Ravenna

Il sogno: linea alternativa per Bologna

La Budrio-Massalombarda fu chiusa nel ‘64. Nel 2003 uno studio della Regione per riaprila, dimenticato

Il sogno: linea alternativa per Bologna

In rosso, la linea Budrio Massalombarda che a Lugo si ricongiungerebbe con l’attuale linea ferroviaria per raggiungere Bologna, evidenziata in blu

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04/novembre/2015 - h. 12.48

RAVENNA - Una ferrovia alternativa per andare da Ravenna a Bologna che farebbe muovere 938mila passeggeri l’anno. Tutto questo ripristinando una linea ferroviaria storica: la Budrio - Massalombarda, attiva dal 1887 al 1964. In un momento in cui Ravenna sconta tantissimo, specie sul fronte turistico, l’isolamento arriva la proposta del Movimento 5 Stelle regionale: ripristinare quella storica linea. 

In realtà i grillini non fanno altro che tirare fuori dal cassetto uno studio che aveva fatto la Regione stessa nel 2003. I consiglieri Andrea Bertani e Silvia Piccinini spiegano: “La linea ferroviaria consentiva e consentirebbe un collegamento diretto ed alternativo fra Bologna e Ravenna, fra il capoluogo regionale ed il capoluogo di provincia più popoloso dell’area romagnola, sede universitaria distaccata dell’ateneo bolognese e del primo porto italiano per la movimentazione di rinfuse solide, il secondo dell’Adriatico per il complessivo traffico merci”spiega Bertani. 

Lo studio, ai tempi, fu commissionato anche dalla Provincia di Bologna e la sua validità fu sostenuta sei anni fa da Legambiente: “Una riattivazione della linea permetterebbe di intercettare non solo il traffico passeggeri determinato dalla nuova domanda, ma anche una quota pari almeno alla metà degli spostamenti ferroviari oggi effettuati quotidianamente tra Ravenna e Bologna, costretti ora ad utilizzare, da Castel Bolognese o da Faenza, l’asse adriatico parallelo alla via Emilia”. 

Certo, non si tratterebbe di un treno veloce, ma il suo ripristino potrebbe liberare l’affollata tratta Castel Bolognese - Ravenna, nella quale si potrebbero inserire treni che effettuano meno fermate e capaci di fare spola tra le due città in un’ora, mentre parte del traffico pendolare sarebbe spostato verso questa linea. 

“In pratica il ripristino del breve tratto fra Budrio e Massalombarda corrisponderebbe – aggiunge infatti Piccinini - ad un nuovo e ben più lungo e significativo collegamento diretto fra Bologna e Ravenna con oltre 6.000 spostamenti giornalieri lungo il percorso BolognaBudrio-Massalombarda-Lugo-Ravenna, per un totale di più di 938.000 passeggeri all’anno e una riduzione annuale delle emissioni di anidride carbonica quantificabile in circa 2.200 tonnellate”. 

Attenzione, le stime non le hanno fatte i consiglieri del Movimento 5 Stelle, ma la stessa Regione a cui ora viene rivolta un’interrogazione in merito: “Questi numeri - ricorda il Movimento - erano stati calcolati parecchi anni fa e andrebbero dunque aggiornati, ovviamente al rialzo”. 

Per questo nella loro interrogazione i consiglieri regionali del M5S chiedono alla Giunta di conoscere le ragioni per le quali si è deciso di abbandonare il progetto di ripristino della linea e se una sua riattivazione può essere inserita nel nuovo Piano Regionale . 

“Visto che il Comune di Medicina ha eliminato dal Psc l’ipotesi di tutela del tracciato in funzione dell’eventualità di un suo recupero questa decisione non possa precludere anche la possibilità di trasformare il vecchio sedime in pista ciclopedonale – concludono i consiglieri – Per questo chiediamo alla Giunta di fare chiarezza”. 

Alessandro Montanari