Ravenna

“Piazza Kennedy può essere area archeologica”

“La zona ha ora altissime potenzialità culturali e turistiche, sfruttiamo questi ritrovamenti”

“Piazza Kennedy può essere area archeologica”

Gli scavi di piazza Ferrari a Rimini. Secondo LpRa così dovrebbe diventare piazza Kennedy

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14/ottobre/2015 - h. 16.34

RAVENNA - Il modello è piazza Ferrari a Rimini. O Largo Argentina, a Roma. Piazza Kennedy potrebbe cambiare volto e diventare così: un luogo in cui le spoglie del passato emergono e restano in mostra, tra i turisti. Dopo il ritrovamento di Sant’Agnese il sindaco Fabrizio Matteucci ha annunciato che la chiesa ritrovata resterà lì, in mostra, ma il progetto di piazza Kennedy - a parte quella porzione - non cambierà. 

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, sostiene invece che non potrà andare così perché probabilmente, scavando ancora, si scopriranno nuovi reperti. Lo sosteneva già nnel 2007, in consiglio comunale: “È sufficientemente documentato che, a pochi metri, forse anche meno di sei, sotto la superficie di piazza Kennedy, giacciono resti di grande interesse archeologico, risalenti al periodo tra il I e il VI secolo d. C., tra cui: la struttura di base della basilica di Ercole, restaurata da Teoderico nel VI secolo e combaciante, in parte, con la basilica di Santa Agnese; la base della famosa colonna Tiberia; parte della rete di adduzione e distribuzione degli acquedotti di Traiano e di Teoderico”. 

In consiglio comunale Ancisi avvisava così l’amministrazione che presentava il progetto di piazza Kennedy. Il ritrovamento è quindi “un segreto di Pulcinella” ma ad ogni modo è “una prospettiva di enorme ricchezza culturale, turistica e archeologica”. Che pone al Comune il dovere di “rivedere comI plessivamente non solo una piccola parte, ma l’intero progetto di ristrutturazione “desertica” di piazza Kennedy, a favore della creazione di una piazza archeologica. Sarebbe anche interesse della Fondazione del Monte, finanziatrice del progetto e proprietaria dell’appena rigenerato Palazzo Rasponi”. 

Del tema se ne parlerà prossimamente in consiglio comunale, perché Ancisi ha depositato un question time. “Certamente - osserva - è indispensabile un’indagine archeologica preliminare, estesa a tutto campo, esattamente quella che l’amministrazione comunale, richiamata da noi più volte, ha omesso di fare. Serve sospendere la realizzazione del progetto attuale, assicurando l’accessibilità ai siti commerciali attualmente impediti, essi stessi possibili beneficiari dell’attrazione già fin d’ora prodotta dall’emersione dei resti archeologici”. 

Obiettivo finale “è revocare il progetto in corso ed adottarne uno nuovo di “piazza archeologica”, coinvolgendo la Fondazione del Monte, onde stornare sul nuovo progetto i fondi destinati a piazza Kennedy, il progettista architetto Cervellati e l’impresa appaltatrice dei lavori. Giuridicamente l’operazione è possibile, essendo un principio consolidato, sul piano normativo e giurisprudenziale, che l’amministrazione pubblica possa revocare i propri progetti per effetto di una rinnovata valutazione dell’interesse pubblico”.