranno affrontare il dibattimento per il fallimento della coop ferrarese con interessi a Ravenna

Crac Cmr, Caravita e Fabbri a giudizio
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02/ottobre/2015 - h. 19.19

Dei 12 indagati, due hanno scelto di patteggiare, altri due sono stati condannati al termine del rito abbreviato e i restati otto sono stati rinviati a giudizio. Si è chiusa così ieri mattina davanti al gup di Ferrara Piera Tassoni l’udienza preliminare per il crac della Cmr, la cooperativa di Filo d’Argenta con attività economiche sparse principalmente tra il capoluogo estense e Ravenna fallita nel 2010. Il pm titolare del fascicolo Nicola Proto ha formulato contro i 12 indagati un totale di 21 capi d’accusa che comprendono a vario titolo e in concorso la bancarotta distrattiva (avere fatto uscire capitali dalla Cmr), dissipativa (avere venduto e svenduto il patrimonio) e preferenziale (avere favorito creditori nel momento del dissesto) per un buco stimato dagli inquirenti in 40 milioni di euro.

Tra gli imputati rinviati a giudizio figura il lughese Pier Bruno Caravita, ex direttore generale. In concorso nelle carte dell’accusa vengono tirati in ballo altri quattro imprenditori ravennati per le operazioni di Marinara e dell’Holiday Inn: perché acquisirono beni e quote dalla Cmr in modo ritenuto non lecito. Si tratta di Paolo Conforti, presidente Gruppo Nettuno; di Carlo Fossati, considerato prestanome nelle operazioni di Conforti; della faentina Maria Giulia Scozzoli, di Marina Estate; di Gianni Fabbri, forlivese di nascita ma ravennate d’adozione, presidente cda di Ecis coop, in affari con la Cmr di Caravita per la costruzione del maxi albergo già Holiday Inn. Quindi troviamo altri cinque imprenditori che erano stati favoriti - sempre secondo l’accusa – nel pagamento di crediti che vantavano verso Cmr (da qui la bancarotta preferenziale): sono il riminese Piero Cecchini, responsabile amministrativo di Idrotermica e legale rappresentante di Estate Immobiliare: per lui in abbreviato è finita a 5 mesi e 10 giorni (pena convertita in 40 mila euro) per la bancarotta preferenziale mentre è stato assolto dal l’accusa di bancarotta per distrazione.

Sono poi finiti a giudizio il ravennate Romolo Rago, rappresentante legale di Edilglobo; Sabato Nocerino, napoletano, amministratore di Vega coop; Natalina Perri, di Nuova Edil. Quindi il ravennate Attilio Gardelli, di Generali Investimenti, è stato condannato in abbreviato a un anno e quattro mesi con pena sospesa. Tutti coinvolti, sempre secondo l’accusa, nelle operazioni di Capisani e Caravita nel compensare debiti e crediti. A patteggiare sono stati i ferraresi Giorgio Camilletti (un anno e sei mesi con pena sospesa) e Lauro Capisani (due anni e quattro mesi), presidente e vicepresidente del cda della cooperativa. Ultimi due accusati a dibattimento sono i campani Sabato Nocerino (Vega Coop) e Natalina Perri (Nuova Edil). Tra gli avvocati ravennati che saranno presenti nel processo che partirà nel 2016 troviamo Ermanno Cicognani, Lorenzo Valgimigli, Marco Bigari e Maurizio Taroni.