Ravenna

Una biblioteca intitolata a Enrico Liverani

In piazza l’ultimo addio all’assessore che era stato scelto come candidato sindaco Pd. Tanta commozione

Una biblioteca intitolata a Enrico Liverani
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25/novembre/2015 - h. 10.25

Esattamente un mese fa in piazza Garibaldi Enrico Liverani si presentava come candidato sindaco del Partito Democratico. Trenta giorni dopo, a pochi metri di distanza, va in scena il suo funerale. Basterebbe questo per capire lo stato in cui si trova non solo il Partito Democratico ma anche l’opposizione che con l’ex sindacalista aveva appena cominciato a scambiarsi le prime schermaglie. Tutto cancellato da venerdì e la campagna elettorale che lascia il posto a tristezza e commozione. Nessuno pensa al voto in una piazza in cui il clima, almeno quello, è finalmente clemente con le circa duemila persone che assistono alle esequie.

Le note di Uto Ughi, le canzoni di Marco Mengoni, Antonello Venditti, Francesco De Gregori riempiono i momenti di silenzio. Il ministro Maria Elena Boschi accompagnata dal sindaco saluta i parenti di Liverani. E’ arrivata con il collega di governo Giuliano Poletti: “Ricordo la grande voglia di fare, la passione di Liverani - ricorda alla fine della cerimonia il ministro del Lavoro -. Lo vidi a Ravenna a fine settembre, ero in visita al Gruppo Ormeggiatori”. Presente alla cerimoni anche Pier Luigi Bersani, Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, vice di Renzi nel Pd. Il premier, che è passato lunedì in camera mortuaria, pur non essendo potuto intervenire si è preoccupato di mandare una folta rappresentanza del partito e del governo.

Come accadde per i funerali di Gabrio Maraldi tre anni fa, il Comune organizza una grande cerimonia laica per dare l’addio al suo amministratore. Fabrizio Matteucci porta sul feretro lo zainetto di Liverani e la fascia tricolore. Durante l’orazione funebre, il primo cittadino racconta che domenica, insieme alla madre dell’assessore, ha aperto lo zaino, strumento di lavoro inseparabile del giovane esponente del Pd. Dentro c’erano i suoi appunti: il semaforo di Fosso Ghiaia, piazza Kennedy, i lavori del forese. E’ commosso Matteucci quando ricorda la quotidianità lavorativa di Liverani, quella routine di tutti i giorni che diventa un ultimo ricordo. Il primo cittadino racconta di aver letto quegli appunti in lacrime: “Alla fine erano un po’ bagnati”. Lo zainetto marrone alla fine della cerimonia rimane tra le mani del fratello Stefano seduto insieme alla famiglia al centro della piazza, piegata dal dolore, al quale si stringe tutta la città.

I consiglieri comunali si raccolgono attorno alla bara, cantano Bella Ciao. Il feretro lascia la piazza, percorre via Cavour, si sente echeggiare l’ultimo “Ciao Enrico”. Matteucci parla di una “Ravenna triste e bellissima” e annuncia che a Liverani sarà intitolata una biblioteca e un ricordo di lui sarà eretto anche nella nuova piazza Kennedy. “Regaliamo a Ravenna - ha detto - una piccola, preziosa biblioteca. Vedremo dove, come.

Certamente il luogo dovrà essere bello. Tu - ha detto rivolgendosi idealmente a Liverani - cercavi bellezza in tutto. I dettagli, le visioni, il futuro era pieno di bellezza, e dove non ne creavi di tua, la chiedevi a un libro. Regaleremo alla città il libri che amavi, perché chi ti cerca ti potrà trovare lì, in quelle storie. Sarà come passeggiare insieme, tra le pagine, tra i personaggi dei romanzi che amavi, tra le idee dei saggi politici che divoravi. Non c’è posto più bello nel quale cercarti e verremo tutti lì, ti leggeremo forte, ti leggeremo con amore, ti leggeremo con un sorriso”.

Alessandro Montanari